Contro lo spreco di cibo. A Ragusa Legambiente coinvolge i migranti

Questa storia è tratta dal libro “Alla scoperta della Green Society“.

Il cibo non si spreca è un concetto tramandato da sempre, come un antico mantra, di generazione in generazione, eppure oggi i dati sullo spreco alimentare continuano ad essere allarmanti, tanto che, secondo una stima di Coldiretti, il 20% del cibo sprecato sarebbe sufficiente a sfamare solo in Italia 8 milioni di poveri. Una questione così grave da indurre il Circolo di Legambiente Il Carrubo di Ragusa, da sempre attivo nella soluzione delle problematiche sociali e ambientali del proprio territorio, ad avviare il progetto Non Scado, al fine di ridurre sia il notevole spreco di cibo che l’inutile produzione di rifiuti che ne deriva. Una costante attività di intermediazione ha consentito di attivare un circuito virtuoso per il recupero dei prodotti alimentari in scadenza o non commercializzabili per difetti vari  attraverso il quale le associazioni no profit presenti sul territorio ricevono da alcuni supermercati e aziende agricole derrate alimentari o altri prodotti e a loro volta li ridistribuiscono a persone svantaggiate. I supermercati che, ad oggi in tutto il territorio provinciale, hanno aderito all’iniziativa sono tre, ma il programma prevede di coinvolgere altri soggetti operanti nella grande distribuzione. Coinvolti anche l’associazione dei panificatori con circa 30 panifici  per il recupero e la redistribuzione del pane invenduto , alcuni bar per il recupero di prodotti di pasticceria e gastronomia e l’azienda agricola biologica Albabio dalla quale sono stati recuperati circa 1500 quintali di ortaggi biologici Ma non è ancora tutto.

La rete di partner coinvolti in questa buona pratica si è arricchita ulteriormente grazie al coinvolgimento dei giovani richiedenti asilo della Casa delle Culture – Mediteranean Hope di Scicli e della Cooperativa Filotea di Ragusa un ulteriore passo in avanti del progetto Non Scado che ha permesso la raccolta e la redistribuzione, alle famiglie di Ragusa e di altri comuni della provincia in difficoltà economiche, di oltre 700 chili di arance biologiche dell’agrumeto di Francesco Buscema nelle campagne tra Comiso e Pedalino e 3.000 kg di pomodori biologici raccolti nell’azienda del presidente provinciale della Coldiretti Giancarlo Cunsolo che altrimenti sarebbero andate sprecate. Si tratta di una delle iniziative previste dal protocollo di intesa sottoscritto con la Prefettura di Ragusa dalle associazioni di volontariato operanti sul territorio per il coinvolgimento dei richiedenti asilo in attività di volontariato. Una risposta concreta per migliorare la percezione dell’accoglienza da parte della popolazione e favorire l’inclusione con un indubbio beneficio per l’intera comunità.

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