Progressività ed estensione del beneficio: obiezioni all’eredità universale

Un contributo di Dalia Dore*

Gentili studiosi del Forum Disuguaglianze e Diversità,

 

nell’apprezzare la totalità del vostro lavoro fin qui svolto, che ho studiato, divulgato ed interpretato come rivoluzionario per molti aspetti, mi permetto di sollevare qualche obiezione sulla suddetta proposta di elargire 15.000€ ai neo maggiorenni tutti.

 

Premesso che il pubblico universalismo del sistema welfaristico è certo da proteggere, soprattutto in questo particolare periodo in cui viene minato da spinte privatizzatrici e da un sempre maggior indirizzamento a particolari fasce della popolazione, credo sia questo il caso di fare un’eccezione.

 

La prima obiezione riguarda la fascia di età da voi considerata: i diciottenni.

La seconda il carattere universalistico dell’erogazione: tutti.

 

A mio avviso questa combinazione risulta pessima in quanto privilegia un’unica fascia di età, senza distinzione di reddito, escludendo di fatto un decennio, quello dei 20-30enni, che pure dovrebbe avere la possibilità di potersi realizzare. La giovinezza non finisce con i 18 anni, anzi, se mai, ne è l’inizio; inoltre i 18enni non sono tutti uguali, le fasce reddituali delle famiglie di appartenenza determinano le loro immediate e future possibilità.

 

È più facile per me spiegarvi con termini più concreti ciò che intendo: poniamo il caso che un 18enne provenga da una famiglia agiata, con un reddito annuo che ipotizziamo essere di 60.000€, certo non si può dire che il bisogno di essere aiutato nella sua propria realizzazione personale sia equiparabile ad un coetaneo il cui reddito annuo familiare è, ipotizziamo, di 3.000€ o ad un ventenne che studia ed è mantenuto dalla sua famiglia avente reddito ipotizzato inferiore a 20.000€ annui.

È per voi giusto che il 18enne agiato avrà accesso ad un sussidio identico ad uno che vive al di sotto della soglia di povertà? Ed è giusto che i due 18enni debbono poter avere più possibilità del 20enne che appartiene alla fascia più bassa di reddito e che magari, studiando, ha ideato un interessante progetto che però non può concretizzare a causa delle sue condizioni economiche?

 

La mia proposta è quindi di inserire una progressività del sussidio in favore di una maggiore estensione del beneficio verso un target, quello dei 20-30enni, che più verosimilmente rappresenta la categoria “giovani”, nel rispetto di un’idea di Giustizia Sociale che non può e non deve prescindere dalle Disuguaglianze iniziali che intende risanare.

*Dalia Dore è una studentessa in sociologia.
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