Le città in cui abitiamo sono il trionfo della disuguaglianza

I centri urbani sono spaccati al loro interno: disoccupazione, accesso ai mezzi pubblici, scuole e molto altro differiscono immensamente da una zona all’altra. I progetti per cambiare non mancano, ma la politica li ignora. Articolo di Gloria Riva

La disoccupazione nella capitale è al nove per cento e i laureati uno su cinque. Va male, ma non malissimo, verrebbe da pensare. Invece la situazione è drammatica se si guarda al dettaglio: nei quartieri popolari di Roma i laureati sono il 4,3 per cento e una persona ogni quattro ha in tasca la sola licenza elementare: uno su dieci neanche quella.

 

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* Si ringrazia Sabina De Luca, membro del ForumDD.
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Milioni di italiani, lavoratori e imprenditori, stanno ridisegnando i loro progetti di vita, la loro offerta. Lo fanno cercando di entrare in sintonia con le nuove preferenze, le nuove domande, espresse da una popolazione colpita da un evento senza precedenti. Nella capacità di coniugare quell’offerta e quella domanda sta la chiave per un nuovo sviluppo del paese. Compito delle politiche è permettere questo incontro, migliorare i servizi, rimuovere ostacoli. Nelle aree marginalizzate del paese, nelle periferie come nelle aree interne, questo ruolo è essenziale. E può dare grandi risultati. Ma le politiche devono essere efficaci, moderne, aderenti ai territori. Niente sussidi. Niente liste di progetti senza un’anima, costruiti lontani dalle persone. Il ForumDD propone un’altra strada: “Liberiamo il potenziale di tutti i territori. Con una politica di sviluppo moderna e democratica”.

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