Per un 2020 di giustizia sociale

Il 2019 è stato il secondo anno di vita per il ForumDD, che ha consolidato la sua natura originale di alleanza culturale e politica, di think and do in cui si mettono insieme saperi di mondi diversi e la prassi con la teoria, e di costruttore di ponti fra culture diverse, fra comunità sperimentali e istituzioni. Un anno importante in cui siamo cresciuti: oggi l’Assemblea è composta da 47 membri e circa 30 sono i partner di progetto che collaborano su specifiche attività. Un anno che abbiamo avviato con la presentazione, lo scorso 25 marzo, del Rapporto “15 proposte per la giustizia sociale”: quindici proposte concrete e radicali, che potrebbero, se attuate insieme, imprimere una svolta al paese.

 

Quindici proposte su tre temi cruciali della nostra contemporaneità: il cambiamento tecnologico, il potere del lavoro, il passaggio generazionale, e su cui hanno lavorato pro-bono oltre cento esperti di questi temi. Proposte che hanno aperto la strada a un confronto con alleati (da 15 a 21 in pochi mesi) disposti a lavorare con noi nella diffusione e sperimentazione delle proposte, con alcune istituzioni, e con gruppi territoriali che condividono la nostra diagnosi sulle accresciute disuguaglianze e che sentono un’aderenza con le nostre proposte. Un anno in cui abbiamo incontrato diverse migliaia di persone ai quasi cento eventi in cui i membri del ForumDD hanno partecipato. Sono usciti oltre un centinaio di articoli sul nostro lavoro e abbiamo inviato newsletter a un numero crescente di persone interessate al nostro lavoro collettivo.

 

Anche in questo 2020 che sta per iniziare non ci stancheremo di ricordare che “le disuguaglianze sono una scelta”, il frutto della svolta a 180 gradi che cultura politica e politiche, di ogni parte, hanno compiuto fra anni Settanta e Ottanta, e della subalternità culturale alla forma mentis neoliberale. E se è certo che globalizzazione e tecnologia digitale hanno scosso il sistema anziché tentare di indirizzare questi processi, l’azione pubblica si è ritratta e li ha abbandonati alle scelte di pochi.

 

E’ dunque possibile invertire la rotta, e pensiamo sia giusto farlo se si vogliono affrontare insieme emergenza climatica ed esclusione sociale, allentamento dei legami sociali e disuguaglianze di riconoscimento, mancata partecipazione attiva dei lavoratori, delle donne e dei giovani e il crescente odio online, che, come dimostra un recente studio del GSSI, è direttamente connesso con le disuguaglianze economiche e la sensazione di precarietà che accompagna larghe fasce della popolazione italiana.

 

Sappiamo che occorre agire con urgenza, ma al tempo stesso l’inevitabilità delle disuguaglianze è talmente radicata nel senso comune che il nostro orizzonte di lavoro è di medio lungo periodo. Sappiamo anche che non è più tempo di proposte calate dall’alto. Perché per costruirle serve conoscenza, che è diffusa. Il 2020 sarà dunque l’anno della ricerca di un forte confronto pubblico che miri a modificare il senso comune e a costruire l‘identità collettiva che ci dia la forza per reagire.

 

E’ proprio il fronte identitario quello più difficile: la sinistra deve affrontare questo fronte con totem segnati da speranza e solarità, anziché da scoramento e cupezza. Come non fa più da tempo. Cerchiamo insieme i migliori attraverso un confronto culturale a tutto campo, dai luoghi di lavoro e di incontro a quelli della filosofia e della poesia. E poi usiamole come bandiere non negoziabili per contrastare la destra nelle sue molteplici forme. Insieme al nostro metodo. E alle nostre proposte. Per un 2020 di giustizia sociale.

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Una carrellata sull'Espresso del 12 gennaio 2020.

di Fabrizio Barca (Articolo pubblicato sull'Espresso del 29 dicembre 2019).

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