Gli odiatori social si scatenano dove c’è più disuguaglianza: ecco la mappa della rabbia

Messaggi razzisti. Post omofobi. Insulti via twitter. «Nelle aree in cui è più ampia la forbice economica e in quelle dove è maggiore il timore di perdere il posto di lavoro si concentrano i fenomeni di odio virtuale». Articolo di Gloria Riva

Gli attacchi vigliacchi a Liliana Segre. La strafottenza digitale al medico Roberto Burioni. Gli insulti twittati a Elsa Fornero. Il cyberodio ha contagiato l’Italia e ogni angolo di mondo connesso. Di fronte allo sconcerto generale qualche nazione ha cercato di arginare gli insulti digitali con una legge, mentre in Italia, al dipartimento di Scienze Sociali del Gran Sasso Science Institute di L’Aquila, si è scoperta l’origine del fenomeno, il virus che ha provocato il contagio: la precarietà.

Le economiste Alessandra Faggian e Daria Denti hanno mappato l’Italia dell’odio digitale e l’hanno sovrapposta a quella della criminalità, della discriminazione razziale, della povertà, della violenza fisica, del disagio sociale.

 

CONTINUA A LEGGERE SUL SITO DELL’ESPRESSO.

Download PDF

[author_box]

ARTICOLI CORRELATI

Il drastico cambiamento dei luoghi e tempi di lavoro, irreversibilmente accelerato dalla crisi sanitaria, apre nuove possibilità: tra lavoro in azienda e lavoro da casa, spunta una terza interessante alternativa. Un articolo di Carmelo Caravella, Piero De Chiara e Giulio De Petra.

Carmelo Caravella, Piero De Chiara e Giulio De Petra

Centralità del lavoro e dei lavoratori: ripartire da qui per una ripresa più giusta. Un articolo di Mario Sai

Mario Sai

Tags:

Invia un commento

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi