Patti Educativi Territoriali e percorsi abilitanti

Un'indagine esplorativa

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IL RAPPORTO: OBIETTIVO

Il Rapporto “Patti Educativi Territoriali e percorsi abilitanti. Un’indagine esplorativa” del Forum Disuguaglianze e Diversità, realizzato con il contributo di Fondazione Cariplo e Fondazione Paolo Bulgari, partendo da esperienze territoriali, esplora la natura, le finalità e i cambiamenti generati da Patti educativi e dalle Alleanze educative che si differenziano per il livello di formalità e la prospettiva temporale dell’intervento, ma sono accomunati dalla collaborazione tra enti locali, scuole e altri soggetti della “comunità educante” con il fine di contrastare le disuguaglianze educative attraverso l’intervento sui diversi fattori che le determinano, soggettivi e di contesto, dentro e fuori la scuola.

L’indagine sui Patti educativi territoriali e le Alleanze educative nasce con l’obiettivo di porre le basi conoscitive a supporto di un’azione di advocacy del Forum Disuguaglianze e Diversità per la promozione di un’agenda politica sull’uguaglianza e sull’equità in educazione (intesa come uguaglianza di opportunità), a partire da alcune esperienze territoriali.

IL RAPPORTO: METODO

I Patti e le Alleanze educative selezionate sono eterogenei, per soggetti coinvolti, tipo di intervento, finanziamenti, obiettivi, livello di formalità, contesto di riferimento, ecc. Per questo, il percorso di ricerca ha privilegiato un taglio esplorativo, di indagine/inchiesta, per documentare e approfondire tale varietà, con l’obiettivo di arrivare a definire cosa sono/possono essere i Patti Educativi Territoriali e le Alleanze Educative evitando prescrizioni o generalizzazioni. Utilizzando un approccio induttivo, si sono esplorate tre principali dimensioni: a) anatomia e progettualità; 2) sostenibilità e attuazione; 3) cambiamenti generati. 

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LE TRE DIMENSIONI ESPLORATE: ANATOMIA, SOSTENIBILITA', CAMBIAMENTI GENERATI

Rispetto al tema dell’anatomia e della progettualità, è emerso che i Patti e le Alleanze educative intervengono in particolar modo su competenze non cognitive e trasversali, creando opportunità e diverse prospettive di vita in contesti ne sono spesso privi. Un elemento centrale a tutti i casi studiati è quello della co-progettazione degli obiettivi e degli interventi, la quale impegna tutti i soggetti coinvolti ed è intesa anche come spazio di apprendimento collettivo. L’evoluzione delle esperienze si caratterizza spesso per il susseguirsi di fasi di sperimentazione e fasi di formalizzazione e condivisione di obiettivi, strategie, metodo di lavoro. Le progettualità sono, inoltre, occasioni per il formarsi o il consolidarsi della comunità educante, secondo configurazioni e scale territoriali variabili.

Per quanto riguarda la sostenibilità delle esperienze indagate, è emerso che le risorse economiche arrivano prevalentemente da enti erogatori privati e sono prevalentemente legati a bandi tematici e progetti specifici, meno alla formazione di presìdi territoriali (materiali e immateriali) stabili e continuativi. Oltre alle risorse economiche, tuttavia, l’indagine ha messo in luce quanto la sostenibilità si poggi e sia condizionata dal fattore umano, ovvero la presenza di persone motivate all’interno delle varie istituzioni, aperte a scambi e sinergie. Da questo punto di vista, il turn over di docenti/Dirigenti scolastici e la rigidità degli iter burocratici rappresentano fattori di rischio per la continuità nel tempo delle azioni.

Con riferimento ai cambiamenti generati, i Patti e le Alleanze educative portano innovazioni nei contesti scolastici, nelle competenze non disciplinari degli studenti, nelle politiche educative territoriali. In particolare, tra i risultati principali si evidenziano le sperimentazioni didattiche grazie al confronto docente/educatore e la riforma di politiche e strumenti istituzionali.

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LE RACCOMANDAZIONI DI POLICY

I Patti e le Alleanze educative possono essere sperimentazioni territoriali che producono conoscenza e apprendimenti istituzionali, per la definizione di più appropriate e integrate politiche ordinarie. Queste sperimentazioni portano innovazione all’interno delle scuole (formazione docenti), negli enti del Terzo settore, negli enti locali, nei soggetti for profit coinvolti, e possono diventare anche laboratori in cui sviluppare una nuova cultura valutativa, definire strumenti di monitoraggio continuo, dar voce ai beneficiari (in particolar modo agli/alle studenti/esse). Infine, tali esperienze sono in grado di produrre presìdi territoriali stabili per le comunità locali che necessitano di riconoscimento e consolidamento, anche attraverso finanziamenti destinati non a progetti ma a soggetti, in modo continuativo.

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I 15 PATTI E ALLEANZE EDUCATIVE
(Lombardia – aree urbane)
(Milano – area urbana)
(Lombardia – aree urbane)
(Trentino – aree interne)
(Padova – area urbana)
(Genova – area urbana)
(Emilia Romagna – aree interne)
(Abruzzo – aree interne)
(Roma – area urbana)
(Napoli – area urbana)
(Puglia – area urbana)
(Calabria – aree urbane e interne)
(Sardegna – area urbana)
(Palermo – area urbana)
(Sicilia – area interna)
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IL GRUPPO E IL PROCESSO DI LAVORO

Il Rapporto di ricerca è frutto dell’elaborazione del Gruppo Educazione del ForumDD, che è stato coordinato da Andrea Morniroli ed è composto da Giulio Cederna, Vittorio Cogliati Dezza, Nunzia De Capite, Elena Granaglia, Michela Liberti, Daniela Luisi, Patrizia Luongo, Cristiana Mattioli, Francesca Mele, Salvatore Migliore, Andrea Morniroli, Maria Sole Piccoli, Cristina Renzoni, Eleonora Romano, Marco Rossi Doria, Pietro Savastio, Paola Savoldi, Katia Scannavini, Guido Silvestri, Alessia Zabatino.

A partire da alcune premesse teoriche, il gruppo ha promosso un ciclo di seminari nel 2020 (Povertà educativa, fallimento formativo e disuguaglianze di istruzione: le fonti dei dati e gli indicatori disponibili (16 luglio 2020); Disuguaglianze e povertà educative: le tante variabili al di fuori della scuola che influenzano i processi educativi (17 settembre 2020); Cosa ci dice il “fare” imparare dai territori per promuovere sviluppo educativo locale (12 novembre 2020)) da cui sono emerse le riflessioni che hanno dato il via all’elaborazione della ricerca. Il rapporto di ricerca è stato curato da Daniela Luisi, Cristiana Mattioli e Alessia Zabatino.

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