Accesso alle cure nell’Alto Matese: la risposta della cittadinanza

Ad aprire la conferenza stampa di lancio del Forum Disuguaglianze Diversità, lo scorso 16 febbraio, quattro storie di cittadini alle prese con una battaglia concreta e appassionata contro le disuguaglianze di ricchezza. Margherita Riccitelli racconta la difficoltà di accesso alle cure nella zona montana del Matese, in provincia di Caserta.

Sono Margerita Riccitelli, di Piedimonte Matese. I paesini della zona montana vicini al mio, come Valle Agricola, Gallo Matese, Letino, Prata Sannita, vivono da anni una situazione di disagio dovuta alle disuguaglianze territoriali. Siamo gente ospitale, i nostri paesaggi sono bellissimi, ma purtroppo siamo cittadini di serie b, perché ci manca tutto. Mancano i trasporti, i collegamenti e questo rende i nostri comuni luoghi inospitali da cui i giovani sono costretti ad andarsene. E chi resta? Solo persone anziane, che non possono essere assistite. Perché uno dei problemi più grandi è proprio la sanità. Non possiamo curarci. I medici di medicina generale sono presenti solo poche ore al giorno, giusto per segnare i farmaci, controllare le persone, ma non si può sperare in visite domiciliari. E guai a sentirsi male: il 118 per arrivare ci mette 45 minuti e altri 45 per portarci all’ospedale più vicino!

 

L’unico presidio sanitario sono le farmacie, dove le farmaciste sono come gli studenti fuori sede ma al contrario, perché abitano a Salerno o a Frattamaggiore e vengono nei nostri paesini il lunedì mattina per poi andare via il venerdì sera. Tolgono la neve, che cade copiosa nelle stagioni invernali, davanti all’entrata della farmacia e sono sempre pronte a consigliarci, sono le uniche sempre presenti.

 

Noi però non ci diamo per vinti. E con il gruppo locale di Cittadinanzattiva, alcuni mesi fa abbiamo chiesto al sindaco l’autorizzazione per l’utilizzo della sala consiliare per poter organizzare un incontro con i cittadini di Piedimonte e dei paesini limitrofi e un dirigente della ASL, responsabile del progetto degli screening tumorali. Perché perdere la possibilità di effettuare questi esami per cui lo Stato investe solo per mancanza di conoscenza del programma o per problemi logistici? Così, dopo aver condiviso le informazioni con i cittadini, dovevamo capire come raggiungere l’ospedale di Marcianise che dista circa un’ora e mezza.

Per l’occasione si è messa in moto una rete: le farmaciste hanno dato la disponibilità a raccogliere le iscrizioni, noi di Cittadinanzattiva siamo riusciti a prenotare le visite tutte nello stesso giorno e ad affittare un pullmino che ha portato il gruppo in ospedale, dove le persone hanno potuto effettuare gli esami con un apparecchio di ultima generazione, riuscendo per la prima volta ad accedere a un servizio di eccellenza.

 

Siamo stati contenti, e ci siamo detti che se ci attiviamo possiamo ottenere dei grandi risultati e nuovi pullman stanno partendo in queste settimane. Ma non è possibile che nel 2018 siamo ancora così disagiati.

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