Ricomporre i divari: combattere le disuguaglianze e realizzare la transizione ecologica attraverso politiche e progetti attenti ai territori

Alessandro Coppola, Matteo Del Fabbro, Arturo Lanzani, Gloria Pessina, Federico Zanfi

Occorrono strategie territoriali integrate contro le disuguaglianze economiche e sociali che aprono profondi divari territoriali nel nostro paese. Con il percorso aperto dalla conferenza Ricomporre i divari organizzata dal POLIMI in collaborazione con il ForumDD, si intende formulare proposte con un approccio attento ai luoghi

Con la conferenza “Ricomporre i divari. Politiche e progetti contro le diseguaglianze” tenutasi presso il Dipartimento di Architettura e studi urbani del Politecnico di Milano nel febbraio 2020, in collaborazione con il Forum Disuguaglianze Diversità e nel quadro del programma di ricerca dedicato alle “fragilità territoriali”, ha preso avvio un percorso di elaborazione di proposte finalizzate ad aggredire le diseguaglianze socio-spaziali nel nostro paese. Venticinque gruppi di lavoro formati da ricercatori ed esperti stanno sviluppando altrettante idee progettuali sui temi dell’abitare, della mobilità, delle infrastrutture della vita quotidiana, degli spazi aperti e più complessivamente delle strategie di pianificazione e sviluppo territoriale del nostro paese. Tali proposte hanno l’ambizione di essere risolute nel loro aggredire nodi lungamente irrisolti, individuando le condizioni in base alle quali ciò può avvenire e allo stesso tempo concrete nella loro fattibilità immediata anche nel quadro della programmazione delle risorse della Recovery and Resilience Facility.

 

Le proposte saranno raccolte in un volume che sarà pubblicato per i tipi de Il Mulino agli inizi del 2021. Da oggi ne anticipiamo alcune qui, sulla pagina del Forum Disuguaglianze Diversità. In particolare, daremo spazio a una prima serie di proposte che mettono direttamente a fuoco il cambiamento di scenario territoriale entro il quale necessariamente dovranno calarsi le politiche della ripresa post-Covid 19, un cambiamento che le politiche pubbliche dovrebbero riconoscere pena il rischio non solo di non risolvere i problemi, ma addirittura di drammatizzarli. La crisi del 2008, poi la stagnazione e infine l’irruzione della pandemia ed il prolungarsi dei suoi effetti economici e sociali hanno profondamente mutato i termini territoriali dello sviluppo e dell’organizzazione economica e sociale del paese. I divari storici si sono allargati mentre nuovi divari sono andati emergendo, con regioni forti che sono andate progressivamente indebolendosi. Egualmente, anno dopo anno, sono andate manifestandosi le crescenti vulnerabilità a un insieme di rischi che possiamo definire “territoriali” nel loro combinare minacce sistemiche – il cambiamento climatico è il primo fra questi, ma anche lo stesso rischio sismico – con processi di fragilizzazione sociale e demografica che tendono ad acutizzare la vulnerabilità a tali rischi. Nonostante sempre di più le crisi e le disuguaglianze si manifestino in forme ben localizzate nello spazio delle diverse Italie, le politiche pubbliche continuano ad essere in gran parte generalizzanti, incapaci di leggere il territorio, “spatially blind”.

 

Tra le proposte in cantiere, dunque, sei trattano direttamente di questi divari emergenti e propongono strategie integrate e place-based che guardano ad essi come delle concrete fattispecie territoriali che vanno analizzate e trattate come tali anche da parte delle politiche nazionali. Si afferma così il principio che politiche settoriali uniformi da sole non possono aggredire problemi complessi con specifiche declinazioni territoriali, che anzi troppo spesso sono il frutto di un approccio settoriale e generalizzante ai problemi stessi che non riconosce queste specificità.

 

La prima proposta ad essere presentata riguarderà i quartieri in difficoltà delle aree metropolitane. Successivamente, nelle prossime settimane illustreremo proposte che riguarderanno le aree interne marginali segnate dallo spopolamento, la terza Italia produttiva in crisi economica ma anche sociale ed ambientale, la Pianura Padana inquinata e la sua popolazione in larga parte fragile, come dimostrato dalla crisi del Covid-19, i territori delle ricostruzioni post-sisma e, infine, gli 8000 km di coste esposte ai rischi indotti dal cambiamento climatico.

 

I curatori di Ricomporre i Divari: Alessandro Coppola, Matteo Del Fabbro, Arturo Lanzani, Gloria Pessina, Federico Zanfi

Photo by George Bakos on Unsplash
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