Un’eredità universale all’ingresso della vita adulta

La risposta di Elena Granaglia e Salvatore Morelli alla lettera di Dalia Dore*

Cara Dalia,

 

Grazie innanzitutto per l’attenzione che mostra nei confronti del Forum Disuguaglianze Diversità.

 

Risponderemmo così all’obiezione che solleva Dalia Dore, e che ci è stata mossa anche da altre persone pur simpatetiche con il Forum.

 

  • la selettività è densa di problemi nel senso che non saremmo mai in grado di individuare una soglia netta in grado di separare in modo inequivocabile i bisognosi dai non bisognosi. Ipotizziamo una soglia di 1000. Possiamo con tranquillità dire che chi proviene da una famiglia che ha 1001 (peraltro in termini di reddito? quale reddito? patrimonio? quale patrimonio?) non sia bisognoso e quello che ha 1000 lo sia (anche a prescindere dai ben noti rischi di evasione). Questo potrebbe creare evidenti distorsioni e percezioni di iniquità di trattamento.

 

  • ancora, una ragazza potrebbe provenire da una famiglia non povera ma essere vincolata nel perseguimento delle opportunità che lei reputa centrali al suo piano di vita in quanto non condivise dai genitori: su questo piano la dote è strumento anche di libertà;

 

  • una dote per tutti poi riflette la nostra comune appartenenza: all’ingresso nella vita adulta la collettività mette a disposizione di tutti e non solo dei più ricchi una dote di risorse dalle quali partire….;

 

  • gli effetti dell’universalismo restano redistributivi quando si prenda in considerazione il lato finanziamento (l’imposta sull’eredità è concentrata sui più ricchi);

 

  • le risorse ovviamente non devono essere spese tutte subito e il trasferimento si affianca a politiche di informazione e supporto complessivo alle scelte.

 

Certo si pone il problema dell’età e, con esso, il rischio di iniquità orizzontale. I diciottenni si e i trentenni no? Ma, tutte le politiche che si introducono impongono qualche differenza di trattamento fra il “prima” e il “dopo”. Ciò non dovrebbe essere un alibi per la non azione qualora si condivida il senso della proposta. Peraltro, potremmo pensare ad alcuni correttivi. Ad esempio, la Resolution Foundation propone di inserire la dotazione in maniera graduale dandola in contemporanea (con somme più piccole) a più gruppi di giovani fino a toglierle gradualmente e concentrarle unicamente al gruppo di età prescelto (se non sbaglio i 21enni). Non nascondiamo però anche alcuni limiti di questa opzione: diluire l’eredità universale vorrebbe dire far venir meno l’effetto ricchezza (una somma consistente) incentivando il consumo, senza messa a frutto di un investimento. Inoltre, questo approccio richiede una stabilità politica enorme, con il rischio di vedere la misura cancellata dopo un anno dall’inserimento.

*Elena Granaglia e Salvatore Morelli sono i curatori della proposta sull’eredità universale.
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Questo articolo è stato scritto da Tortuga analizzando la Proposta numero 15 per la giustizia sociale del Forum Disuguaglianze Diversità.

Tortuga

Un contributo di Dalia Dore

Dalia Dore

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