I dati e le analisi che ci servono per combattere la diffusione dell’attuale epidemia da Coronavirus

Appare evidente che la diffusione del virus e dell’infezione polmonare che determina sia ancora sottostimata. Molti paesi si stanno muovendo per trovare metodi di rilevazione che consentano di capire di più del virus e di valutare le politiche adottate per il contenimento del contagio. Anche in Italia sta crescendo il consenso sulla necessità di trovare risposte attraverso un’indagine campionaria della popolazione. Una proposta in questa direzione di Gianluigi Bovini, Manlio Calzaroni, Piero De Chiara, Mauro Masselli*

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L’attuale, elevata incertezza sui dati relativi al numero reale di persone contagiate dal Sars-Cov-2 rappresenta un grave problema per assumere decisioni politiche, che tengano in considerazione in modo adeguato nel breve e medio periodo i trade-off fra le conseguenze sanitarie dell’epidemia e gli effetti sociali ed economici delle misure adottate.

 

In molti paesi europei sono state avanzate proposte per affiancare ai dati puntuali raccolti dalle autorità sanitarie un panel rappresentativo dell’intera popolazione, per stimare con test ripetuti l’effettiva diffusione del contagio anche presso i non sintomatici e chi presenta sintomi trascurabili e non viene analizzato con le informazioni oggi disponibili. Anche in Italia, dopo una prima proposta del Forum Disuguaglianze e Diversità, si sta coagulando la spinta in questa direzione, che ha trovato forza grazie in particolare alla “Proposta per un’indagine campione” (Alleva, Arbia, Falorsi, Pellegrini, Zuliani).

 

Su queste basi viene ora avanzata una proposta, con il sostegno del Forum Disuguaglianze e Diversità. Essa ha come obiettivo quello di colmare questa incertezza attraverso la realizzazione di un sistema informativo, incentrato su una indagine campionaria panel, in grado di produrre dati sulla diffusione virale, sulle conseguenze sanitarie e sull’efficacia delle misure di contenimento.

 

Cinque sono gli obiettivi del sistema informativo da costruire. prima di tutto stimare le modalità di diffusione e stimare il numero effettivo dei contaminati e dei tassi di guarigione/asintomaticità e letalità. Quindi, valutare l’impatto di misure restrittive alternative e i tempi di attenuazione/rimozione dei provvedimenti. Infine, prepararsi alla prossima epidemia/pandemia.

 

Per raggiungere questi obiettivi servono informazioni tempestive, complete ed affidabili.

 

Mentre per il gruppo degli “ospedalizzati” cioè delle persone colpite dall’infezione Covid-19 le informazioni di base disponibili possono ritenersi soddisfacenti anche se ulteriormente migliorabili, quelle relative allo stato di salute dell’intera popolazione, ovvero delle persone non colpite dal virus Sars-Cov-2, degli asintomatici e dei pauci sintomatici non sono disponibili, se non talvolta a livello locale o utilizzando stime non fondate su dati certi.

 

Conoscere e comunicare questi dati in tempo quasi reale è il primo servizio che lo Stato deve fornire in questa situazione, per ridurre l’ansia e il rischio di misure e comportamenti non informati, troppo blandi o troppo duri.

 

Il gruppo di lavoro che ha dato vita alla proposta qui presentata ha articolato il progetto di un “sistema informativo integrato” in tre parti. Nella prima si distinguono gli obiettivi della rilevazione, tra quelli di breve periodo (contributo al contenimento del contagio) e quelli di medio periodo (correlazione con le misure adottate, informazioni per la scelta e il monitoraggio di riaperture selettive nel tempo, sentinella sulla ricomparsa di focolai, strumentazione per future emergenze.)

 

Nella seconda parte si affrontano problemi tecnici quali il reclutamento, la numerosità, rappresentatività e rotazione del campione; la modalità e la frequenza dei test ripetuti sugli stessi soggetti. Nella terza parte si fa riferimento ad altre indagini sinergiche: mortalità differenziale rispetto agli anni precedenti (che è già in via di espletamento da parte ISTAT_ISS) e indagini su sub-popolazioni particolari. Si valuta infine l’opportunità di integrare, sulla base delle normative vigenti, le fonti amministrative con altre fonti private, compresi i dati comportamentali in possesso dei principali operatori internet, per analisi mirate sugli affetti da Covid-19.

 

La proposta qui elaborata dovrà evidentemente trovare il confronto con le Autorità sanitarie, la Protezione Civile e le Istituzioni impegnate nella lotta all’epidemia, al fine di risolvere diverse questioni aperte e valutare la sostenibilità dell’intervento nelle attuali condizioni.

 

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*Gianluigi Bovini è statistico. Membro del segretariato di ASviS (Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile). In precedenza Capo Area Programmazione, Controlli e Statistica del Comune di Bologna.
 Manlio Calzaroni è statistico. Dal 1980 al 2017 ha lavorato presso l’Istituto Nazionale di Statistica, ricoprendo il ruolo di Direttore in diverse aree: censimenti, registri statistici delle unità economiche e della popolazione; uso di dati amministrativi per fini statistici. Oggi è consulente statistico in ambito nazionale ed internazionale.
 Piero De Chiara è stato dirigente in OLIVETTI, Telecom Italia e LA7. E’ stato Consigliere in AGCOM e vice-presidente del Comitato nazionale Italia digitale
 Mauro Masselli, esperto statistico senior, collabora a progetti statistico-metodologici dell’Eurostat; negli anni precedenti Dirigente di Ricerca Metodologico presso ISTAT, Componente del Nucleo di Valutazione e Verifica degli Investimenti Pubblici del Ministero dell’Economia e Direttore dell’Unità Tecnica della Rete dei Nuclei di Valutazione Verifica degli Investimenti Pubblici delle Regioni e dei Ministeri.
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Photo by Clay Banks on Unsplash

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