Non c’è più tempo, il tempo è ora. Un’agenda radicale per ridare potere alle persone

Forum Disuguaglianze e Diversità

Abbiamo voluto raccontare, in poco più di due minuti di video, tre anni di vita del Forum Disuguaglianze e Diversità, per ribadire con forza che l’oggetto del nostro riflettere e agire è ancora, purtroppo, un tema di estrema attualità e noi siamo pronti a continuare ad avanzare proposte per la giustizia sociale e ambientale

E’ passato quasi un anno dal primo lockdown, ma la pandemia e l’isolamento continuano a far parte delle nostre vite. Il mondo pre Covid-19 ci appare quasi come un ricordo, a tratti idealizzato, se pensiamo a tutto quello che conteneva e che riempiva le giornate. Oggi siamo sopraffatti dall’incertezza, le relazioni sociali si sono moltiplicate ma indebolite a causa della loro crescente dimensione digitale, molti e molte di noi attraversano emozioni negative, come paura, stanchezza, fragilità, impotenza.

 

Un futuro diverso è ancora difficile da intravedere. Anzi è proprio l’idea stessa di futuro che appare sfocata.

 

Eppure.

 

Nel 2018, quando il ForumDD è nato, c’era già una crescente disuguaglianza economica, sociale e di riconoscimento che montava nel paese, insieme alla rabbia e al risentimento che spesso accompagnano le difficoltà materiali e la sensazione di non contare nulla per chi prende le decisioni. La normalità pre Covid-19 era profondamente ingiusta per tanti lavoratori e tante lavoratrici, per tanti e tante giovani, per molti bambini e bambine. Per l’ambiente.

 

Oggi le crepe che già esistevano tre anni fa sono state esasperate dalla pandemia. Non ci sorprende che l’ISTAT proprio ieri abbia certificato che sono oltre 2 milioni le persone in condizioni di povertà assoluta. Il peggior dato dal 2005.

 

Diventa impossibile far finta di non vedere, rispondere ai problemi con ricette vecchie che già prima della pandemia non funzionavano più. Eppure gli avversari del cambiamento ci sono ancora e non hanno cambiato idea rispetto alla direzione in cui deve andare il mondo.

 

Sono disposti a cedere un po’ di terreno sull’economia green, e su altri temi su cui la consapevolezza di tutti e tutte noi è diventata più forte. Devono fare i conti con le disuguaglianze ma non vogliono fare dei passi concreti per combatterle. Infatti non credono che sia giusto concedere le licenze di produzione alle aziende capaci di produrre il vaccino mettendo al primo posto la salute pubblica dei diritti di proprietà intellettuale, o dare un’eredità di 15.000 euro ai giovani rendendo la tassa sulle successioni progressiva, o rendere le 500.000 assunzioni di giovani nella PA previste per via dello sblocco del turn over un’occasione per rigenerarla.

 

Solo per citare tre dalle 15 proposte per la giustizia sociale che nel marzo 2019 presentavamo in un affollato teatro al centro di Roma.

 

Crediamo che quelle proposte siano oggi più attuali che mai e lo sono anche grazie alle persone che le hanno lette, discusse, commentate e modificate. E che hanno deciso di lavorare insieme a noi, costruendo salde alleanze, espresse anche sotto forma di pensieri e auguri per questi tre anni di impegno, pensieri e auguri giunti anche da parte di alcuni di voi che leggete queste righe.

 

Crediamo che oggi con ancora più forza vada ribadito che l’alternativa esiste. E che il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza sia un’occasione irripetibile per disegnare una strategia-paese per l’Italia dei prossimi anni. Per questo chiediamo al Governo che non si chiuda nelle stanze a scrivere il Piano ma si apra al dialogo sociale, l’unica strada perché gli interventi siano costruiti anche attorno ai tanti saperi delle organizzazioni del lavoro, dell’impresa e della cittadinanza attiva e siano così condivisi, spianando la strada alla delicata ma cruciale fase attuativa del Piano.

 

Ci siamo stati in questi tre anni e continueremo ad esserci per costruire una società basata sulla giustizia sociale e ambientale, con le persone al centro, riconosciute nei loro diritti e anche nei loro sogni. Ci auguriamo che i saperi che abbiamo intercettato, prodotto e accumulato, possano essere di aiuto alla formazione di una nuova classe dirigente del paese.

Download PDF

ARTICOLI CORRELATI

I comuni hanno ogni anno a disposizione risorse per mettere in piedi processi di democrazia partecipata e ascoltare la voce di cittadini e cittadine. Ma vengono effettivamente utilizzate? E come? Il progetto Spendiamoli insieme monitora e promuove il buon uso di questi fondi in Sicilia

Giuseppe D’Avella e Francesco Saija

La Fondazione di Comunità di Messina, tra le organizzazioni promotrici del ForumDD, lancia un bando rivolto ad aspiranti imprenditori e imprese già costituite del Sud Italia per accedere a un percorso di formazione sui temi dell'imprenditorialità sostenibile. Oggi l’impatto ambientale e sociale che un’attività imprenditoriale genera sulla comunità è decisivo

Fondazione Comunità di Messina

Invia un commento

<font style="color:#fff;">Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra.</font> maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi