Aree interne e il problema delle distanze: le proposte della SNAI

La “distanza” (dai servizi/diritti essenziali di cittadinanza) rappresenta il criterio chiave attraverso cui sono stati classificati i Comuni italiani nella Strategia Nazionale per le Aree Interne.

Sono considerati “interni” i comuni distanti almeno 20 minuti dai Poli di attrazione, definiti come Centri di offerta di servizi[1]. La classificazione dei comuni italiani è servita per mappare e fare emergere le aree interne come questione nazionale e per dotare il processo di policy di uno strumento oggettivo per la perimetrazione delle Aree progetto.

 

Nel guardare la faglia aree rurali/urbane, la “distanza” può essere letta con un indicatore di accesso fisico/materiale (distanza media delle aree, ponderata per la popolazione, dal proprio polo di riferimento – mappa 1) e con un indicatore accesso e connettività immateriale (digital divide – mappa 2). In quest’ultimo caso, si tratta di una pre-condizione fortemente correlata con i servizi di cittadinanza (si pensi alla telemedicina, allo sviluppo di approcci e-learning, alle esperienze di “scuola a distanza” o alle “scuole in rete”) e con il più ampio accesso di persone e mercati (conoscenza, apertura/attrattività, sistemi di produzione).

Figura 1. Distanza media delle aree, ponderata per la popolazione, dal proprio polo di riferimento
Fonte: elaborazioni Comitato Tecnico Aree Interne

L’area più distante dai Poli è la Montagna Materana, in Basilicata (99,03 minuti). Il territorio della Montagna Materana è caratterizzato dalla sua posizione centrale rispetto al territorio regionale e dalla presenza di centri attrattori esterni all’area per alcuni servizi di area vasta, per relazioni sociali e luoghi in cui i residenti si recano per motivi di lavoro distribuiti su tre versanti: ionico (Policoro); Val d’Agri (Sant’Arcangelo); Basento (Basentana per i collegamenti con Potenza, Matera e Pisticci; Stazioni ferroviarie RFI di Ferrandina e Grassano) (cfr. Strategia Area Montagna Materana, 2017).

 

La Strategia di Area ha evidenziato alcuni aspetti chiave:

 

1) la domanda di mobilità è alimentata dalle esigenze locali per i servizi essenziali (scolastici, lavorativi e socio sanitari) e da una crescente domanda turistica;

2) l’attuale struttura della rete di TPL rende ancora più difficile le possibilità di spostamento per quei cittadini che non dispongono di un mezzo privato, in particolare per gli over sessantacinquenni;

3) ulteriori criticità si riscontrano nella mobilità scolastica e lavorativa;

4) l’efficacia dei servizi di TPL extraurbano è influenzata negativamente dall’orografia del territorio, dalla struttura del tessuto insediativo e dallo stato di manutenzione della rete stradale.

 

Quali soluzioni?

 

Per rispondere alle diverse esigenze di mobilità e accessibilità sono stati previsti diversi interventi:

1) Viabilità con cui si interverrà per elevare la qualità della rete stradale; 2) Riorganizzazione del Trasporto Pubblico Locale per rendere più aderente l’offerta di trasporto pubblico rispetto alla domanda reale di mobilità dell’area attraverso servizi di trasporto pubblico anche di tipo non convenzionale; 3) Taxi Sociale per offrire un servizio di accompagnamento e per garantire il pieno esercizio dei diritti civili e sociali, nonché una migliore qualità della vita, ai cittadini dell’area che versano in condizioni oggettive di svantaggio e presentano difficoltà ad accedere ai normali mezzi di trasporto; 4) Trasporto benessere giovani per garantire la fruibilità di servizi disponibili nell’area interna, e nelle zone limitrofe, per le attività extra-scolastiche, ludiche, sportive, sociali e culturali da mettere in rete. Le aree dove la distanza dal Polo risulta essere particolarmente elevata sono distribuite su tutto il territorio nazionale.

La tabella 1 sintetizza le soluzioni adottate nelle Strategie di Area.
Fonte: elaborazioni su dati CTAI http://www.agenziacoesione.gov.it/it/arint/Strategie_di_area/Strategie_di_area.html
* Si fa riferimento agli interventi oggetto della Strategia di Area finanziati da risorse Legge di Stabilità (L. 147/2013, art. 1, c. 13) e Fondi strutturali e di investimento europei (FESR, FSE, FC, FEASR, FEAMP).
** Azioni realizzate da altri programmi/piani (regionali, nazionali, europei) di supporto alla realizzazione della Strategia di Area.

Il digital divide pone anch’esso problemi/opportunità di accesso, che interessano popolazione e imprese.

L’Alta Carnia e il Grand Paradis presentano i valori più critici, con una percentuale di popolazione raggiunta da banda larga su rete fissa non inferiore a 20 mbps pari a zero (figura 2). Nel caso del Grand Paradis, per esempio, “in molte zone non è neppure possibile vedere i programmi televisivi nazionali della RAI in chiaro e anche la copertura del segnale 3G dei principali gestori telefonici è rarefatta”, creando situazioni di disagio per i residenti e di per i turisti (cfr. Strategia Area Grand Paradis, 2018). Ecco perché la Strategia ha previsto un importante intervento di infrastrutturazione digitale.

Figura 2. Popolazione raggiunta da banda larga su rete fissa non inferiore a 20 mbps (valori percentuali)
Fonte: elaborazioni Comitato Tecnico Aree Interne, su dati Ministero dello Sviluppo Economico (2013)

In Alta Carnia, nonostante il territorio attualmente non sia coperto da servizi internet a banda larga e ultra larga, l’uso delle ICT è stato considerato un elemento rilevante della strategia di sviluppo territoriale. Oltre a investimenti materiali volti alla riduzione del divario digitale, l’area è coinvolta nel programma regionale ERMES che consiste nella posa di fibra ottica e nel “progetto FVG WiFi” (sono stati realizzati hot spot per l’accesso gratuito a internet nei comuni serviti dalla rete in fibra del programma ERMES).

Nella tabella 2 sono sintetizzate le scelte e gli interventi (anche di contesto, di carattere regionale/nazionale) che saranno realizzati nelle aree in cui il digital divide presenta valori critici.
Fonte: elaborazioni su dati CTAI http://www.agenziacoesione.gov.it/it/arint/Strategie_di_area/Strategie_di_area.html
* Si fa riferimento agli interventi oggetto della Strategia di Area finanziati da risorse Legge di Stabilità (L. 147/2013, art. 1, c. 13) e Fondi strutturali e di investimento europei (FESR, FSE, FC, FEASR, FEAMP).
** Azioni realizzate da altri programmi/piani (regionali, nazionali, europei) di supporto alla realizzazione della Strategia di Area.
[1] I Poli sono quei comuni o aggregazioni di comuni capaci di offrire: per l’istruzione, l’offerta completa di scuole secondarie superiori; per i servizi sanitari, le strutture sanitarie sedi di Dipartimento di Emergenza e Accettazione (Dea) di I livello; per i servizi di trasporto ferroviario, le stazioni ferroviarie di tipo almeno silver. I restanti comuni sono stati classificati come peri-urbani, intermedi (20-40 minuti), periferici (40-75 minuti) e ultra-periferici (più di 75 minuti), in base alle distanze dai poli misurate in tempi di percorrenza.
Daniela Luisi, PhD in Sociologia e Scienze sociali applicate, ha maturato diverse esperienze di ricerca presso Università italiane e in progetti europei di cooperazione istituzionale. Si occupa di sviluppo locale, processi partecipati nella costruzione e attuazione di politiche territoriali, metodi di analisi e valutazione delle politiche pubbliche. Dal 2014 lavora per la Strategia Nazionale Aree Interne (Dipartimento per le Politiche di Coesione – Presidenza del Consiglio dei Ministri).

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