Per la creazione di un “noi” per la giustizia sociale sempre più grande. Intervista a Mattia Diletti

Silvia Vaccaro

Mattia Diletti, Professore all’Università Sapienza di Roma e membro del gruppo promotore di Ti Candido, racconta come è nata tre anni fa l’idea di sostenere candidati e candidate radicali in Italia e la sfida per le amministrative del 2021 promossa insieme al Forum Disuguaglianze e Diversità

In un recente articolo pubblicato sul New Yorker dal titolo “Are We Entering a New Political Era?” si parla del lavoro di Justice Democrats, un’organizzazione che vuole spostare a sinistra l’agenda politica del Partito Democratico americano, candidando persone comuni che abbiano a cuore battaglie radicali. Guardando a questa esperienza è nato tre anni fa il comitato Ti Candido che è riuscito a far eleggere 11 persone come sindaci di piccoli centri, o consiglieri comunali e regionali. Nel 2021, in vista delle amministrative di autunno, che porteranno al voto 10 milioni di italiani e italiane, Ti Candido ha stretto un’alleanza con il Forum Disuguaglianze e Diversità, per raccogliere fondi e poi sostenere durante e dopo le elezioni candidati e candidate impegnati per la giustizia sociale e ambientale.

 

“L’idea è molto semplice – dice Mattia Diletti, del gruppo promotore di Ti Candido – Nella rappresentanza politica abbiamo degli interessi che sono sotto rappresentati. C’è un tema di agibilità democratica. Molto spesso nelle assemblee abbiamo alcuni interessi, soprattutto dei senza potere, di chi ha meno rappresentanza, come i giovani, le donne, alcune categorie sociali specifiche, l’intersezione tra queste soggettività, che hanno poca rappresentanza e poca voce. Per tantissimi motivi. Noi abbiamo individuato una questione, quella dell’agibilità, del poter competere per entrare nelle assemblee elettive e contare e avere una voce che rappresenti dei mondi e delle istanze. Questa agibilità passa anche dal raccogliere denaro, perché questo significa costruire organizzazioni che ti permettono di farti ascoltare, di essere più professionale, di gestire meglio le risorse che hai e di avere una comunità di riferimento territoriale, di valore, di interessi. Noi abbiamo lavorato individuando delle persone da sostenere, economicamente ma anche con strumenti organizzativi, nelle tornate elettorali del 2019 e 2020. Abbiamo fatto un esperimento in piccoli comuni e città medie, abbiamo aiutato ad eleggere 11 persone, raccogliendo circa 20 mila euro attraverso un’operazione di crowdfunding. Cerchiamo candidati che si battano per la giustizia sociale, la parità di genere, le battaglie ambientali e che abbiano un vero rapporto con la comunità, e quando li abbiamo trovati, li abbiamo aiutati con le donazioni che siamo riusciti a raccogliere. Adesso c’è un nuovo round. Entriamo in un gioco più adulto perché si vota nelle grandi città italiane. Vogliamo fare un salto di qualità e il patto con il Forum ci dà la possibilità di migliorare ancora di più in termini di chiarezza del messaggio di quali politiche vorremmo che questi candidati portassero dentro le Istituzioni”.

“Sarebbe bello che in Italia avessimo un grande spazio in cui tutti insieme ci battiamo per combattere le disuguaglianze, redistribuire, avere più giustizia sociale. Questo spazio adesso in Italia non c’è. Noi speriamo con la nostra iniziativa, adesso in comune con il Forum, di riuscire a costruire un “noi” che diventa sempre più grande, per il quale è sempre più facile, anche se non si appartiene alla stessa organizzazione, riuscire a riconoscersi in alcune parole comuni che riguardano la crescita dello stato sociale, dei diritti, della redistribuzione”.

* Intervista a cura di Silvia Vaccaro.
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Forum Disuguaglianze e Diversità

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