L’editoriale di Elena Granaglia che apre il terzo numero della newsletter “Quale Europa. Cronache per capire, discutere, scegliere”
Care e cari,
conoscerete ormai dai media le ultime vicende della politica europea. Da una parte, un Consiglio europeo, quello del 23 ottobre, dove l’utilizzo di retoriche vuote miranti a rassicurare tutti sulla conformità agli ideali dell’Unione, si associa alla difesa di retromarce significative. Paradigmatico è il caso dell’ambiente. Rispetto alla transizione ecologica, le conclusioni recitano: “Affinché sia coronata di successo, una trasformazione tanto fondamentale deve essere equa e giusta, pragmatica, efficiente in termini di costi e socialmente equilibrata, tenuto conto delle diverse circostanze nazionali, fornendo soluzioni abbordabili nell’intera economia e per i cittadini in tutta l’Unione, in modo da garantire la competitività e la prosperità dell’Europa per le generazioni presenti e future”. E, subito dopo, nella marcia verso il mantra di una non qualificata competitività, si sostiene una serie di cambiamenti che ci portano assai lontani dall’obiettivo di decarbonizzazione nel 2040. Dall’altra parte, alla bocciatura, il 22 ottobre, del primo pacchetto Omnibus, da parte del Parlamento europeo, la Presidente Metsola ha affermato che “i numeri si prendono dove si trovano”, “la maggioranza dal centro verso l’esterno è il punto da cui si parte”; dunque, bene anche un accordo fra Partito popolare e estrema destra, in barba all’alleanza con socialisti e progressisti.
In questo contesto, cerchiamo di continuare a fare la nostra parte, riflettendo sui temi dove il ForumDD ha più competenza. Nella nostra terza newsletter, troverete anche l’apertura di una nuova rubrica sulle istituzioni politiche dell’Unione e una maggiore attenzione al tema cruciale del ruolo dell’Unione nello sviluppo di un multilateralismo più giusto. Vorremmo, inoltre, segnalare l’evento “L’Europa di fronte al disordine globale” organizzato a Bologna all’interno del Festival di Pandora di cui riprendiamo alcuni contributi.
La newsletter inizia con il welfare, con due focus, uno sul contrasto esistente nell’Unione fra visioni diverse delle politiche dell’abitare e l’altro sui i rischi del 28 regime, una normativa unica europea per le imprese innovative che la Commissione, sulla scia dei rapporti Letta e Draghi, ha inserito nella strategia per la competitività. In materia di equità di genere ci occupiamo poi della Strategia LBGTQI e delle misure di contrasto alla violenza contro le donne. In tema di democrazia economica, ci soffermiamo su un recente colpo di scena: la non approvazione, da parte del Parlamento, della direttiva sulla due diligence nell’ultima versione indebolita nel nome della semplificazione e della competitività. In tema di ricerca, rileviamo i rischi, nel prossimo Programma Quadro per la Ricerca UE, dell’interconnessione con i fondi per la competitività nonché dell’espansione della ricerca dual use e per la difesa. Rispetto alle due grandi sfide dell’ambiente e del digitale, da un lato, si analizza l’evoluzione del mercato energetico europeo e italiano verso un modello rinnovabile, partecipato e flessibile, evidenziando il ruolo del Citizen Energy Package e delle comunità energetiche nella costruzione di una transizione giusta e, dall’altro, si porta l’attenzione sulla distinzione fra sovranità e isolamento. La sovranità digitale implica la capacità strategica di agire e cooperare da una posizione di autonomia attraverso anche nuove alleanze strategiche, ad esempio, con Brasile e India. La questione delle relazioni internazionali è ulteriormente approfondita nei pezzi sui dazi e sul Global Gateway. Il primo offre anche un’utile griglia analitica da tenere vicino per analizzare futuri sviluppi, mentre il secondo individua alcuni importanti tasselli per una nuova politica di cooperazione “co-diretta” con il Sud del mondo. Da notare, invece, la totale trascuratezza del tema della cooperazione con il Sud del mondo nell’ultimo Consiglio europeo, nonostante il prossimo vertice in Angola del 24-25 novembre. In ambito di governance macroeconomica, riprendiamo il tema del prossimo quadro finanziario pluriennale, sottolineando l’importanza di stare attenti ai dettagli. Anche a questo riguardo, le convergenze fra popolari e destra possono fare male, come testimoniato dalle recenti scelte di composizione dei gruppi di lavoro, a danno delle istanze della giustizia sociale e ambientale.
Infine, la novità accennata in apertura: la nuova sezione su Istituzioni politiche. In questo numero, affrontiamo i temi del deficit di trasparenza, nonostante la trasparenza sia principio fondamentale dell’Unione, e della scarsa influenza del Parlamento europeo in materia di politiche sociali proponendo, anche in questi casi, alcune proposte correttive.
Infine due consigli di lettura: un articolo sulle difficoltà di affermare un modello sociale europeo e uno sulla necessità per l’Unione Europea di costruire sistemi digitali democratici capaci di sostenere gli impegni climatici, la tutela del lavoro e la diversità sociale.
Buona lettura!










