ZaLab, Forum Disuguaglianze e Diversità e Campagna Sbilanciamoci! hanno promosso una call per sostenere esperienze di progettazione territoriale volte alla “rimozione di ostacoli al pieno sviluppo della persona umana” che chiedevano un contributo per un’ “azione aggiuntiva” per aumentare l’impatto dell’esperienza stessa anche al di fuori del contesto in cui è stata realizzata.
La call lanciata da ZaLab nell’ambito della campagna Piattaforma Solidale ha raccolto 20 candidature provenienti da tutta Italia: dal nord-ovest (Torino, Alessandria, Lecco) al nord-est (Venezia, Altopiano dei Sette Comuni), dal centro (Roma, Mentana, Perugia, Spoleto) al sud (Napoli, Scisciano). Un’ampia varietà di territori e di ambiti tematici – recupero alimentare, giustizia climatica, volontariato giovanile, cinema partecipativo, mobilità sostenibile, welfare comunitario – che testimonia quanto il tema del contrasto alle disuguaglianze attraversi trasversalmente il mondo associativo italiano.
La giuria, formata da componenti del Forum Disuguaglianze e Diversità e della campagna Sbilanciamoci!, ha selezionato cinque esperienze, assegnando il premio in denaro di 2.500 euro a un’esperienza e una menzione alle altre quattro.
Il premio principale va all’Associazione LAST APS con il progetto “Living Lab – Orto Urbano di Comunità” a Mentana (Lazio), che propone di estendere un’esperienza consolidata di gestione partecipata dei beni comuni verso i comuni limitrofi, portando il tema dei diritti della natura nello spazio pubblico attraverso azioni di advocacy con le scuole e cassoni mobili di coltivazione nelle piazze. Il progetto convince per la solidità del radicamento territoriale, la chiarezza della proposta metodologica e la capacità di coinvolgere direttamente i giovani come protagonisti e non come destinatari passivi.
Le quattro menzioni vanno ad altrettante esperienze molto diverse tra loro per territorio e ambito, ma accomunate da una stessa qualità: la capacità di trasformare una pratica locale in un dispositivo trasferibile con elementi metodologici chiari e verificabili.
L’ASD Genitori Scuola Di Donato APS ETS di Roma ha prodotto con donne migranti, bambini e seconde generazioni il film “Gita al mare”, usando il cellulare come strumento produttivo accessibile e la comunità educante come contesto. L’azione aggiuntiva completa la post-produzione del film e lo porta in circolazione attraverso proiezioni pubbliche con dibattito e laboratori per adolescenti, accompagnati da un dossier metodologico sugli elementi replicabili dell’esperienza.
Cleanap ETS di Napoli ha costruito dal basso una mappatura interattiva dei rifugi climatici della città, diventata strumento concreto per i cittadini durante le ondate di calore. L’azione aggiuntiva sviluppa una piattaforma proprietaria aperta alle segnalazioni in crowd, integra una prospettiva di genere attraverso il progetto Girls4Climate e produce un toolkit replicabile per altri comuni privi di mappatura istituzionale.
ENGIM Impresa Formativa srl Impresa Sociale ETS, con il progetto “I ragazzi delle pietre spezzate”, ha prodotto un documentario sulla resistenza giovanile contro disuguaglianze multiple: classismo, razzismo, diritto alla casa, diritti delle persone con disabilità. L’azione aggiuntiva trasforma il film in strumento itinerante di educazione alla giustizia sociale: almeno cinque proiezioni-dialogo in territori diversi, con i giovani protagonisti del documentario nel ruolo di facilitatori, e un kit metodologico per scuole e organizzazioni che vogliano replicare il format.
Infine, il progetto torinese “Pubblico! Mobilità giusta per una nuova idea di città“, proposto congiuntamente da Circolo Legambiente greenTO APS, Italia Impossibile, Road to 50% e Circolo Legambiente Molecola APS, vuole trasformare una proposta tecnica sulla mobilità pubblica in un movimento culturale e politico per la riappropriazione dello spazio urbano. Laboratori di urbanismo tattico con studenti, una fanzine prodotta con l’Accademia di Belle Arti, azioni di guerrilla marketing in strada e un evento pubblico in rete con altre città italiane convergeranno in un position paper che traduce il lavoro in strumento di advocacy istituzionale trasferibile.
Cinque esperienze molto diverse, dunque, ma che condividono alcune caratteristiche che le hanno rese convincenti agli occhi della giuria: il radicamento in una pratica concreta già in corso, la capacità di fare dei giovani soggetti attivi e non semplici beneficiari, la volontà di far fare un salto di scala ad azioni che già mettono in campo, e la connessione tra giustizia sociale e giustizia ambientale come dimensioni inseparabili.










