Possiamo continuare a occuparci di singole politiche quando è la complessiva posizione politica dell’Europa che il più delle volte ci delude e spesso è impossibile da condividere? Il nuovo numero della newsletter “Quale Europa” parte da questa domanda
Può la nostra newsletter continuare a ragionare su singole politiche europee, nella prospettiva adottata dal ForumDD con il libro Quale Europa (Donzelli, 2024), quando intorno a noi l’ordine mondiale, o addirittura, la stessa idea di ordine si stanno sgretolando? Quando l’esercizio della sola forza prende il sopravvento su qualsiasi esigenza, anche la più basilare, di giustizia? Quando la stessa Unione europea offre così tanti segnali di violazione delle sue ragioni d’essere, quali il rispetto della dignità umana, della democrazia e dell’uguaglianza, la promozione della pace nonché la vera e propria creazione di uno spazio comune sovranazionale? Restare centrati su singole politiche non rischia di equivalere a occuparsi di migliorare la disposizione dei mobili quando la casa rischia di andare a fuoco? Queste domande ci hanno incalzato nel periodo trascorso dalla newsletter di febbraio.
Alla fine, abbiamo convenuto di continuare a concentrarci sul fornire informazioni e valutazioni relative alle politiche discusse o adottate nell’Unione. Questo è l’ambito dove abbiamo più competenza. Concentrarsi sulle politiche, però, non significa, in alcun modo, trascurare il contesto complessivo. Al contrario, vogliamo ospitare anche interventi più generali. Non solo. Nei contributi stessi sulle specifiche politiche vogliamo sottolineare i nessi fra queste e il piano generale. Come abbiamo visto con lo sviluppo del neoliberismo, anche politiche apparentemente circoscritte possono introdurre cesure che danno luogo, nel tempo, a cambiamenti sostanziali. Si definanzia lentamente, ad esempio, la spesa sociale, si agevolano i consumi privati, la qualità dei servizi pubblici decade e la gente, sfiduciata, si allontana dalla sfera pubblica. I nessi, dunque, sono cruciali.
Già nelle passate newsletter, abbiamo cercato di seguire questa impostazione, entrando, fra l’altro, in aree nuove per il ForumDD, ma che oggi non possono essere eluse, come la spesa militare. Al riguardo, in diversi articoli, abbiamo documentato la crescita della spesa per le armi, dall’introduzione di Safe, un finanziamento di 150 miliardi, introdotto dal Consiglio con una procedura di urgenza che lo stesso Parlamento europeo giudica illegittima, alla clausola di salvaguardia la quale, solo per la spesa in difesa, permette di sforare di 1,5% la soglia del 3% di deficit. La spesa per le armi, come da noi raccontato, è cresciuta anche attraverso il Fondo Europeo per la Difesa e il Programma per l’industria europea della difesa fino alla contaminazione generalizzata della spesa militare nelle spese civili (nelle politiche della ricerca, di coesione, per le infrastrutture di trasporto e nel fondo per la competitività). Fin dalla prima newsletter, inoltre, abbiamo documentato un fenomeno trascurato, ma ingiusto in sé e foriero di rischi per la pace, quali le violazioni dei diritti delle minoranza russofone nei paesi baltici. La pace si costruisce anche evitando quanto di evitabile può favorire la guerra.
A partire da questo numero vogliamo rafforzare ancora più questa impostazione. Nello specifico, questo numero, oltre a confrontarsi con iniziative per noi degne di attenzione che hanno avuto luogo nello scorso trimestre negli ambiti consueti della nostra newsletter, offre ai lettori e alle lettrici due riflessioni più generali. Una concerne gli scenari positivi che potrebbero seguire all’incontro tenutosi a Barcellona della Global Progressive Mobilisation. L’altra concerne la torsione, invece, negativa, che sta subendo l’Unione nelle modalità di presa delle decisioni: si tratta sempre più di compromessi fra i sovranismi dei singoli paesi membri. Il che mette a repentaglio l’idea stessa di Unione. Infine, corredano la newsletter un’intervista a Benedetta Scuderi, giovane parlamentare europea del Gruppo dei Verdi/Alleanza libera europea, con il suo impegno, dimostra che un’altra Unione è possibile, alcuni consigli di lettura e l’indicazione dell’Iniziativa dei Cittadini Europei a favore di “Giustizia per la Palestina”.










