Cambiare insieme il senso comune

Il consenso oltre la torre

A cura di: Elisa Visconti, Lorenzo Sacconi, Valentina Di Pietro, Silvia Vaccaro.

In breve ➡ Il Progetto intende sviluppare un metodo articolato di dialogo, argomentazione e deliberazione pubblica sul tema delle diseguaglianze che, prendendo reciprocamente sul serio le ragioni gli uni degli altri nel dialogo, e nella consapevolezza dei processi e dei limiti cognitivi che accompagnano le nostre scelte, sia nondimeno in grado di modificare i modelli mentali con i quali comprendiamo e giustifichiamo la disuguaglianza, e influire sulla formazione del senso comune, degli atteggiamenti pratici e delle preferenze, in modo da portare all’effettivo sostegno da parte dei partecipanti al dialogo di politiche di contrasto alle disuguaglianze inaccettabili.

Molte disuguaglianze odierne sono inaccettabili per diverse ragioni. Da un lato, si pone la questione dell’esercizio di potere di mercato e dell’influenza della famiglia d’origine: processi di accumulazione che dipendono da potere di mercato e dalla “lotteria” sociale non appaiono meritati. Dall’altro, la disuguaglianza di ricchezza può comportare conseguenze negative sull’uguaglianza di opportunità. Nell’opinione pubblica e nel senso comune, tuttavia, il contrasto alle disuguaglianze di ricchezza incontra spesso diversi ostacoli e preconcetti negativi.

 

È, infatti, diffuso il convincimento che le disuguaglianze siano esse stesse frutto del merito. Contrastarle significherebbe, dunque, violare quest’ultimo o, comunque, la libertà di detenere ciò che nella vita si è accumulato. Il progetto cerca dunque di risolvere il problema di come modificare il senso comune e la visione collettiva delle disuguaglianze, cioè come attivare modelli mentali comuni in cui si percepisca l’inaccettabilità delle disuguaglianze che, in base a un’argomentazione ragionevole, sono effettivamente ingiustificabili. Ciò implica non solo possedere argomentazioni razionali e descrizioni veritiere del fenomeno, ma operare sul modo in cui la volgarizzazione di idee e principi attraverso le ideologie influisce sulla formazione di modelli mentali e attiva “frame” e forme di rappresentazione che escludono talvolta la capacità di ascolto degli argomenti razionali e dei dati veritieri.

 

Il progetto mira dunque a sviluppare un metodo articolato di dialogo, argomentazione e deliberazione pubblica sul tema delle disuguaglianze che, prendendo reciprocamente sul serio le ragioni gli uni degli altri nel dialogo, nonché conflitti fra interessi e valori, e nella consapevolezza dei processi e dei limiti cognitivi che accompagnano le nostre scelte, sia nondimeno in grado di condurre accordi ragionevoli, modificare i modelli mentali con i quali comprendiamo e giustifichiamo (ovvero rigettiamo) la disuguaglianza, e influire quindi sulla formazione del senso di giustizia, degli atteggiamenti pratici e delle preferenze, in modo da portare all’effettivo sostegno da parte dei partecipanti al dialogo di politiche di contrasto alle disuguaglianze inaccettabili.

 

Il metodo di dialogo verrà sviluppato dapprima valutando i diversi criteri e vincoli normativi e positivi che caratterizzano l’argomentazione pubblica sulle disuguaglianze, secondo i quali si “metteranno alla prova” alcune proposte di contrasto alla disuguaglianza presso due focus group di persone selezionate tra attivisti/sostenitori/simpatizzanti delle associazioni partner del Forum per ottenere raccomandazioni e riscontri validi alla successiva elaborazione di proposte.

Sperimentare la disuguaglianza, scegliere la giustizia. Esperimenti su principi di giustizia distributiva

A cura di: Valentina Di Pietro, Marco Faillo, Luca Fanelli, Eugenio Levi, Lorenzo Sacconi.

In breve ➡ Il progetto mira a studiare alcune dinamiche concernenti i gruppi, al fine di poter costruire pratiche di intervento e politiche più efficaci nel contrasto alla povertà e alla diseguaglianza. In particolare, saranno realizzati esperimenti sul campo concernenti la possibilità di favorire forme di cooperazione tra persone in difficoltà volte alla realizzazione di progetti collettivi e alla creazione di ricchezza.

Risultati sperimentali piuttosto consolidati mostrano che, attraverso accordi imparziali su principi normativi tra individui con interessi potenzialmente confliggenti, è possibile creare impegni congiunti, sostenuti da ciò che si può chiamare un “senso di giustizia” che si accompagna alla credenza circa la reciproca osservanza. In contesti di scelta di regole di giustizia distributiva, questi studi mostrano che nello stadio ex-ante, dove si realizza l’accordo congiunto, i soggetti sperimentali, se posti in una condizione di scelta dietro velo di ignoranza, scelgono principi egualitari che, inoltre, prevedono una compensazione contro l’arbitrio di allocazioni di risorse basate sulla fortuna. I risultati della fase ex-post, quando il velo è rimosso e gli individui si confrontano con i loro effettivi bisogni e le loro condizioni sociali contingenti, mostrano poi che principi egualitari passano un secondo test di realismo normativo, cioè sviluppano motivazioni e preferenze basate sull’accordo che sono efficaci nel determinare i comportamenti pratici.

 

Il progetto mira quindi a sperimentare, attraverso l’applicazione di procedure di deliberazione imparziale, la possibilità dell’emergenza di forme di responsabilità condivisa e di cooperazione tra individui in difficoltà economiche, volte alla creazione di forme di ricchezza che permettono un miglioramento nel breve-medio periodo delle condizioni sociali ed economiche dei soggetti coinvolti. Questa sperimentazione riguarderà due aspetti essenziali: la possibilità per persone in situazione di difficoltà economica di regolare attraverso un accordo ex-ante la loro contribuzione a un piano di azione comune attraverso la scelta di principi di giustizia che adattino il loro contributo alla situazione di bisogno relativo di ciascuno; la possibilità per tali persone, coinvolte nel processo deliberativo, di mettere in atto gli accordi già sottoscritti attraverso le loro scelte individuali autonome e non forzate ex-post, sia per effetto dell’accordo iniziale sulle preferenze e le credenze, sia per effetto di deliberazioni ripetute in interazioni successive all’accordo iniziale, in cui esse osservano e “monitorano” l’evoluzione dei loro comportamenti.

 

Il progetto è volto dunque a favorire l’emergere di forme di autogestione nell’uso e nell’accumulazione delle risorse attraverso lo sviluppo di forme di responsabilità condivisa. Ciò garantisce il passaggio da una logica di intervento puramente assistenzialista e concentrata sul contingente, ad una logica di più lungo periodo basata sul coinvolgimento diretto dei soggetti negli interventi.

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