“Ognuno porti il proprio legno al fuoco collettivo”. Intervista a Franco Arminio

Silvia Vaccaro

Un articolo di Franco Arminio sul Corriere della Sera offre spunti di ragionamento sull’importanza dei territori e di un fare collettivo che nella poesia ha un’arma politica fondamentale

Nei giorni scorsi Franco Arminio ha pubblicato un articolo che parlava di distanze, e in particolare, di quella tra “la città della politica”, luogo astratto e l’Italia fatta di paesi, attraversata da fiumi e circondata da montagne, ricca di diversità territoriale.

 

Un’attenzione ai luoghi marginalizzati che il ForumDD traduce in proposte di politiche, anche a partire dai lavori del collettivo Riabitare l’Italia e del POLIMI-DAsTU, che costruisce una mappatura di sei Italie (le aree metropolitane; le aree interne; la terza Italia produttiva in crisi economica ma anche sociale ed ambientale; la Pianura Padana inquinata; i territori delle ricostruzioni post-sisma; le coste esposte ai rischi indotti dal cambiamento climatico) che coglie l’articolazione territoriale dei vincoli e delle opportunità date dal contesto naturale e fisico, dalle condizioni economiche, sociali e culturali dei diversi luoghi, dentro una lettura unificante che consente alle persone che abitano questi luoghi la possibilità di riconoscere gli scenari di ciò che è possibile e desiderabile e di mobilitarsi per la sua realizzazione.

 

Franco Arminio, poeta, animatore della Casa della Paesologia e di comunità poetiche in cui le persone si scrivono e si scambiano passioni, riflette di territorio e di umano, e propone di attuare un conflitto gentile con chi non guarda con sufficiente attenzione ai territori e alle persone che li vivono. E auspica che questo tempo sospeso sia occasione per un ritorno al pensiero e al fare insieme dove “ognuno porti il suo legno al fuoco collettivo”.

Intervista a cura di Silvia Vaccaro.

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