Conoscere per mobilitarsi e deliberare

La ricchezza delle famiglie e la sua distribuzione, la persistenza dei vantaggi ereditati, gli ultra-ricchi e la ricchezza nascosta.

A cura di: Maurizio Franzini e Salvatore Morelli, con Francesco Bloise e Giacomo Gabbuti.

In breve ➡ Il progetto ha l’obiettivo di analizzare empiricamente la distribuzione della ricchezza personale in Italia; studiare la trasmissione intergenerazionale della ricchezza; accrescere la conoscenza sul fenomeno dei paradisi fiscali e sull’entità dell’elusione e dell’evasione fiscale ad essi collegati. A tal fine verranno utilizzate e sistematizzate tutte le fonti di dati esistenti incluso, laddove possibile, quelle storiche. Il progetto si propone anche di rendere fruibile a tutti i dati esistenti e di favorire la replicabilità nel tempo dell’analisi attraverso la pubblicazione dei codici di stima utilizzati per lo studio.

Gli studi economici sulla disuguaglianza hanno finora riguardato in modo nettamente prevalente il reddito. La ricchezza, nonostante la sua rilevanza per il benessere degli individui, è stata ampiamente trascurata, con alcune recenti eccezioni. Le ragioni di questo stato di cose sono diverse. Dal punto di vista teorico, la ricchezza viene rappresentata come un’ulteriore faccia del reddito e la sua funzione sarebbe quella di consentire il consumo di beni e servizi; come tale, essa contribuisce solo in modo indiretto al benessere individuale e, più in generale, non viene considerata degna di attenzione prioritaria. Vi è però un’altra ragione della scarsità di studi empirici sulla ricchezza e la sua distribuzione: la difficoltà di disporre di dati adeguati (per quantità e qualità) e comparabili tra paesi e nel tempo. Questo rende anche probabile che le stime presentate nei non numerosissimi studi empirici siano errate per difetto; la ricchezza realmente concentrata nelle mani dei più ricchi, in Italia e nel mondo, è dunque maggiore di quella che risulta dai dai ufficiali. È quindi necessario conoscere con la maggior precisione possibile l’entità della ricchezza, la sua distribuzione, le sue modalità di trasmissione e l’ammontare probabile della ricchezza nascosta, anche al fine di determinare le risorse aggiuntive di cui potrebbe disporre il Welfare state e il beneficio che ne potrebbe trarre la società, in particolare il suo segmento più debole.

 

Nei confronti internazionali l’Italia è considerato un paese a media concentrazione della ricchezza, almeno tra i paesi esaminati dall’OCSE. La ricchezza netta media pro-capite è relativamente elevata: secondo i dati di contabilità nazionale, elaborati congiuntamente dalla Banca d’Italia e dall’Istat, la ricchezza netta pro-capite negli anni vicini al 1995 era di circa 110.000 €; nel 2007 è cresciuta a circa 165.000 € mentre nel 2013 si è ridotta a 145.000 €. Secondo un recente lavoro di Acciari, Alvaredo e Morelli, nel 2014 l’1% più ricco possedeva circa il 25% della ricchezza netta totale e dalla fine degli anni ‘90 si registra un aumento della quota posseduta dall’1% di circa 10 punti percentuali. Tutt’altro che stabile nel tempo, la concentrazione di ricchezza in Italia ha registrato forti variazioni; in particolare, calando drasticamente durante il ‘900 per ricominciare a salire nel nuovo secolo, anche se rimanendo ancora lontana dai picchi precedenti. Per quanto riguarda la mobilità intergenerazionale della ricchezza, secondo alcune stime presenti in un recente lavoro di Bloise, l’associazione tra la ricchezza dei genitori e quella dei figli tende ad essere elevata in Italia. Infine, secondo i dati di Zucman e Alstadsaeter, Johannesen e Zucman riferiti al 2007, la ricchezza degli italiani complessivamente detenuta nei paradisi fiscali ammontava a circa l’11% del prodotto interno lordo.

 

Muovendo dalla convinzione che la ricchezza rappresenti un importante indicatore di benessere degli individui e un sostanziale ed indipendente fattore di stratificazione sociale, il progetto mira dunque a giungere a una conoscenza più accurata della ricchezza personale, della sua distribuzione e di altre sue importanti caratteristiche, in particolare la sua trasmissione intergenerazionale, e farà in modo di rendere tale conoscenza ampiamente accessibile.

 

Avendo il progetto natura prevalentemente informativa e descrittiva, il primo beneficio atteso sarà quello di produrre un’ampia gamma di dati che potranno: essere resi direttamente fruibili dai visitatori del portale Forum, nonché forniti alle PA, alle associazioni ed ai ricercatori interessati; costruire la base per analisi, articoli di giornale, presentazioni e campagne informative; favorire una discussione informata sulle principali questioni relative alla ricchezza e alle connesse policy, con possibili ricadute sociali di cui potranno beneficiare soprattutto le fasce più deboli della popolazione.

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