La conoscenza è un bene comune. I primi passi della proposta

Le attività della “messa a terra” si sono fino ad ora concentrate sull’ultima delle tre azioni in cui si articola la proposta, vale a dire una migliore e maggiore accessibilità ai farmaci e, più in generale, alle cure.

Le attività della “messa a terra” si sono fino ad ora concentrate sull’ultima delle tre azioni in cui si articola la proposta, vale a dire una migliore e maggiore accessibilità ai farmaci e, più in generale, alle cure. Il raggiungimento di questo obiettivo richiede, a nostro avviso, due tipi di attività. È necessario, in primo luogo, accrescere la conoscenza di quelle che sono le difficoltà che si incontrano quando si parla di accessibilità ai farmaci e alle cure (soprattutto quelle innovative). Tali difficoltà, soprattutto di tipo legale, nascono dalla necessità di trovare il giusto equilibrio tra la tutela della proprietà intellettuale e la remunerazione degli investimenti in ricerca e sviluppo, da un lato, con il diritto alla cura e all’accesso alla conoscenza. Si tratta quindi di fare in modo che il primo dei due lati della bilancia non sia preponderante e non sfoci in dominio di posizioni dominanti sul mercato e in uno sfruttamento dei brevetti come metodo attraverso cui accrescere i prezzi e, dunque, limitare l’accesso a determinate cure o determinati farmaci. Per avere un ventaglio più ampio di conoscenze circa queste criticità e il modo in cui sono state affrontate dalla giurisprudenza, così da percorrere la strada giusta nelle azioni volte a garantire un maggiore accesso ai farmaci e alle cure, stiamo quindi pianificando un workshop con giuristi esperti di concorrenza e mercato con cui discutere dei più recenti sviluppi nella giurisprudenza europea e italiana.

 

Il secondo tipo di attività, invece, nasce dalla consapevolezza che, per ottenere un reale cambiamento dello stato attuale delle cose in questo ambito, è necessario fare rete con chi si batte per il raggiungimento degli stessi obiettivi. Con questo in mente abbiamo partecipato alla Terza Conferenza transnazionale sulla cura integrata di comunità (Third Transnational Conference on Integrated Community Care) organizzata dal Transnational Forum on Integrated Community Care (TransForm), una iniziativa congiunta di varie Fondazioni, europee ed extra-europee, che mira a mettere la comunità al centro di un sistema di cure primarie e integrate.

La Conferenza si è svolta dal 2 al 4 ottobre a Vancouver (Canada) con gli obiettivi, tra gli altri, di dimostrare l’impatto positivo del coinvolgimento delle comunità in termini di miglioramento della salute e del benessere degli individui, comprendere quali processi permettono alle comunità di partecipare in modo efficace ai processi decisionali, valutare come sensibilizzare i policy maker. Nel corso della conferenza sono state presentate molteplici esperienze di approcci innovativi volti a coinvolgere le comunità nei processi di cura e, quindi, a garantire un percorso di cura inclusivo e sensibile alle differenze. A fine novembre un ulteriore incontro preliminare si terrà a Bruxelles, in preparazione del convegno pubblico di marzo.

* Patrizia Luongo è la curatrice della proposta a cui collaborano la Fondazione Basso e Cittadinanzattiva.
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Patrizia Luongo parteciperà alla terza Conferenza transnazionale sulla cura integrata di comunità che si terrà dal 2 al 4 ottobre a Vancouver

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