Conoscere i propri consumi energetici: il questionario di Legambiente Campania a Napoli

Legambiente Campania

Il dialogo tra Legambiente Campania e il territorio di Napoli Est nell’ambito del progetto “Ridiamo ossigeno ai quartieri”, anche attraverso la distribuzione di un questionario sull’energia, prosegue. Per riuscire a tessere una tela di relazioni e fiducia che potrà rinsaldarsi e accrescere la cooperazione

Nell’ambito del progetto “Ridiamo ossigeno ai quartieri”, finanziato dall’8 per 1000 della Chiesa Valdese, i volontari e le volontarie di Legambiente Napoli stanno svolgendo un’attività di somministrazione di questionari elaborati dai volontari stessi, ai cittadini e alle cittadine residenti nei quartieri di San Giovanni a Teduccio, Barra e Ponticelli. L’obiettivo è quello di raccogliere quanti più dati possibili su ciò che riguarda il concetto di autoproduzione di energia e dell’esistenza di fonti di energia rinnovabile, partendo dal grado di consapevolezza dei cittadini nei confronti dei consumi energetici delle abitazioni e le relative conseguenze sui costi in bolletta.

 

La ricerca-azione ci sta restituendo una fotografia di una comunità che risulta interessata a progetti basati sull’utilizzo di energia rinnovabile per la costruzione di un percorso collettivo che punti verso una comunità energetica ampia e partecipata. Gli intervistati infatti convengono sull’esistenza di problematiche ambientali di ogni tipo presenti nei rispettivi quartieri a partire dalle difficoltà della raccolta differenziata, l’inefficienza dei servizi pubblici, fino ad arrivare alla mancanza di manutenzione del verde che spinge loro ad attivarsi in prima persona nella risoluzione dei problemi lì dove i servizi sono carenti, utilizzando i propri mezzi e le proprie energie.

 

Buona parte degli intervistati abita in appartamenti al cui interno convivono da due o più persone e mostra una scarsa conoscenza della classe energetica della propria abitazione avendo anche una certa difficoltà nell’identificare la classe di consumo degli elettrodomestici più utilizzati in casa. Al contrario invece risulta più facile fare una stima dei costi annuali di luce e gas e alcuni precisano che stanno iniziando ad avere maggiori accortezze in questo periodo in vista di presunti rincari dei costi per le bollette a partire da Gennaio 2022.

 

Sebbene ci sia la consapevolezza dell’esistenza di fonti di energia rinnovabile, in particolare di eolico e fotovoltaico, è ancora poco chiaro quanto sia possibile rendere più sostenibili i comportamenti dei cittadini partendo proprio dall’analisi dei consumi domestici giornalieri per arrivare a scegliere modelli alternativi ai sistemi tradizionali.

 

Molti degli indagati non sono ancora a conoscenza della presenza a San Giovanni della prima comunità Energetica e Solidale d’Italia, così come della Fondazione Famiglia di Maria che è la struttura sul cui tetto è presente l’impianto fotovoltaico di 53 kw. Pochissimi sono gli attori che conoscono il termine Comunità Energetica forse perché in un tessuto così frammentato poca è la risonanza di progetti tesi a rafforzare la coesione sociale e le potenzialità che derivano da questo tipo di progetti di comunità. Tanta è la diffidenza nei confronti di chi ci si trova davanti ed è anche per questo che ricevere delle risposte al questionario non risulta facilissimo, soprattutto con la fascia di popolazione più adulta. Interagire con i ragazzi e le ragazze del quartiere è più semplice ed è anche maggiore la sensibilità nei confronti delle tematiche ambientali, motivo per cui quasi tutti condividono l’ipotesi di partecipazione attiva a progetti che si basano sull’uso di energia rinnovabile e sarebbero, nel limite delle proprie possibilità, disposti ad investirvi economicamente.

 

Per quel che riguarda la Ricchezza Comune l’idea condivisa è che il termine stia ad indicare prevalentemente l’esistenza di spazi comuni quali aree verdi, piazze sinonimo di aggregazione, incontro e convivialità. Si tende quindi ad evidenziare quanto questi siano rilevanti per la qualità della vita in un quartiere con tante difficoltà e in cui parte dei beni risulta difficilmente accessibile per via delle condizioni in cui versa da diverso tempo.

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