Gli Asili d’Appennino, case della creatività sull’Appennino Basso Pesarese e Anconetano

Esistono in Italia forti disuguaglianze territoriali che riguardano in particolare le aree interne del paese. La Strategia Nazionale Aree Interne supporta la sfida di amministratori locali, imprenditori e cittadini che lavorano, da protagonisti, per ridurle.

Sono nove i Comuni dell’area interna dell’Appennino Basso Pesarese ed Anconetano, nelle Marche. Qui, nell’ambito della Strategia Nazionale Aree Interne, gli enti hanno fatto una scelta coraggiosa, quella di mettere in comune gli edifici monumentali più belli, castelli, palazzi, per farne “Asili dell’Appennino”, dimore della creatività.
Intendono perciò l’idea di asilo nel senso antico, quella del luogo accogliente. E hanno immaginato di poter declinare l’idea di creatività in tanti ambiti: la formazione, il turismo, la salute, il benessere. Uno su cui già stanno lavorando è quello enogastronomico, come dimostra il Palazzo del gusto aperto nel centro storico di Acqualagna, uno dei 9 Comuni, nel Palazzo Conti.

Tra gli altri beni e immobili scelti ci sono il Castello Brancaleoni di Piobbico, con le sue 130 stanze, il castello della Porta di Frontone, il Palazzo Ubaldini di Apecchio, il convento di Sant’Agostino di Cantiano e il Palazzo degli Scalzi di Sassoferrato. Il budget a disposizione per questi interventi è pari a circa 2 milioni di euro, pari ad un sesto degli investimenti disponibili grazie alla Strategia Nazionale Aree Interne.

Gli Asili riprendono un modello che questo territorio ha sviluppato a partire dagli anni Novanta al Teatro comunale di Cagli, che grazie alle residenze teatrali ha portato numerosi artisti a scegliere questa cittadina dell’entroterra per allestire e mettere in scena i propri spettacoli, regalando al territorio le prime assolute.
Vent’anni fa, per fare un esempio, Gaber e Luporini hanno portato quassù, prima che in ogni altro spazio del Paese, il loro Teatro Canzone. E nel 2016 Cristiano De Andrè ha tenuto quassù la data zero del tour italiano di “De André canta De André”.

Grazie all’intuizione di Sandro Pascucci, direttore dell’Istituzione Teatro Comunale di Cagli e impegnato nell’attuazione della Strategia, l’entroterra marchigiano ha saputo diventare, per tutti, uno spazio a disposizione per sviluppare la propria creatività. Ciò c’insegna che in Italia la produzione culturale di qualità non è confinata nelle grandi città.

Tratto da #BelliDentro, la rubrica sulle aree interne in onda ogni settimana su Radio 24, nella trasmissione “Si può fare”.

L’immagine di copertina è presa dal sito del Comune di Acqualagna.

Redazione

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