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Tre anni di ForumDD (ed è solo l’inizio)

Forum Disuguaglianze e Diversità

Il Forum Disuguaglianze e Diversità oggi compie tre anni. Una comunità che cresce e che produce proposte concrete, con in mente sempre una visione, quella di un mondo più giusto

“Ancora una volta, e più ancora che in condizioni ordinarie, il futuro non è segnato. Dipenderà dalle nostre scelte. È possibile, dunque, cambiare rotta. Ma non è facile, per il coacervo di conoscenze che le scelte giuste richiedono, e perché il cambio di rotta ha molti avversari: lo stato delle cose in cui il virus è esploso era sì ingiusto per moltissimi, ma era conveniente per molti altri, che resisteranno al cambiamento”.

 

“Un futuro più gusto”, ForumDD

 

Tutto ha inizio il 16 febbraio 2018, in piazza, davanti al portone della Basso, dove quattro persone differenti, utilizzando un impianto precario di amplificazione, raccontano ad un piccolo pubblico di curiosi, di giornalisti e invitati, le loro storie di vita. Storie segnate da fragilità e disagi dovuti all’impatto con disuguaglianze subite, ma anche dalla capacità di trovare le risorse e il coraggio di uscirne. Percorsi di emancipazione che in comune avevano avuto l’incontro positivo con soggetti del civismo attivo, in grado di supportarne gli sforzi, di mettere a disposizione nuove opportunità e nuove risorse.

 

Quattro esempi di quell’intreccio di lavoro sociale e di tutela dal basso che le organizzazioni di civismo attivo mettono in campo per farsi carico elle fragilità e delle vulnerabilità diffuse, non in un’ottica sostitutiva ma come ambito di lavoro a fianco delle persone.

 

Processi di attivismo civico che spesso avvengono in assenza della politica, ne riempiono le mancanze, costruendo legami e connessioni per recuperare le fratture sociali, economiche e relazionali provocate dall’impatto che le disuguaglianze hanno sui luoghi e su chi li abita.

 

Da allora il Forum ha fatto molta strada, in molte direzioni, ma non ha mai abbandonato l’idea di ricercare le forme, le connessioni e le strategie per trasformare tale patrimonio di lotta alle disuguaglianze in politiche pubbliche.

 

Lo ha fatto valorizzando e rafforzando quella che è forse la sua principale caratteristica cioè quella di essere un luogo di pensiero ma anche del fare dove si mescolano saperi e punti di vista. Quelli della cittadinanza attiva e quelli della ricerca, fonte di dati e analisi indispensabili per leggere i fenomeni, sempre consapevoli che la lotta alle disuguaglianze passa anche per il cambiamento del senso comune e per un saper parlare ai sentimenti delle persone, spesso ancora convinte dell’ineluttabilità delle disuguaglianze crescenti.

 

In questi tre anni abbiamo promosso momenti di discussione, occasioni di dialogo, confronto, informazione e formazione, e abbiamo avanzato proposte, idee di politiche pubbliche destinate a durare nel tempo e incidere, in qualche modo, nelle scelte delle Istituzioni che in questi anni si sono susseguite. Il confronto aperto, acceso, informato è stato sin da subito il metodo di lavoro, e con il tempo il ForumDD si è trasformato in una casa sempre più grande, abitata da tanti alleati, che come noi non vogliono arrendersi a un mondo disuguale ed è pronto a mobilitarsi per cambiarlo. Le tante persone che hanno voluto farci gli auguri per questi primi i #3annidiforumdd con video che vedrete scorrete in questi giorni sui nostri canali social, ci dicono che siamo sulla strada giusta.

 

In particolare, l’ultimo anno appena trascorso ci ha visti impegnati a fare battaglie anche per migliorare il presente, per arginare la crisi causata dalla pandemia da Covid-19 che ha reso ancora più profonde le disuguaglianze, facendo emergere vecchie e mai risolte fragilità. Lo abbiamo fatto senza mai perdere l’obiettivo di fondo, quello di costruire un futuro più giusto. Oggi il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza si presenta come l’occasione per costruire un domani che tanti e tante di noi vogliono radicalmente diverso dalla “normalità” di prima, per un riequilibrio di poteri a favore di giovani, donne e lavoro. A patto che il Piano sia aperto al dialogo sociale, ai saperi della cittadinanza e che interessi tutti i soggetti toccati dai provvedimenti, unica via per mettere in campo politiche in grado di rispondere davvero alle esigenze delle persone e dei territori. E’ questo che chiediamo e su cui lavoriamo, insieme a tanti altri soggetti del civismo attivo, da luglio.

 

In questi tre anni, che compiamo oggi, tanta la strada fatta, ma tanta è ancora da fare. A volte in salita, a volte in discesa, senza perder mai di vista la nostra brillante stella polare: la giustizia sociale e ambientale, quella espressa nell’articolo 3 della Costituzione.

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