La Scuola di Mobilitazione Politica, un laboratorio per l’attivazione civica radicale

Jacopo Conti e Pietro Savastio

Due ragazzi che stanno frequentando la Scuola di Mobilitazione Politica, di cui è in corso il secondo ciclo, organizzata da Ti Candido in collaborazione con diversi partner tra cui il ForumDD, ne raccontano l’essenza: “La lezione che viene dalla Scuola di Mobilitazione Politica è che occorre prendere sul serio il “sociale” nella democrazia, ossia la società civile, le persone comuni, i “senza potere”. L’articolo è stato pubblicato su Che fare

Nella società contemporanea appare sempre più evidente il distacco tra le promesse teoriche dei sistemi democratici in cui “la sovranità appartiene al popolo” e le condizioni di potere reale dei cittadini. Il diritto di potersi esprimere sulle scelte pubbliche e la possibilità di influenzare le decisioni politiche è stato ormai quasi completamente eroso da grandi interessi privati e dinamiche de-territorializzanti di globalizzazione. Anche l’esercizio del voto, ultimo baluardo delle democrazie occidentali, si rivela uno strumento spesso inefficace e sempre meno utilizzato per far valere adeguatamente i propri interessi e le proprie istanze, per  far sentire la propria voce.

 

Non ultimo tra gli studiosi, Colin Crouch ha interpretato la crisi delle democrazie contemporanee come una fase nuova, definita post-democrazia: una condizione nella quale molti elementi del sistema democratico sarebbero venuti meno, riducendo drasticamente il potere decisionale dei cittadini nell’arena pubblica. Lo strapotere di forze di mercato, produttive e finanziarie, e l’impoverimento dei corpi intermedi, cinghie di trasmissione tra la società civile e le istituzioni, hanno indebolito la capacità delle masse di imporsi nelle agende decisionali. La crisi dei sindacati e dei partiti sarebbe in questo senso un elemento centrale nello spiegare la crisi post-democratica in cui la politica è avvertita come lontana, inaccessibile e in generale poco affidabile.

 

In questo quadro, sono emersi due fenomeni: da una parte nuove forze politiche più liquide e populiste si sono affacciate nel panorama elettorale, sostituendo almeno parzialmente i partiti tradizionali; dall’altro, in seno alla società, molte delle energie “buone” nel corpo cittadino si sono indirizzate verso forme di attivismo civico o di movimento, come risposta alla sfiducia nella politica organizzata. Oggi stiamo vivendo una fase di espansione del volontariato, dell’azione sociale diretta, della sussidiarietà agita dal basso, del movimentismo extra-sistema nella quale hanno proliferato esperienze che si sono fatte in vario modo portatrici di visioni nuove. Malgrado questa spinta “a sinistra”, di cui si sono rese partecipi le nuove generazioni, nate e cresciute in uno stadio di crisi costante della politica e del partitismo, questo attivismo fatica ancora a produrre effetti sul piano istituzionale, sia per mancanza di rappresentanza in termini di candidati ed eletti sia per una scarsa influenza indiretta sulle agende politiche. Segno forse che la spontaneità e la forza della politica dal basso, per avere un impatto concreto, vanno affiancate a un approccio pragmatico, sostenuto da concrete capacità organizzative e da competenze politiche trasversali.

 

È da questa necessità di formare competenze organizzative trasversali che prende spunto la Scuola di Mobilitazione Politica (SdMP) fondata dal comitato Ti Candido. La scuola è il frutto di un riuscito coordinamento di 12 realtà diverse: associazioni di civismo attivo, movimenti politici, gruppi di pressione e advocacy del campo largo progressista: da Green Italia, passando per il Forum Disuguaglianze Diversità per arrivare fino al neonato e più radicale Up – Attiviamoci. Grazie alla regia di Ti Candido questi attori hanno deciso di mettere a sistema le proprie esperienze per offrire un luogo (virtuale) di incontro, formazione e dibattito politico. Fatta di un misto di lezioni frontali, dibattiti con gli ospiti e sessioni laboratoriali, la scuola si è articolata in 6 incontri con 8 tra relatori e relatrici e quasi 50 volontari/e che hanno permesso la realizzazione dei tavoli di lavoro e i gruppi di discussione. Un’iniziativa aperta a studenti/esse e lavoratori/trici che ha riscosso un’adesione impressionante: sebbene i posti disponibili previsti fossero 150, sono arrivate 700 richieste di iscrizione. Gli organizzatori, davanti ad una risposta così entusiasta, hanno quindi deciso di ammettere tutti/e i/le 700 candidati/e.

 

Continua a leggere su Che fare. 

* Jacopo Conti, è laureato in Sociologia all’Università degli Studi di Milano Bicocca e in Media and Creative Industries presso l’Université SciencesPo di Parigi e la Fudan University di Shanghai. Dal 2019 si occupa di sostenibilità e comunicazione ambientale.
* Pietro Savastio è ricercatore e progettista sociale. Collabora con l’Istituto di Ricerca Sociale (IRS) di Milano dove si occupa di progettazione, ricerca e valutazione. È stato ricercatore associato dell’Osservatorio sulle Povertà Educative della Fondazione Feltrinelli per la creazione di alleanze educative territoriali. È attivo nel mondo dell’intervento sociale e dei movimenti, si interessa di città, pedagogie e partecipazione.
Download PDF

ARTICOLI CORRELATI

Elisa Ragogna e Pietro Savastio sono due dei settecento ragazzi e ragazze under 30 che si sono iscritti alla Scuola di Mobilitazione Politica promossa da Ti Candido insieme a una rete di undici organizzazioni e movimenti tra cui il ForumDD. Cosa li ha spinti a partecipare a questa esperienza? Hanno trovato quello che cercavano? Glielo abbiamo chiesto e con l’occasione abbiamo parlato di politica e delle battaglie che li appassionano

Silvia Vaccaro

L’Osservatorio civico sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e il ForumDD hanno inviato una lettera al Presidente del Consiglio e al Ministro dell’Economia e delle Finanze per sollecitarli a rendere pubblico con quali “iniziative di trasparenza e partecipazione” il Governo si appresti a soddisfare la raccomandazione dell’UE di “coinvolgere e responsabilizzare” tutti i cittadini nell’”intera esecuzione” del PNRR rendendo tempestive e accessibili le informazioni su procedure, spesa e realizzazioni del Piano rilevate con il monitoraggio previsto dal Decreto Governance. E’ questo un requisito essenziale del successo del Piano e della sua utilità al fine di accrescere la giustizia sociale e ambientale del nostro paese

Forum Disuguaglianze e Diversità

Tags:

Invia un commento

<font style="color:#fff;">Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra.</font> maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi