La rete EducAzioni compie un anno, rilancia le sue proposte e dialoga con il Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi e la Sottosegretaria al MEF Maria Cecilia Guerra
A un anno dal documento “Cinque passi per contrastare la povertà educativa e promuovere i diritti delle bambine, dei bambini e degli e delle adolescenti”, lunedì 28 giugno 2021, a partire dalle ore 15.00, la rete delle reti EducAzioni torna a sollevare l’attenzione sulla Scuola e sulle priorità urgenti e imprescindibili, anche alla luce delle risorse e possibilità aperte dal PNRR.
Cinque i punti che verranno affrontati dai relatori della rete in un dialogo on line, ospitato dalla testata VITA, con il Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi e con la Sottosegretaria al MEF Maria Cecilia Guerra.
Spendere per migliorare – Verranno ribadite alcune questioni preliminari che devono fare da cornice a qualsiasi intervento di miglioramento della Scuola, con un focus particolare sul pericolo di riduzione delle risorse e dei finanziamenti, giustificati con la ‘scusa’ del calo demografico, senza dimenticare alcune criticità ancora presenti come le classi ‘pollaio’, frequenti nei primi anni della scuola secondaria di secondo grado o le cosiddette “classi ghetto”, fenomeno che riguarda circa un terzo di tutte le classi di ogni ordine e grado. Ne parla Chiara Saraceno.
Ripensare gli spazi e la didattica della scuola – Un punto caldo da affrontare per assicurare un futuro alla Scuola è certamente quello dell’edilizia scolastica, un patrimonio che in tutta Italia è sostanzialmente vecchio: 53 anni di età media degli edifici. Gli investimenti pur cospicui previsti dal PNRR non sembrano adeguati ad affrontare almeno le situazioni più gravi. Il rischio è quello di favorire progetti pronti da tempo e non quelli davvero necessari. Nella ristrutturazione degli edifici scolastici dobbiamo essere in grado di cogliere l’occasione per iniziare a modificare, attraverso gli ambienti di apprendimento, anche il modo di fare didattica. Ne parla Andrea Gavosto.

Inquadrare il sistema integrato 0-6 nell’Istruzione e garantire target minimo di copertura in tutte le regioni – È necessario arrivare al definitivo inquadramento dell’intero sistema integrato 0-6 all’interno del Ministero dell’Istruzione, istituendo una Direzione Generale dedicata. Così come si deve migliorare e integrare quanto previsto nel PNRR nel campo dei servizi educativi per la prima infanzia, per arrivare davvero a un target minimo nella copertura dei servizi (33%) in tutte le regioni, in gestione pubblica diretta o affidati in convenzione, garantendo risorse costanti per la gestione dei servizi e l’accesso gratuito o semi-gratuito agli stessi. Ne parla Emmanuele Pavolini.
Serve un cambiamento strutturale della Scuola – per prevenire e contrastare la dispersione scolastica e la povertà educativa, con azioni di sistema che riguardano l’organizzazione e la didattica. E la messa in campo di azioni credibili: dal numero ‘sostenibile’ in termini educativi di ragazzi/e per classe, soprattutto quelle degli istituti tecnici e professionali, passando all’estensione del tempo pieno a livello nazionale e in particolar modo nel Sud, fino ad arrivare alla garanzia per ogni scuola di poter contare su di un organico stabile e funzionale. Ne parla Daniela Pampaloni.
Dare una risposta articolata alla crisi educativa – è indispensabile comporre un quadro unitario degli investimenti derivanti dal PNRR, dalla nuova programmazione europea (Child Guarantee) e dalle risorse ordinarie e definire una funzione integrata di coordinamento tra i molteplici centri di competenza. È necessario inoltre un sistema di monitoraggio trasparente che contempli l’attivazione di poteri sostitutivi in caso di inadempienza e garantisca che la “messa a terra” degli investimenti avvenga secondo un approccio partecipativo, cooperativo e solidale. Ne parla Raffaela Milano.
L’iniziativa verrà trasmessa sui canali Facebook e Youtube di Vita e sulla pagina Facebook di EducAzioni.
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