Presentata a Strasburgo la proposta di 50 esperti di farmacovigilanza, fatta propria dal Forum Disuguaglianze Diversità, per istituire un’agenzia europea pubblica per sviluppare e distribuire vaccini anche al Sud del mondo. [Questo articolo è stato pubblicato su Sbilanciamoci il 17 dicembre 2021]
È stata presentata il 16 dicembre al Parlamento europeo la proposta di Massimo Florio di istituire un’infrastruttura europea per i farmaci, idea contenuta anche nel Rapporto “15 Proposte per la giustizia sociale” del 2019 del Forum Disuguaglianze e Diversità.
Con la crisi Covid-19 la necessità di questo passo è divenuta impellente, si fa presente. I numeri parlano di un 43.2% della popolazione mondiale che (al 9 dicembre) non aveva ricevuto neppure una dose di vaccino, per un totale di 3,4 miliardi di persone. In Africa addirittura l’89% della popolazione non è vaccinata, mentre il Covax – il meccanismo per distribuire vaccini a basso reddito – ha ridotto da 2 miliardi a meno di 1,4 miliardi la sua previsione di disponibilità a fine 2021. In tutto questo se il costo di produzione dei vaccini più efficaci (Pfizer e Moderna) si aggira ormai intorno a 1.20 dollari a dose, in Europa le fiale vengono vendute a 20-25 dollari, con introiti da capogiro per le case farmaceutiche.
Soldi che potrebbero essere invece impiegati per portare i vaccini alle popolazioni dei paesi poveri, incluso l’infrastruttura logistica necessaria alle inoculazioni nei più lontani villaggi dell’Africa o del Sudest asiatico. Si tratterebbe tra l’altro di una misura di autotutela anche per le popolazioni dei paesi ricchi con sistemi sanitari efficienti. Infatti nelle attuali condizioni, è difficile vedere la fine della pandemia: le statistiche dicono infatti che di questo passo si genereranno innumerevoli varianti, che dovranno essere rincorse con nuovi vaccini. Ma fino a quando anche gli Stati occidentali potranno permettersi di pagare così tanto per immunizzare la popolazione?
La privatizzazione delle conoscenze sui vaccini è insostenibile, eppure un vaccino pubblico era ed è tuttora possibile: nel mondo vi sono capacità produttiva e standard adeguati di qualità.
La proposta del Forum è quindi quella di creare un’infrastruttura europea per i farmaci, così come illustrato nello studio di Massimo Florio (Università Statale di Milano) su richiesta del Parlamento Europeo, con un investimento per trenta anni su un ampio arco di …. CONTINUA A LEGGERE L’ARTICOLO SU SBILANCIAMOCI
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