Cristiano Gori: Cosa abbiamo imparato dalla campagna per il reddito di emergenza?

Cristiano Gori

L’intervento di Cristiano Gori all’evento online “Come farà politica il ForumDD nel 2021?”. Gori, docente di politica sociale all’Università di Trento, insieme al ForumDD e ad ASviS ha coordinato la campagna per l’introduzione del Reddito di Emergenza. Nel suo ultimo libro – “Combattere la povertà”, da poco pubblicato da Laterza – Gori utilizza la sua esperienza diretta degli ultimi 10 anni, in proposte e attività di advocacy nell’ambito della povertà, per discutere un quesito generale “come fare a persuadere i decisori a compiere scelte giuste?”

Vi propongo cinque messaggi. Ogni messaggio parte dall’esperienza del Rem per poi trarne spunti di carattere generale.

 

1.“In Italia esiste un grande spazio per le coalizioni sociali”

 

La coalizione pro-Rem ha esercitato una significativa influenza nel promuovere l’introduzione del Rem. Saremo stati bravi, non sta a me dirlo. Sicuramente esisteva un ampio spazio di progettualità lasciato libero dal mondo politico-istituzionale. Noi lo abbiamo riempito.

 

L’attuale fase storica è segnata da una diffusa difficoltà del mondo politico-istituzionale nell’elaborare soluzioni adatte alla società di oggi. Da alcuni anni, non a caso, è in campo un numero crescente di coalizioni sociali (alleanze) con tratti simili: collocazione al di fuori del mondo politico/istituzionale, reti di vari attori della società e esperti (contaminazione dei reciproci saperi) , elaborazione e promozione di proposte per le politiche pubbliche.

 

Le coalizioni sociali occupano, dunque, uno spazio lasciato libero. Si potrebbe discutere a lungo sulla necessità che politica/istituzioni riprendano un ruolo più forte di progettualità e su come fare affinchè ciò accada. Intanto, oggi non lo hanno, e quindi c’è uno spazio per coalizioni sociali. Direi, meglio, che vi è una necessità di simili attori.

  

  1. “Al potere non bisogna chiedere solo ‘cosa’ fare, ma anche ‘come’ farlo”

 

Il Rem è una misura temporanea rivolta a chi è in difficoltà economica ma non riceve altre prestazioni pubbliche. Nelle nostre intenzioni avrebbe dovuto essere facile da richiedere ma su questo aspetto il governo non ha seguito la nostra impostazione. Siamo stati forti nel mettere il tema “non lasciare indietro nessuno” in agenda ma deboli nell’influenzare il disegno della risposta prevista. Nostro errore: non abbiamo mai elaborato un testo normativo da proporre al Governo. Ci siamo fermati a indicazioni puntuali, ma un passo prima di un testo normativo. Questo ci ha molto danneggiato.

 

Sono, senza dubbio, necessarie visioni potenti sul futuro della società e del welfare, nelle quali tanti si possano identificare. D’altra parte, anche la migliore delle visioni è destinata a morire sulla carta se non è accompagnata da approfonditi progetti di riforme per tradurla in pratica. Oggi, aspettarsi simili progetti dalla politica non è realistico. Pertanto, non esistono vie di uscita: se si chiede al potere pubblico di fare “qualcosa” senza indicare in dettaglio “come” farlo, si è già perso in partenza.

 

Bisogna costruire proposte “chiavi in mano”. Si deve cioè immaginare che il potere ci dica: “ok faccio quello che suggerisci, dimmi concretamente come farlo”. Se si sa rispondere va bene.

 

  1. “Se pensi di sapere come muoverti, hai già perso”

 

Per la positiva capacità di spingere i decisori ad introdurre il Rem è stata decisiva la lettura del contesto sociale e politico effettuata dai vertici di ForumDD e ASviS. A livello strategico, la scelta – compiuta dal ForumDD – di un impegno massiccio su un’urgenza di breve periodo dettata dalla Pandemia. A livello tattico, la scelta di ForumDD e ASviS di uscire rapidamente, già il 30 marzo, con una proposta piuttosto definita (anche se non completamente dettagliata), quando tutta la politica si stava ancora chiedendo cosa fare.

 

Non esistono modalità di azione buone per ogni situazione. Una coalizione sociale dispone di una serie di strumenti, poi come utilizzarli dipende dalla capacità di lettura del contesto sociale e politico del momento. Sapere leggere le diverse situazioni e modulare di conseguenza la propria azione è decisivo. E tanti scivolano su questo punto.

 

L’interrogativo da porsi è come leggere la situazione del 2021 e, di conseguenza, in che modo utilizzare gli strumenti in mano al ForumDD.

 

  1. “Le coalizioni sociali efficaci creano qualche problema ai propri appartenenti”

 

Nella campagna per il Rem, due fattori sono stati decisivi. Primo, il tanto tempo che vi hanno dedicato, su un impegno deciso all’ultimo, alcune persone di ASviS e ForumDD. Secondo, l’utilizzo delle risorse di potere di ForumDD e ASviS, in termini di connessioni con il mondo politico istituzionale e con i media.

 

Esistono molte reti di soggetti sociali ed esperti, ma solo alcune diventano coalizioni sociali incisive. Sono incisive solo quelle la cui appartenenza richiede costi veri per i partecipanti: costi tempo (da sottrarre alla propria vita professionale o privata) e costi di potere. Mi riferisco qui all’utilizzo di risorse di potere per perseguire un interesse collettivo sapendo che così se ne avranno meno per gli obiettivi propri e/o delle proprie organizzazioni (ad es, in un determinato periodo il numero di telefonate che si possono fare a un ministro e il numero di articoli che si possono spingere su un giornale sono limitati).

  

  1. “Qualcuno in Italia potrebbe stare meglio grazie al Forum”

 

Il giorno in cui il Governo ha introdotto il Rem, noi eravamo sospesi tra la soddisfazione per aver contributo a fare qualcosa di utile e la frustrazione per esserci riusciti meno di quando necessario. Uno di noi ha inviato questo messaggio agli altri:

“Vi voglio dire una cosa, con Amartya Sen, che è la prima domanda che bisogna sempre porsi quando si conduce una battaglia. Non se hai vinto, non se hai ottenuto il tuo risultato massimo ma se c’è qualcuno che sta meglio di come sarebbe stato se tu non avessi fatto quella battaglia. La risposta è sì. E questo deve riempire tutti quanti noi di un senso di sensatezza per ciò che abbiamo fatto”.

 

Questo è il criterio per valutare gli sforzi nell’influenzare le decisioni politiche: “non se hai vinto, non se hai ottenuto il tuo risultato massimo ma se c’è qualcuno che sta meglio di come sarebbe stato se tu non avessi fatto quella battaglia”.

 

Io credo che ForumDD possa fare molto per far si che qualcuno stia meglio. E azzarderei più di qualcuno. Questo diventa più chiaro se guardiamo al percorso del ForumDD e a quello del nostro Paese. Rispetto al suo anno di nascita (2018), il ForumDD è andato meglio delle attese, l’Italia peggio. Attenzione, questo è un complimento ma è anche e una responsabilità. Mi pare che, in estrema sintesi, la domanda di fondo sia chiedersi in che modo utilizzare l’autorevolezza, le competenze e le connessioni del ForumDD per far si che “qualcuno stia meglio in Italia”.

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