Parole per pensare

Il concetto di persona e la valorizzazione delle diversità

I contributi

In pochi controllano sempre di più. La disuguaglianza mina la dignità umana

Le disuguaglianze e la mancanza di consapevolezza dei processi ci espongono al rischio di un crescente indurimento dei rapporti sociali. Cruciale il ruolo dell’informazione e il rilancio del progetto europeo come spazio pacifico di convivenza e incontro. Intervista a Marco Tarquinio, Direttore di Avvenire.

L’opinione del Forum

Il riferimento dell’articolo 3 della Costituzione Italiana alla “persona” coglie il tema della diversità. Ogni persona è diversa, nelle proprie preferenze e aspirazioni e nelle proprie circostanze, e il concetto di uguaglianza non va inteso come uguaglianza pregiudiziale dei “risultati finali” (es.: reddito, ricchezza, salute, istruzione, ecc.) ma in termini di libertà sostanziale sostenibile, cioè di possibilità sostanziale di raggiungere risultati uguali. Non devono essere uguali i risultati raggiunti dalle singole persone, ma il processo attraverso cui si giunge a tali risultati deve essere giusto, e per esserlo tutte le persone devono avere le stesse opportunità e devono avere tra loro relazioni da uguali, requisito che sottolinea l’importanza di contrastare le disuguaglianze di partecipazione. Non si tratta di limitare libertà e merito, ma al contrario di consentire a ognuno di esprimere il proprio merito e le proprie personali propensioni, rimuovendo gli ostacoli che lo impediscono. Non si tratta di appiattire le diversità, ma al contrario di dare loro piena attuazione, secondo le preferenze e le aspirazioni di ognuno, limitate il meno possibile dalle circostanze.

 

È per questa strada che si ritorna alla chiusura delle disuguaglianze dei risultati. Infatti, una volta che risorse e capacità fossero distribuite in modo tale da riflettere i bisogni relativi, e la stessa capacità di agire responsabilmente e di applicare sforzo fosse formata ugualmente, in modo da garantire l’uguale autonomia di ciascuno, allora le diversità nei risultati rifletterebbero davvero i contributi relativi e i meriti di ciascuno, e non potrebbero dunque che essere assai minori delle diseguaglianze di risultato oggi osservate. Su queste disuguaglianze pesano infatti oggi anche i punti di partenza (dotazioni iniziali) e i poteri esercitati nel processo sociale ed economico che manomettono ampiamente l’uguale possibilità di contribuire e meritare esiti, usando le risorse e le capacità di cui ciascuno ha bisogno.

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