In un incontro nel settembre 2025, i e le rappresentanti di reti/società scientifiche impegnate nella ricerca, nella formazione, nelle policy e nella società civile, hanno messo al centro del loro ragionamento il ruolo del sistema universitario italiano nella promozione di equità, coinvolgimento, giustizia sociale e ambientale
Il documento è stato curato da Forum Disuguaglianze e Diversità (FDD), Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile (RUS), Rete italiana degli Atenei ed Enti di Ricerca per il Public Engagement (APENET), Rete delle Università Italiane per la Pace (RUNIPACE), Sustainable Development Solutions Network (SDSN Italia), Società Italiana Orientamento (SIO), Associazione Italiana di Sociologia – Sezione Studi di Genere (AIS), Conferenza Nazionale dei Delegati dei Rettori per i Poli Universitari Penitenziari (CNUPP), Conferenza Nazionale Universitaria dei Delegati per la Disabilità (CNUDD).
Premessa. Nell’incontro svoltosi presso l’Università di Parma, il 12 settembre 2025, i e le rappresentanti di reti/società scientifiche impegnate nel campo della ricerca, della formazione, delle policy e della società civile, hanno messo al centro del loro ragionamento il cammino fatto dal sistema universitario del nostro paese nell’ultima decade per dare valore alle conoscenze prodotte, al fine di promuovere equità, coinvolgimento, giustizia sociale e ambientale.
I e le partecipanti sottolineano con forza che tale processo è significativo, va stimolato e promosso, non fermato o indebolito, come alcuni provvedimenti approvati[1] o allo studio sembrano indicare. Le Università hanno il dovere di partecipare alla costruzione di società che innovano, si evolvono, fioriscono alla luce di valori portanti, quali il coinvolgimento dei cittadini e delle cittadine, la sostenibilità e la giustizia sociale.
Conoscenze, impatto sociale e valutazione della ricerca. I e le partecipanti ritengono che quanto sopra debba trovare espressione nei processi di valutazione della ricerca e delle persone che operano nella ricerca – ricercatori e ricercatrici –, in sintonia con accordi e documenti già in atto, quali:
- l’Agreement on Reforming Research Assessment[2], promosso dalla Commissione Europea nell’ambito della costruzione di uno Spazio Europeo della Ricerca più equo, inclusivo e responsabile;
- la ‘nuova’ Carta Europea dei Ricercatori e delle Ricercatrici, che riprende i principi dell’Agreement e la Raccomandazione del Consiglio del dicembre 2023[3], che enfatizza una valutazione basata sulla qualità e non sulla quantità, incentrata su una pluralità di contributi e di aspetti, che vanno dalla ricerca all’insegnamento, dall’impegno nella e con la società, al lavoro collaborativo;
- le linee-guida per la VQR 2020-24[4], che tengono conto di quanto emerso dalla VQR 2015-2019[5] – frutto di un’interlocuzione fra Ministero e FDD – e degli interventi delle Reti che hanno voluto il simposio, che danno valore agli impegni di ricercatori e ricercatrici nell’ambito del trasferimento e scambio di conoscenze, della produzione e gestione di beni pubblici, del public engagement, delle scienze della vita e della salute, della sostenibilità ambientale, dell’inclusione e del contrasto alle diseguaglianze;
- il DM del 21/10/2024[6] sui criteri per la valutazione dei ricercatori e delle ricercatrici a tempo determinato, ai fini della chiamata nel ruolo di professore/professoressa di seconda fascia, che tengono conto di quanto riportato più sopra.
Tutto questo dovrebbe portare a mettere a punto procedure volte a promuovere la valorizzazione sociale delle conoscenze: la nomina di un/una delegato/a Crui su questi temi; l’avvio di forme di valutazione della ricerca e dei ricercatori e delle ricercatrici capaci di superare le logiche puramente quantitative (pubblicazioni, brevetti, eventi), di incentrarsi al contrario sulla misurazione dell’impatto sulla società, a livello locale e nazionale, da considerarsi però e al contempo non solo nei processi di carriera individuali, ma anche a livello collettivo, a livello di sistema universitario; eventi annuali congressuali insieme a riconoscimenti alle stesse università e reti di università che si impegnano e collaborano per tali fini (es. un Valuable in Societal Engagement).
Ulteriori considerazioni. I partecipanti e le partecipanti sottolineano altresì che le università oggi e che guardano al futuro devono affrontare in modo collaborativo e profondo sfide significative quali:
- la produzione di scienza e conoscenza da trattare alla stregua di beni pubblici, aperti e frutto di scambio, ascolto e co-creazione con i territori, a livello locale e internazionale, in modo da promuovere contaminazioni e collaborazioni globali e locali e coinvolgere le giovani generazioni, in vista di futuri di qualità per la vita del pianeta;
- la promozione del pensiero critico, sia nelle università che nei territori, quale antidoto alla superficialità, alla vulnerabilizzazione sociale, ai privilegi e agli squilibri di potere, e quale strumento in grado di facilitare processi immaginativi, di creazione di senso comune e di partecipazione alla costruzione di società più giuste e di qualità per tutti e tutte;
- l’approfondimento delle conoscenze sugli effetti che le strutture sociali odierne hanno sulle giovani generazioni e su chi desidera intraprendere percorsi di studio universitari al fine di co-costruire percorsi di crescita attenti, responsabili, personalizzati, capaci di fornire strumenti di analisi della realtà, che aiutino a trasformarla;
- la realizzazione di azioni di ricerca, didattica e costruzione di conoscenze alla luce della complessità, della pluralità, della inter e transdisciplinarietà, e la loro diffusione, e al fine di essere di supporto alla gestione dei problemi complessi che la vita sul pianeta sta attraversando;
- l’avvio di collaborazioni istituzionali tra le università, con il personale tutto e studenti e studentesse, reti nazionali, internazionali, territori e altri attori sociali, così da unire le forze, per fronteggiare le minacce significative per il genere umano e l’intero pianeta, contrastando le logiche concorrenziali che ai giorni d’oggi accentuano le divisioni, riducono il potere di impatto, perpetuano logiche di contrapposizione;
- la valorizzazione delle singolarità e delle eterogeneità presenti nei tessuti sociali e nelle comunità universitarie, contrastando i processi di vulnerabilizzazione, marginalizzazione e le discriminazioni con azioni istituzionali e progetti strategici per la giustizia sociale, l’inclusione nella sua accezione trasformativa, e lo sviluppo sostenibile, e in particolare con percorsi educativi e culturali tesi a coinvolgere le intere comunità universitarie, finanziamenti e bandi dedicati, premi, riconoscimenti, momenti di sensibilizzazione pubblici, bilanci e rapporti specifici, ecc.
[3] Raccomandazione del Consiglio, del 18 dicembre 2023, su un quadro europeo per attrarre e trattenere i talenti della ricerca, dell’innovazione e dell’imprenditorialità in Europa
[4] Decreto Ministeriale n. 998 del 01-08-2023 | Ministero dell’Università e della Ricerca
[5] Decreto Ministeriale n.1110 del 29-11-2019 – Decreto Ministeriale n.1110 del 29-11-2019 – MIM










