I passi avanti registrati sul fronte del dialogo sociale e del monitoraggio sono le chiavi per superare i limiti del PNRR che avevamo segnalato e che non sono stati corretti. Sarà su queste due priorità che si concentrerà il ForumDD, assieme ai suoi alleati e alle altre organizzazioni con cui collabora. Perché solo dando attuazione alla raccomandazione europea sul dialogo sociale, anche in itinere, e all’impegno del Decreto Governance in tema di monitoraggio il PNRR potrà rispondere ai bisogni e alle aspirazioni di cittadini e cittadine, a partire dai più vulnerabili. E si potrà ricostruire un sentimento di fiducia nei confronti delle istituzioni nazionali e comunitarie.
Dialogo sociale e monitoraggio: su questi due punti chiave affinché il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) sia efficace e accresca giustizia sociale e ambientale insisteva la lettera inviata lo scorso 17 maggio dal ForumDD alla Recovery and Resilience Task Force della Commissione Europea, a seguito dell’invio del PNRR da parte del Governo italiano. Su entrambi questi punti osserviamo alcuni segnali positivi che incoraggiano a proseguire nell’azione.
In primo luogo, in tema di dialogo sociale, la Commissione Europea, nella Proposta al Consiglio europeo di approvazione del PNRR italiano del 22 giugno ha formulato una chiara raccomandazione al Governo italiano: “Per garantire la responsabilizzazione dei soggetti interessati, è fondamentale coinvolgere tutte le autorità locali e tutti i portatori di interessi, tra cui le parti sociali, durante l’intera esecuzione degli investimenti e delle riforme inclusi nel piano”. E’ una delle poche raccomandazioni contenute nel documento. Si tratta di un chiaro invito ad una pratica di governo partecipato nel corso dell’intero processo di attuazione: proprio ciò che è finora mancato e su cui il PNRR non ha preso impegni. Ora l’impegno lo ha stabilito l’Unione Europea.
Sul fronte del monitoraggio e della sua circolazione, tempestività e diffusione pubblica, è il Governo italiano stesso ad avere assunto ora un chiaro impegno. Lo ha fatto con il Decreto Governance (31 maggio 2021, n.77, art 7), affidando ad un’Unità di Missione costituita presso la Ragioneria Generale dello Stato le seguenti funzioni: predisposizione e attuazione del programma di valutazione in itinere ed ex post del PNRR e di verifica della “coerenza dei relativi target e milestone”; concorso alla verifica della qualità e completezza dei dati di monitoraggio rilevati dal sistema ReGiS; “valorizzazione del patrimonio informativo relativo alle riforme e agli investimenti del PNRR anche attraverso lo sviluppo di iniziative di trasparenza e partecipazione indirizzate alle istituzioni e ai cittadini”. Sono i requisiti necessari affinché i cittadini singoli e organizzati possano conoscere e valutare le modalità di attuazione dei progetti del PNRR nel corso del processo di esecuzione – in linea con la raccomandazione dell’UE – e dunque concorrere a indirizzare le scelte.
Questi due passi in avanti sono resi particolarmente importanti proprio dai limiti di merito e metodo che invece permangono nel PNRR, che avevamo segnalato e che non hanno conosciuto correzione. Ci riferiamo sia alle questioni specifiche da noi sollevate sulle singole missioni, sia all’assenza di impegni in merito alla destinazione territoriale di gran parte degli interventi e al ricorso a modalità partecipate di predisposizione dei bandi.
Solo dando attuazione alla raccomandazione europea sul dialogo sociale, anche in itinere, all’impegno del Decreto Governance in tema di monitoraggio, si potrà porre rimedio a questi seri limiti e assicurare che gli interventi siano costruiti sulla base dei saperi delle persone nei luoghi. Sono queste due priorità su cui il ForumDD si concentrerà, assieme a tutti i suoi alleati e ad altre reti e associazioni. Solo così il PNRR potrà rispondere ai bisogni e alle aspirazioni dei cittadini e delle cittadine, a partire dai più vulnerabili. E potrà ridare linfa a quel sentimento di fiducia nelle istituzioni, nazionali e comunitarie, che è presupposto non solo per la realizzazione delle politiche, ma anche per un reale cambio di paradigma, che metta al primo posto la giustizia sociale e ambientale.
* Foto di Christian Lue su Unsplash
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