Per un uso consapevole del risparmio

In breve ➡  Il progetto si pone due obiettivi. In primo luogo, intende organizzare interventi di formazione finanziaria al fine di favorire l’uscita di individui e famiglie dalla condizione di povertà da ricchezza e di sovra-indebitamento o, quanto meno, di ridurre gli esiti negativi di un uso distorto delle risorse monetarie tra le persone e le convivenze domestiche prive di risorse mobiliari o sovra-indebitate. In secondo luogo, intende sottoporre a valutazione d’impatto gli interventi in questione al fine di trarne possibili indicazioni per il disegno di misure di sostegno e di accompagnamento a favore di soggetti beneficiari di politiche contro la povertà poste in atto dalla PA o da organizzazioni del Terzo Settore.

La formazione finanziaria può contribuire a ridurre gli errori di giudizio e di comportamento compiuti da individui e famiglie nella gestione del proprio denaro e delle proprie risorse patrimoniali e, dunque, anche gli effetti negativi che questi errori possono avere sulle condizioni di vita degli uni e delle altre. Tali conseguenze negative risultano particolarmente gravi e incisive tra le persone e le convivenze domestiche priva di ricchezza; quanti sono privi di disponibilità patrimoniali presentano, per ciò stesso, livelli assai elevati di vulnerabilità nei confronti di possibili evenienze negative.

 

È noto che alla base delle disuguaglianze nelle condizioni di vita di individui e famiglie, oltre ad asimmetrie di potere e di risorse materiali, stanno disparità di carattere informativo e modelli di comportamento derivanti dai processi di socializzazione primaria e secondaria*. Esistono, però, considerazioni analitiche, derivate dalla teoria dell’azione razionale, ed evidenze empiriche, emergenti da ricerche ad essa ispirate, le quali inducono a ritenere che le disuguaglianze derivanti da asimmetrie informative e da modelli di comportamento appresi possano essere contenute, ancorché, come è ovvio, non completamente eliminate, attraverso iniziative formative e di tutoraggio dei comportamenti quotidiani. Tanto meglio se queste iniziative formative sono integrate da sostegni, economici e d’altro tipo, provenienti dalla Pubblica Amministrazione o da organizzazioni del terzo settore.

 

Non sono molte le conoscenze in materia di financial literacy e questo è particolarmente vero per l’Italia, dove le esperienze in materia si sono concentrate sugli studenti delle scuole secondarie e non sono mai state seguite da valutazioni di impatto. Il progetto mira quindi a contribuire a mettere a punto un insieme di azioni capaci di contrastare la povertà di ricchezza e il sovra-indebitamento delle persone e delle famiglie e, per questa via, favorire la riduzione dei fenomeni di povertà, così come il sovra-indebitamento e, con esso, il rischio di esposizione a fenomeni di usura. L’insieme di azioni alle quali si fa riferimento comprende sia misure di welfare pubblico, sia iniziative di soggetti appartenenti al Terzo Settore e operanti nel sostegno alle fasce deboli della popolazione, così come di organizzazioni che agiscono in ambito finanziario e che intendono o devono assumere responsabilità di ordine sociale.

 

Il progetto intende mettere a punto in via sperimentale e sottoporre a valutazione di impatto controfattuale, al fine di stabilirne la possibilità di generalizzazione su vasta scala, alcune azioni di educazione economica e finanziaria rivolte a gruppi di soggetti rientranti in tre popolazioni obiettivo: famiglie in povertà di ricchezzafamiglie in condizione di sovra-indebitamento; studenti del quarto e quinto anno degli Istituti Professionali. Se tali interventi dovessero dimostrarsi efficaci, il progetto permetterà di mettere a punto una politica formativa di portata generale, ossia estendibile a tutto il territorio nazionale.

 

* Processo di  trasmissione e di interiorizzazione delle informazioni sulla realtà e sull’immaginario sociale (l’insieme di valori, ruoli, norme, aspettative e credenze) attraverso pratiche e istituzioni dell’organismo sociale. La socializzazione si distingue in due fasi: la socializzazione primaria che avviene nell’infanzia e la socializzazione secondaria, meno intensa ma più diffusa, che ha luogo ogni volta che l’individuo entra in contatto con nuovi contesti del mondo oggettivo.
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