Dal 15 maggio è iniziata la campagna di raccolta firme online e ai banchetti per la proposta di legge sulla sanità. Un’occasione unica per tornare a parlare di sanità e salute in tutti i luoghi del paese e di mobilitarci, insieme, per garantire lunga vita a un bene collettivo prezioso.
Il Forum Disuguaglianze e Diversità, insieme alla CGIL Confederazione Generale Italiana del Lavoro e alle altre associazioni de La via Maestra, partecipa al comitato promotore della proposta di legge di iniziativa popolare per difendere la più grande infrastruttura sociale del nostro paese: il Servizio Sanitario Nazionale.
L’iniziativa ha lo scopo di lanciare un segnale nazionale e una mobilitazione collettiva per fermare il declino del Servizio Sanitario Nazionale, oggi a forte rischio di finire come la rana bollita. Il declino non è irreversibile. Può essere contrastato attraverso alcune azioni precise che possono e devono essere fin d’ora realizzate.
La legge di iniziativa popolare delinea alcune proposte generali, di cornice, e alcuni interventi specific specificamente diretti a migliorare le condizioni concrete di salute delle persone. Le proposte generali includono no ad ogni autonomia differenziata in tema di sanità, in opposizione alle intese oggi in discussione; incremento progressivo, a partire dal 2027, del finanziamento del fondo sanitario nazionale per arrivare al 7,5% del PIL entro il 2030, in linea con gli altri paesi dell’Unione; destinazione di tutte le maggiori risorse al rafforzamento dei presidi pubblici, in primis, grazie al superamento del blocco delle assunzioni del personale nella sanità pubblica e alla valorizzazione degli stipendi; applicazione delle condizioni economiche del contratto della sanità pubblica nelle strutture sanitarie accreditate; interventi per incentivare la scelta di corsi di studio per infermieri e per medici di medicina generale; istituzione di una Commissione per il rafforzamento del SSN e la verifica degli obiettivi regionali; potenziamento della verifica autonoma, con finanziamenti pubblici, sulla efficacia comparativa dei farmaci; adozione di un piano sanitario nazionale triennale vincolante per le regioni.
Gli interventi includono il potenziamento delle cure a favore delle persone con fragilità e non autosufficienti; delle persone afflitte da problemi di salute mentale e/o c con dipendenze nonché interventi a supporto alla genitorialità e al sostegno all’educazione sessuale e alle relazioni familiari; l’affidamento diretto, ai servizi o ai professionisti responsabili dell’assistenza, del compito di prenotare le prestazioni comprese nei percorsi di cura, senza alcun ulteriore adempimento da parte della persona assistita (con priorità per le persone affette da patologie croniche o inserite in un Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale); la promozione del ruolo della medicina del lavoro, grazie anche allo stop alla pratica di scelta del medico competente da parte dei datori di lavoro e alla sua sostituzione con una scelta operata dall’ASL a partire da un registro tenuto dall’ASL stessa.
Altro si potrebbe certamente fare. Per ora, questo è l’intento della legge, serve, tuttavia, concentrarsi sulle urgenze, su ciò che serve per mantenere in vita il Servizio Sanitario Nazionale. Questo fa la legge di iniziativa popolare a sostegno del Servizio Sanitario Nazionale.










