L’accesso e la qualità dei servizi essenziali sono una dimensione fondamentale di riferimento dell’articolo 3 della Costituzione, per il peso che gli ostacoli all’istruzione, alla salute, alla cura delle disabilità, alla cultura – in riferimento ai quali si applicano anche gli articoli 32-34 e 38 – alla mobilità, alla comunicazione hanno nello “sviluppo della persona umana” e per gli ampi spazi di azione che “la Repubblica” – ossia lo Stato e i cittadini – hanno nel rimuovere tali ostacoli.

 

Durante il 2018 il Forum, che si concentra nel primo biennio sul Focus Ricchezza, seguirà questa manifestazione delle disuguaglianze raccogliendo e diffondendo informazioni e risultati prodotti da altre organizzazioni, alleanze e ricercatori.

 

Nei target dell’Agenda 2030 dell’ONU si trova riscontro di tutti questi profili. Molteplici sono i quesiti sul tavolo che emergono dall’ampia gamma di azioni svolte dalle organizzazioni promotrici. Fra questi: Per quali categorie di persone, e per chi vive in quali luoghi, è precluso un accesso e una qualità adeguati ai servizi essenziali? Da quali condizioni o da quali politiche dipende questa situazione e come correggerla? L’accesso ai servizi di qualità è peggiore nelle zone del paese con distribuzione delle risorse più iniqua? Come ridurre l’abbandono scolastico in molte aree del paese? Come agire (a livello costituzionale? Per legge? Nell’attuazione?) per rendere davvero universale ed omogeneo nel paese il diritto alla salute?

 

Importante è qui anche il profilo delle disuguaglianze di riconoscimento. Stante la forte dimensione territoriale delle disuguaglianze, infatti, nelle periferie e nelle aree interne (cfr. Agenzia per la Coesione Territoriale ) del paese, a pesare sui residenti non è solo l’inaccessibilità o la cattiva qualità dei servizi, ma la chiara percezione del disinteresse o dell’incapacità di analizzare e comprendere i propri specifici contesti. Le politiche di sviluppo cieche ai luoghi che hanno caratterizzato l’inversione a U delle politiche pubbliche, oltre a essere largamente responsabili del peggioramento dei servizi essenziali in queste aree (o dei flussi di popolazione che ne hanno reso estremamente difficile la gestione e programmazione) hanno anche segnalato chiaramente disattenzione per il ruolo e i valori di questi luoghi.

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