Il saggio di Fabrizio Barca e Caterina Manicardi del ForumDD, realizzato nell’ambito del progetto “A prova di futuro! Giovani e protagonismo” con il sostegno di Fondazione Compagnia di San Paolo, inquadra il tema della partecipazione delle nuove generazioni come una questione di democrazia generale e avanza analisi e proposte originali.
Le persone “giovani” finiscono spesso sui giornali, dopo episodi di violenza o manifestazioni di piazza. Ma, in genere, il racconto si traduce in stereotipi anziché in domande: perché la sensibilità, le perturbazioni e le ingiustizie sociali e ambientali vissute dalle nuove generazioni non stanno attivando un moto duraturo di cambiamento?
Il Forum Disuguaglianze e Diversità, proseguendo l’impegno di ricerca e azione sulla condizione delle persone giovani in Italia avviato fin dalla sua nascita con la proposta di eredità universale a ogni 18enne, pubblica oggi il saggio “Opportunità e ostacoli di un moto giovanile. La partecipazione delle nuove generazioni come questione democratica”, scritto da Fabrizio Barca e Caterina Manicardi, rispettivamente co-coordinatore e ricercatrice del ForumDD, realizzato nell’ambito del progetto “A prova di futuro! Giovani e protagonismo” con il sostegno di Fondazione Compagnia di San Paolo.
Il saggio, scaricabile gratuitamente dal sito del ForumDD, inquadra il tema della partecipazione delle fasce generazionali che vanno dall’adolescenza ai 34 anni come una questione di democrazia generale, avvalendosi anche del confronto con la fase storica degli anni ’60, quando perturbazioni, altrettanto profonde ancorché assai diverse, delle nuove generazioni concorsero in modo significativo alla trasformazione sociale dell’Italia.
Molteplici le fonti utilizzate: la grande massa di dati disponibili sul mondo giovanile, presentati con una prospettiva nuova (da Eurobarometro su consapevolezza sociale e ambientale al Rapporto Cnel sul contributo delle persone giovani di origine straniera fino a molti altri studi di istituti di ricerca); i dati originali raccolti tra il 2023 e il 2026 dal ForumDD con l’indagine su 3mila 17-19enni in 21 scuole italiane, con rilevazioni sull’attenzione alla classe sociale e al giudizio sul ruolo della politica (qui per conoscere l’indagine integrale); le informazioni qualitative accumulate dialogando per nove mesi con organizzazioni giovanili.
La conclusione del saggio, sulla quale il ForumDD spera di aprire un serrato confronto, è che la mancata trasformazione delle perturbazioni giovanili in una crisi generatrice di cambiamento non sia affatto un destino. Non è frutto di inconsapevolezza sociale, ambientale e politica delle nuove generazioni e nemmeno di un loro radicato individualismo, come troppo spesso si argomenta. È, piuttosto, il frutto di un cumulo di ostacoli che si aggiunge al crollo del loro peso quantitativo. La fascia 15-25 anni è passata infatti dal 15,7% della popolazione degli anni ’60 al 10,8% di oggi. Inoltre, rispetto a quegli anni, dopo mezzo secolo di cultura neoliberista, il senso comune prevalente è segnato dalla perdita di speranza nel cambiamento e dalla sfiducia nel pubblico e nelle organizzazioni, e l’incertezza delle prospettive economiche ha sigillato i margini di contrattazione tipici delle fasi espansive e peggiorato le condizioni materiali, rendendo più rischioso ogni impegno politico. Anche l’ecosistema organizzativo, dai movimenti alle organizzazioni di cittadinanza e del lavoro fino ai partiti, è frantumato e in genere impermeabile alla loro voce. Si aggiunge infine il susseguirsi di politiche dell’istruzione, del lavoro, della cura, degli spazi collettivi e dell’abitare sistematicamente incapaci di corrispondere alle aspirazioni giovanili e, in modo crescente, di politiche volte a intimidire l’impegno politico.
Il tema è quindi rimuovere questi ostacoli. Il saggio riprende e prosegue proposte e riflessioni già emerse dal lavoro del ForumDD. Per le politiche, rinvia alla piattaforma di proposte concrete “Ci siamo! Potere e libertà alle nuove generazioni” (qui per maggiori informazioni), elaborata con 23 organizzazioni giovanili. Per il cambiamento del senso comune, all’e-book “Squarci. L’arte nella contesa per il senso comune”, pubblicato con la Fondazione Feltrinelli (qui per scaricare l’e-book). Infine il saggio avanza alcune ipotesi di azione per rendere più permeabili alle nuove generazioni movimenti, organizzazioni di cittadinanza e del lavoro – che sono al centro del progetto “A prova di futuro! Giovani e protagonismo” nell’ambito del quale è elaborato questo saggio – e sui partiti (qui per saperne di più sul progetto).
Nell’approfondire le sue tesi, il saggio si concentra anche su due focus. Il primo è una sintetica e provvisoria panoramica delle perturbazioni delle nuove generazioni: i limiti di letture che usano la lente della devianza o della sicurezza; sovraesposizione, allerta permanente, frammentazione e deficit dell’attenzione fin dalla prima adolescenza, uniti al rarefarsi delle relazioni fisiche (secondo dati Istat elaborati da OpenPolis gli 11-17enni che vedono amici e amiche ogni giorno è oggi del 30% contro il 70% del 2006); la consapevolezza di essere bombardati da fake news (secondo Eurobarometro il 75% dei 16-30enni dichiara di esservi stato esposto nell’ultima settimana, ma più di un quarto non è sicuro/a di riconoscerle); il difficile rapporto con il lavoro; il prolungarsi di incertezza biografica, particolarmente grave per i maschi.
Il secondo focus, attraverso la lettura attenta di un Rapporto Cnel del 2025, cambia l’ottica con cui valutare i flussi migratori giovanili. Prima di tutto, l’esodo di 18-34enni (50mila l’anno) tocca tutti i livelli di istruzione, dal momento che il 58% è senza laurea. Inoltre, anche considerando solo quest’ultima fascia, la perdita di 58mila 25-34enni con laurea che hanno lasciato l’Italia tra il 2019 e il 2023 è stata più che compensata da 68mila persone migranti giovani entrate nello stesso periodo. È significativo infine che oltre un terzo di 11-19enni, sia di origine italiana che straniera, dichiari all’Istat che vorrebbe andare all’estero. Al centro, dunque, sta l’incapacità dell’Italia di offrire alle persone giovani, non importa di quale origine, condizioni adeguate per realizzare sé stesse: emigrare così viene percepito e spesso diventa l’unico atto di potere possibile. Una lettura che invita a riorientare le politiche, dal sussidio dei “talenti” rientranti a quelle più strutturali, proprio come proposto nella piattaforma “Ci siamo! Potere e libertà alle nuove generazioni”.
“Con questo saggio mostriamo che il problema non sono le perturbazioni delle nuove generazioni ma gli ostacoli che impediscono a esse di tradursi in un moto collettivo di trasformazione sociale. Ci auguriamo che questo testo, insieme agli altri progetti e azioni del ForumDD, concorra a un confronto acceso, aperto, ragionevole e informato sia sull’interesse personale di ogni giovane, sia sul contributo collettivo delle nuove generazioni alla dura fase che, come altrove, vive la nostra democrazia. Dobbiamo lavorare per rimuovere gli ostacoli che si ergono su entrambi i fronti: un’apertura potente delle organizzazioni, delle associazioni della cittadinanza attiva e del lavoro, dei movimenti e dei partiti, al “disturbo” che viene da quelle nuove consapevolezze e preoccupazioni; un salto nella contesa del senso comune, con una chiamata convincente al ruolo di cultura, arti e nuovi media nell’alimentare la fiducia che un’alternativa è possibile e che mobilitarsi cambia le cose; una strategia di proposte concrete che non rimedi a valle con nuovi sussidi o esenzioni temporanee, ma tocchi tutti i campi – scuola, università, lavoro, cura, casa, spazi pubblici, cittadinanza – recependo la domanda di un migliore e più giusto modo di vita. Ne continueremo a discutere portando la piattaforma “Ci siamo!” in giro per il paese”, dichiarano Fabrizio Barca e Caterina Manicardi.










