L’economia della quarantena

La proposta radicale di un membro del Forum Disuguaglianze e Diversità

Pubblichiamo l’articolo a firma Gianmario Cinelli e Antonio Costagliola “L’economia della quarantena”, che contiene due misure radicali per far fronte alle conseguenze economiche e sociali della crisi da covid19. La prima è la creazione di un’assicurazione sociale per garantire la copertura delle spese operative tra privati. Lo schema assicurativo, in cui le imprese a rischio di fallimento entrerebbero volontariamente, si fonderebbe sulla sospensione e proroga delle obbligazioni verso la PA e il sistema finanziario; la creazione di un regime giuridico ad hoc per il “congelamento” delle obbligazioni (debiti e crediti) tra i privati che vi aderiscono; linee di credito a costo zero garantite dallo Stato per coprire i debiti verso le imprese che non aderiscono all’assicurazione; l’annullamento degli stipendi dei dipendenti nel periodo di crisi (in cambio della rinuncia al ricorso ai licenziamenti). La seconda misura è un reddito di quarantena uguale per tutti i lavoratori le cui remunerazioni siano provvisoriamente annullate, per coloro che perdono o vedono interrompersi i rapporti di lavoro (di ogni tipo) nel segmento ancora attivo dell’economia, e per coloro che versano in condizioni di povertà (estensivamente intesi rispetto a coloro già coperti dal reddito di cittadinanza).

 

Entrambe le misure sarebbero coperte da un fondo apposito, finanziato a livello Europeo (se possibile), che garantirebbe la copertura degli impegni residui con le imprese rimaste attive, e dovrebbe sostituire tutti gli ammortizzatori sociali esistenti (cassa integrazione, ASpI, reddito di cittadinanza ecc.)

 

E’ una proposta che ha il pregio di indurre a ragionare senza paraocchi sugli effetti potenti e tentacolari della paralisi delle attività indotta dal virus e dalla distanza sociale per combatterlo. E’ una strada in parte diversa dalla “soluzione finanziaria” proposta da Mario Draghi, che suggerisce di offrire linee di credito a costo zero garantite dallo Stato – che quindi si carica dei debiti di tutte le imprese in difficoltà, le quali però mantengono i loro impegni contrattuali (e rapporti di lavoro). Nel discuterla, se ne dovranno valutare gli effetti distributivi (a fronte della salvaguardia patrimoniale delle imprese “congelate”, ai lavoratori, pur detentori di un capitale umano e cognitivo essenziale, verrebbe annullata la remunerazione, e corrisposto un reddito di sopravvivenza verosimilmente inferiore del trattamento della CIG). Soprattutto, l’istituzione di un reddito di quarantena del tutto nuovo al posto degli istituti esistenti potrebbe dar luogo a tempi di attuazione non compatibili con la tempestività necessaria. Mentre la sua assoluta “straordinarietà” non permetterebbe di cogliere l’occasione di affrontare l’emergenza pensando già al domani, con l’estensione del reddito di cittadinanza (liberato da assurde condizionalità), o con l’estensione degli ammortizzatori sociali ai lavoratori autonomi deboli. Su questo si vedano le proposte del Forum DD.

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Photo by John Cameron on Unsplash

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