Il Rapporto ASviS 2020: le politiche per ridurre le disuguaglianze

Forum Disuguaglianze e Diversità

Aumentano le disuguaglianze nel 2020 secondo i dati dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile che ha presentato il suo Rapporto annuale l’8 ottobre. Il ForumDD insieme ad ASviS per avanzare politiche radicali

L’8 ottobre si è chiuso il Festival dello Sviluppo Sostenibile di ASviS, e l’Alleanza, guidata da Enrico Giovannini, ha presentato l’ultimo Rapporto sullo stato di avanzamento in Italia dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. Su molti dei goal, compreso il Goal 10 quello legato alla lotta alle disuguaglianze, si è registrato un peggioramento nel 2020.

 

Nel Rapporto ASviS sono stati ripresi alcuni nodi e proposte che come Forum Disuguaglianze e Diversità portiamo avanti. Si auspica l’adozione di “un piano organico di ripensamento del welfare italiano affinché “nessuno resti indietro”, accanto ad un migliore coordinamento delle misure esistenti, è necessario rafforzare l’azione complessiva delle istituzioni pubbliche volta a incidere sull’effettiva parità di accesso ai servizi fondamentali, a cominciare da istruzione e salute, dove assai forte rimane l’influenza delle condizioni familiari e territoriali sulla capacità di accedere a servizi di qualità”; “ un forte investimento sulla scuola e sull’educazione dovrà essere al centro del prossimo PNRR, per arrivare almeno alla media europea del 5 percento del PIL, nell’ambito di un quadro organico che promuova azioni fondate sull’alleanza – territorio per territorio – tra comuni, autonomie scolastiche, civismo attivo e terzo settore, istituzioni culturali e mondo produttivo”, obiettivo che perseguiamo come ForumDD insieme ad ASviS e ad altre sette reti nel documento educAzioni.

 

E ancora “politiche che favoriscano un maggior coinvolgimento dei lavoratori e delle comunità locali nelle decisioni strategiche delle imprese, promuovendo, la sperimentazione “dei Consigli del lavoro e di cittadinanza” e rafforzando gli strumenti di sostegno pubblico a favore di quei lavoratori che intendono rilevare la propria azienda in crisi, affrontare il ricambio generazionale di un’impresa familiare o rilanciare un’azienda sottratta alla criminalità organizzata.”

Il Rapporto ricorda anche che “è fondamentale indirizzare il cambiamento tecnologico verso obiettivi di giustizia ambientale e giustizia sociale, anche attraverso la leva del sistema delle imprese pubbliche e della terza missione delle Università”.

 

Importante riferimento alla necessità di orientare il Piano di Ripresa e Resilienza verso obiettivi di giustizia ambientale con politiche “rivolte ai luoghi”. “Il PNRR non deve prevedere sussidi a pioggia, né “progetti cantierabili” fra loro isolati. Servono, invece, forti indirizzi nazionali per il miglioramento dei servizi fondamentali, la transizione ecologica e la digitalizzazione del Paese, lasciando poi l’attuazione a strategie di sviluppo integrate rivolte anche a chiari e misurabili obiettivi di riduzione delle disuguaglianze, personali e territoriali. Strategie che, territorio per territorio, vedano i Comuni costruire percorsi partecipativi con i cittadini, il lavoro e le imprese”.

 

La Commissione europea ha dato indicazioni di metodo chiare sull’uso dei fondi comunitari che rappresentano un forte elemento di spinta a migliorare la coerenza delle politiche nazionali, superare la segmentazione settoriale, fissare obiettivi più ambiziosi e monitorare i progressi realizzati. Nodo fondamentale per attuare le politiche radicali per un futuro più giusto, un “cambio di passo dell’azione pubblica” che può avvenire solo attraverso un “deciso rinnovamento della pubblica amministrazione, che trasformi il ricambio generazionale dei pubblici dipendenti in una strategia-Paese, valorizzando nella selezione le competenze organizzative, curando l’entrata, dando forza ai nuovi assunti”.

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