Disuguaglianza salariale globale: i risultati da un nuovo database

Photo Credit: VoxDev

Il lavoro mostra come nell’ultimo mezzo secolo, tra il 1970 e il 2015, le disuguaglianze salariali tra paesi sono diminuite mentre sono in crescita quelle all’interno dei paesi.

Utilizzando i dati raccolti dalla banca svizzera UBS, gli autori analizzano i trend nella disuguaglianza salariale globale, tra i paesi e all’interno dei paesi. Il database raccoglie i dati sui salari, pre- e post-imposte, in 66 paesi; i dati sono raccolti ogni tre anni a partire dal 1970 e forniscono indicazioni anche sui salari per singole categorie occupazionali, permettendo così di analizzare non solo i trend globali e all’interno dei singoli paesi ma anche per varie tipologie di occupazione.

Negli ultimi 50 anni, vale a dire tra il 1970 e il 2015, la disuguaglianza salariale globale, misurata attraverso l’indice di Gini, è diminuita di quasi 10 punti percentuali sebbene, con un valore intorno al 60%, essa risulti ancora molto alta. Tuttavia, questo calo è guidato dalla riduzione della disuguaglianza salariale tra pesi, mentre quella all’interno dei paesi risulta in crescita (cfr. fig.1).

Titolo: Global Earnings inequality: evidences from a new database

Autori: Olle Hammar e Daniel Waldenström

Data di pubblicazione: 19 marzo 2018

Link alla pubblicazione originale: Global Earnings inequality: evidences from a new database

Fig.1: Disuguaglianza salariale globale, tra paesi e all’interno dei paesi (1970 – 2015)

Fonte: Hammar e Waldenström, 2018.

Come già emerso da altri studi che hanno analizzato la disuguaglianza nei redditi e nei consumi, il periodo di maggior riduzione della disuguaglianza si è registrato tra la fine degli anni ’90 e i primi anni del 2000, quando molte economie in via di sviluppo hanno registrato alti tassi di crescita economica.

Lo studio analizza anche alcuni possibili determinanti della variazione nella disuguaglianza salariale. I risultati mostrano che la crescita dei salari nei paesi Asiatici, in particolare in Cina, ha avuto un effetto positivo sulla disuguaglianza mentre le variazioni salariali negli Stati Uniti e nell’America del Nord hanno generato un aumento delle disparità. Per quanto riguarda invece le tipologie occupazionali e i settori di attività, i risultati dello studio mostrano che l’aumento dei salari nel settore agricolo e per alcune tipologie di lavoro non qualificato nel settore dei servizi ha portato ad una riduzione della disuguaglianza, mentre il cambiamento dei salari dei manager nel settore industriale ha avuto l’effetto opposto.

Redazione

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