Come riaccendere la fiducia nella democrazia? Un’analisi lucida, che raccoglie la riflessione collettiva del convegno “Democrazia alla prova” di Genova, per trasformare paura e impotenza in una nuova capacità di agire. Insieme.
Dal 6 ottobre in tutte le librerie esce “Democrazia alla prova. Dalle promesse tradite a un riscatto possibile” (Feltrinelli), l’ultimo libro di Fabrizio Barca e Luca Borzani, rispettivamente co-coordinatore e membro dell’Assemblea del Forum Disuguaglianze e Diversità. Gli autori raccolgono la riflessione collettiva avvenuta a Genova nel gennaio 2026 durante il convegno “Democrazia alla prova” organizzato dal ForumDD e da Palazzo Ducale, al quale hanno partecipato trentotto relatori e relatrici di diverse discipline. Il libro è prenotabile sin da ora a questo link presso il sito della casa editrice Feltrinelli.
Le democrazie sono sotto assedio, attraversate da una dinamica autoritaria che erode il diritto, intimorisce il dissenso e normalizza la forza, dentro gli Stati e nei rapporti internazionali. Ma, in un mondo spinto all’indifferenza da una diffusa sfiducia nel ruolo della politica, la percezione del pericolo non basta a produrre una reazione collettiva.
Per milioni di persone, infatti, la democrazia non mantiene più le sue promesse di uguaglianza, libertà dal dominio e partecipazione alle decisioni. Come si è giunti a questa disillusione? Solo ripercorrendo le tensioni e le soluzioni nella convivenza fra democrazia e capitalismo è possibile analizzare la reazione neoliberista che ha aperto la strada all’autoritarismo. E, una volta preso atto delle debolezze che ci hanno spinto fino ai vicoli ciechi del nostro presente, si può cominciare ad agire per superare la paura e l’inerzia che sono maturate. Per farlo bisogna lavorare su tre capisaldi – l’attuazione della Costituzione, il rilancio del ruolo dello Stato, la rivitalizzazione del confronto democratico – e su di essi costruire una strategia fondata su una visione motivante, proposte concrete e un ecosistema organizzativo. Con il potere e il consenso necessari a realizzare la trasformazione.
Perché la democrazia si difende solo rigenerandola.










