Per l'uguaglianza in istruzione

Il primo biennio di attività del ForumDD si è concentrato sulla disuguaglianza di ricchezza, non a caso la più trascurata di tutte le disuguaglianze. E disegnando 15 proposte per ridurla è emersa, come ci aspettavamo, la profonda connessione con la disuguaglianza di istruzione. Ora è arrivato il momento di prenderne di petto uno degli aspetti più gravi: la povertà educativa che colpisce sin dai primi anni di età e si accumula durante la vita.

 

Le disuguaglianze in termini di accesso alle opportunità educative influenzano molte altre dimensioni della vita degli esseri umani sin dalla primissima infanzia e lungo tutto l’arco di vita e il mancato accesso all’istruzione, unito al depotenziamento degli investimenti educativi e formativi, costituiscono i presupposti per l’innestarsi e il cronicizzarsi delle disuguaglianze. In Italia si assiste oggi ad una forte crisi educativa caratterizzata da alti tassi di abbandono scolastico, elevato numero di ragazzi che, pur completando il ciclo di istruzione, hanno bassissime competenze e forte concentrazione della povertà educativa. Questa situazione lede i diritti inalienabili delle persone in crescita e interroga la politica sul funzionamento del nostro sistema scolastico e formativo. La scuola italiana, infatti, ha visto e vede i docenti tenere in piedi le scuole come presidio repubblicano nonostante le risorse inadeguate e il mancato sostegno del sistema all’innovazione didattica e pedagogica a vantaggio, purtroppo, di insegnamento trasmissivo e incapace di motivare e di coniugare rigore e laboratorio.

 

La crisi educativa riguarda tutti i bambini e le bambine così come i ragazzi e le ragazze; condanna all’emarginazione sociale e all’esclusione culturale almeno un quarto dei minorenni; comporta un abbassamento del livello culturale dell’intera società, contribuendo a produrre maggiore spesa pubblica, generando marginalità e conflitto sociale e condizionando negativamente la partecipazione democratica di tutti e, infine, genera una perdita di coesione territoriale e sociale e di crescita economica per l’intero paese.

 

Per rispondere a questa situazione, il FDD intende rilanciare un’agenda italiana contro l’esclusione del sapere. A tal fine, intende individuare un percorso politico insieme a tutte le forze attive nella società e le istituzioni di ricerca impegnate nello studio e nel contrasto ad ogni forma di esclusione in età precoce. Il progetto prevede di costruire la prima fase di questa alleanza nel biennio 2020-2021, con la promozione di un’agenda dell’uguaglianza in istruzione e con una prima mappatura di 20 quartieri in crisi educativa severe, dopo aver curato la condivisione della metodologia analitica per la definizione delle aree e per la modalità della ricerca. In seguito, ove possibile, 3 di questi quartieri verranno accompagnati a un modello di progettazione mirata allo sviluppo educativo e locale. L’obiettivo è quindi quello di mettere al centro della politica italiana la promozione del sapere e l’uguaglianza in istruzione, rilanciando il dettato costituzionale che intende la scuola pubblica uguale per tutte e tutti.

Una fotografia delle disuguaglianze di istruzione nelle aree interne e l'impegno della Strategia Nazionale per le Aree interne e d'intesa con il MIUR per colmarle. 

Un'intervista a commento dei dati Invalsi a Marco Rossi Doria, esperto di politiche educative e sociali e membro del ForumDD pubblicata su Il Fatto Quotidiano di giovedì 11 luglio 2019. 

Una breve sintesi dell'ultima edizione, l'ottava, dell'Atlante dell'Infanzia a rischio, pubblicazione annuale che Save The Children dedica ai più piccoli e agli adolescenti. Dati, mappe e storie utili a scattare una fotografia del presente e orientare in questo modo l'agire pubblico e collettivo a tutela dei minori e delle loro esigenze.

Roma_diff-di-genere

Le donne costituiscono la maggior parte della popolazione laureata della capitale ma la loro partecipazione al mercato del lavoro è ancora inferiore a quella degli uomini e questa differenza è maggiormente marcata nelle zone periferiche della città.

Fare scuola nelle periferie

La scuola resta un luogo vitale per l’incontro tra culture e vissuti, un luogo capace di connettere comunità e territori e di generare cambiamento in positivo

La mobilità educativa intergenerazionale, in termini assoluti e relativi, è più alta nei paesi sviluppati che in quelli in via di sviluppo ma le disuguaglianze di genere stanno diminuendo in entrambe le aree.

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