Lotta alle disuguaglianze: la sfida della scuola prima, durante e dopo il coronavirus

Lontani da scuola i bambini e i ragazzi perdono molto, e quelli che hanno meno rischiano di perdere quello che erano riusciti ad acquisire in termini di competenze e relazioni. Ma non tutto è perduto. Il gruppo Educazione del ForumDD segnala i chiaroscuri di questa fase così particolare per bambini/i, ragazzi/e, docenti, scuole e famiglie.

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L’emergenza innescata dall’epidemia Covid-19 ha avuto un impatto molto forte sulla vita di bambini/e e ragazzi/e. Nel mondo 1 miliardo e 600 milioni di bambini/e e ragazzi/e di 165 paesi hanno interrotto la scuola (dati forniti dall’Unesco il 27 marzo 2020). In Italia sono oltre 9 milioni. Ovunque i più penalizzati sono i bambini poveri, per i quali la scuola è la principale leva di riscatto economico, sociale, culturale e l’officina della speranza e i milioni di bambine per cui non andare a scuola significa tornare in una situazione di sudditanza, spesso aggravata da violenza e sopruso.

 

Il Forum Disuguaglianze e Diversità aveva già deciso di mettere il contrasto alla povertà educativa e al fallimento formativo al centro dei suoi lavori. Questo impegno è diventato ora ancora più urgente.

 

Guardando al contesto italiano ci sono tre conseguenze, causate allo stop alle attività didattiche, che ci preoccupano. Il primo motivo di apprensione è il venir meno della scuola – specialmente nelle periferie, nei quartieri poveri e nelle zone interne – quale vero e proprio “presidio di cittadinanza” dove la cooperazione, l’inclusione e la coesione sociale e territoriale sono promosse e valorizzate. Il secondo riguarda l’esacerbarsi delle disuguaglianze tra classi e tra bambini e bambine. In questo momento fa la differenza avere un genitore capace di guidarti nell’apprendimento, ma anche avere un pc, un tablet, una buona connessione wi-fi e un contesto di relativa serenità; tutti fattori che dipendono molto dalle condizioni socio-economiche della famiglia, in un momento in cui in tanti e tante vivono una caduta del reddito disponibile molto preoccupante. Terzo e ultima preoccupazione è la mancanza di quello spazio di confronto e di elaborazione di paure e difficoltà tra coetanei e tra giovani e adulti che la scuola rappresenta.

 

Al tempo stesso, sono presenti due scenari positivi, che evidenziano una grande capacità reattiva di chi si occupa di educazione. Innanzitutto molte scuole e molti docenti sono attivi a distanza e stanno lavorando in autonomia, anche attraverso reti cooperative orizzontali tra docenti, tra scuole, e con soggetti del territorio, spesso oltre le indicazioni e i suggerimenti del ministero per raggiungere i propri alunni/e, anche quelli in difficoltà per ragioni di fragilità sociale, culturale, personale. Il secondo elemento incoraggiante è che la lotta alla povertà educativa sta continuando nonostante le condizioni difficili. Sui territori ci sono ampie e consolidate esperienze di comunità educanti fondate sui partenariati tra pubblico e privato, scuola e terzo settore.

 

In un momento di incertezza in cui non sappiamo se e quando le scuole riapriranno, quanto accaduto costituisce un seme di novità radicale che ci chiama a ripensare la scuola sulla base della grande sfida che ha davanti: contrastare e ridurre le disuguaglianze nelle opportunità d’istruzione e formazione e la povertà educativa in ogni territorio.

 

Noi come ForumDD crediamo sia necessario esercitare un’azione politica sulle questioni di massima urgenza, da costruire insieme a ogni possibile alleato, in particolare su alcuni punti. Dare piena applicazione al DPCM del 17 marzo, utilizzando gli 85 milioni di € stanziati per raggiungere tutti i bambini/e e ragazzi/e al fine di dare continuità alla relazione educativa e all’apprendimento, intervenendo nelle aree di maggiore povertà educativa, favorendo ovunque la rapida distribuzione di computer e device, la connettività, il supporto tecnico e la mediazione culturale; sostenere l’ampliamento delle risorse in dotazione al Fondo per la lotta alla povertà educativa; assicurare che le studentesse e gli studenti di origine straniera siano accompagnati da mediatori nella fruizione di lezioni trasmesse in lingua italiana; sostenere quelli e quelle più in difficoltà nell’apprendimento con ore aggiuntive; affrontare il tema delle valutazioni con un riconoscimento straordinario degli competenze anche informali maturate durante i mesi di assenza dalle scuole.

 

Ci auguriamo anche che nel prossimo anno scolastico si possano recuperare le conoscenze acquisite, consolidare le esperienze laboratoriali e di didattica a distanza e dare pieno valore e alle esperienze di cooperazione e solidarietà che questo periodo lungo e complicato hanno fatto nascere e crescere ovunque.

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Il Covid-19 pone tutto il mondo dell’educare, non solo la scuola, di fronte a una biforcazione. O si va verso una crescita delle disuguaglianze educative, della povertà educativa, del fallimento formativo, oppure vi è una vera inversione di tendenza che ci porta verso una scuola nuova, ad un tempo aperta, egualitaria e rigorosa, dove si impara meglio, entro la prospettiva di comunità educanti larghe e evolute.

di Andrea Morniroli e Marco Rossi Doria. Questo articolo è stato pubblicato sull'edizione di Napoli di Repubblica venerdì 6 marzo 2020. 

Redazione - ForumDD
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