Intrappolati nel degrado: il caso di Scampia a Napoli

La ricerca-azione “Intrappolati nel degrado” mira a capire come contrastare la disuguaglianza nell’accesso alla ricchezza comune in alcune aree metropolitane delle città di Napoli, Torino, Padova e Roma. 

Per raggiungere gli obiettivi della ricerca-azione 5 si è deciso di avviare un confronto con le organizzazioni di cittadinanza attiva che operano sui territori delle città oggetto di analisi e in particolare nei quartieri scelti per il progetto. Il dialogo con le organizzazioni attive sul territorio mira a consentire una lettura più chiara delle esperienze in campo e a costruire una visione condivisa degli obiettivi con le organizzazioni coinvolte.

Nei primi incontri ci si è concentrati su due aspetti: la condivisione delle ragioni che hanno portato alla nascita del Forum, la presentazione della sua missione e della nostra area progettuale; e la definizione dell’area urbana nella quale sviluppare la ricerca-azione.

L’area scelta per Napoli è quella di Scampia che si trova nella parte Nord della città (cfr. fig.1). A Scampia risiedono circa 39.000 persone, il 4% della popolazione del comune di Napoli, e di questi il 18% ha un’età compresa fra gli 0 e i 14 anni, mentre l’indice di vecchiaia è parecchio inferiore alla media comunale (75,5 a Scampia vs. 114,4 nell’intero comune di Napoli). L’offerta di servizi è inferiore alla media comunale mentre vale l’opposto per gli indicatori di vulnerabilità sociale. L’offerta di servizi socio-educativi per l’infanzia[1], ad esempio, è pari al 40% a fronte di una media comunale dell’82%, e l’offerta di asili nido e altri servizi socio-educativi per la prima infanzia[2] è del 3% circa, meno della metà rispetto alla media comunale. Al contrario, il tasso di disoccupazione così come l’incidenza di famiglie con potenziale disagio economico è il più alto tra le 30 aree sub-comunali identificate. (Fonte: ISTAT, 2017 “Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di scurezza e sullo stato di degrado delle città e delle loro periferie. Allegato Statistico”)

I due incontri fatti fino ad ora con il gruppo di Napoli hanno evidenziato la presenza di una forte animazione sociale del territorio, sebbene non tutte le esperienze riescono a durare nel tempo e in alcuni casi si interrompono all’esaurirsi delle risorse finanziarie. Le associazioni presenti sul territorio sono molteplici e attive in svariati campi: si va da quelle culturali che mirano a stimolare una partecipazione attiva alla crescita della società, a quelle che offrono servizi mirati all’inserimento lavorativo di persone appartenenti alle fasce deboli della popolazione o servizi socio-educativi per i giovani a rischio, alle associazioni sportive. In generale, dagli incontri svolti fino ad ora è emerso che le esperienze in campo dimostrano una buona capacità di fare rete ed è univoco il parere secondo cui le condizioni del quartiere sono molto migliorate negli ultimi anni.

 

Fig. 1: Napoli – Aree subcomunali

Fonte: ISTAT, 2017, Commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di sicurezza e sullo stato di degrado delle città e delle loro periferie. Cartogrammi del Comune di Napoli.

[1] L’offerta di servizi socio-educativi per l’infanzia su domanda potenziale è calcolata come rapporto tra il numero dei posti del servizio scuola materna e la popolazione residente di 3-5 anni (per cento individui). (Fonte: ISTAT, 2017 “Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di scurezza e sullo stato di degrado delle città e delle loro periferie. Allegato Statistico”)

 

[2] L’offerta di asili nido e degli altri servizi socio-educativi per la prima infanzia su domanda potenziale è calcolara come rapport tra il numero dei posti del servizio di asili nido, servizio sezione primavera o servizio integrative e popolazione residente di 0-2 anni di età (per cento individui). (Fonte: ISTAT, 2017 “Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di scurezza e sullo stato di degrado delle città e delle loro periferie. Allegato Statistico”)

Photo Credits: Progetto Pangea

Redazione

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