A Padova il progetto “Ridiamo Ossigeno ai Quartieri”, sostenuto con i fondi dell’8 per 1000 alla Chiesa Valdese, si sviluppa nel rione Stanga, attraverso diverse attività tra cui la creazione di mappe per la visualizzazione e la collaborazione tra attori civici
Il progetto si sviluppa nel rione Stanga di Padova, una zona di prima periferia, crocevia di strade molto trafficate, che prende il nome proprio da un grosso incrocio stradale cittadino. Un territorio cittadino che nel corso degli anni ha subito diversi cambiamenti. Nel primo 900 il rione si connota come area industriale importante, con annesso quartiere residenziale operaio. Intorno agli anni 70, le aziende vengono trasferite nella nuova Zona industriale e l’area si popola di studenti universitari. Tra gli anni 80 e 90 sorgono grossi esercizi commerciali e complessi direzionali.
Nei primi anni 2000 l’area diviene tristemente famosa per il ghetto e il muro di via Anelli: nel complesso Serenissima, composto da 6 palazzine con 286 miniappartamenti, inizialmente pensati per studenti universitari, si insediano nuovi abitanti di origine migrante, che non riuscendo a sostenere i canoni di locazione, subaffittano in modo sregolato. Così, grazie al sovraffollamento, trovano rifugio nelle palazzine anche molte persone dedite ad attività illegali e in poco tempo il complesso “Serenissima” si trasforma in una zona di marginalità abitativa e sociale e sorgono tensioni importanti.
Nel 2005 l’Amministrazione Comunale decide di chiudere il complesso, trasferendo gli abitanti regolari in altre zone della città e costruendo il “muro anti-spaccio”, che ha avuto grande risonanza mediatica e ha suscitato molte polemiche. Da allora il complesso Serenissima è rimasto vuoto fino a dicembre 2019, quando sono iniziati i lavori di demolizione, per fare spazio alla costruzione della nuova questura.
La risposta delle organizzazioni di cittadinanza attiva
Queste vicende hanno segnato l’identità del territorio e al contempo hanno spinto abitanti e realtà presenti ad attivarsi per migliorare le condizioni del contesto. In particolare le scuole hanno dato avvio a sperimentazioni innovative e inclusive, narrate anche nel libro di Benedetta Tobagi “La scuola salvata dai bambini”, e i Servizi Sociali del Comune nel 2003 hanno costituito il Tavolo di coordinamento territoriale, che riunisce tutte le organizzazioni della zona, per confrontarsi su bisogni e risorse del territorio e organizzare iniziative per favorire l’aggregazione degli abitanti.
Il rapporto tra Legambiente Padova e il Forum Disuguaglianze e Diversità ha inizio nel 2018, con la redazione di un primo dossier sulla ricchezza comune presente nell’area, e ha visto il suo normale prosieguo nel progetto “Ridiamo Ossigeno ai Quartieri”, sostenuto con i fondi dell’8 per 1000 alla Chiesa Valdese. Si è scelto di aggiornare e implementare il dossier con mappe tematiche che facilitano l’attività di ricerca e confronto con stakeholders e abitanti. Grazie alle mappe si stanno mettendo a fuoco le difficoltà di accesso alla ricchezza comune del territorio, superando ad esempio la percezione iniziale sulla generica mancanza di risorse in questo rione periferico. Pur con carenze di servizi sociali e sanitari, esse risultano infatti tutto sommato coerenti con la densità demografica dell’area e il problema appare piuttosto il forte isolamento del quartiere: grandi strade di attraversamento, aree commerciali, direzionali e industriali monofunzionali, lo separano dal resto della città e creano attorno ad esso un anello privo di elementi di ricchezza comune a cui accedere.
Nel prossimo futuro in questo quadrante urbano avverranno importanti trasformazioni: la nuova questura, una nuova linea del tram, il nuovo ospedale. La sfida sarà capire se questi nuovi progetti saranno in grado di integrarsi con il tessuto locale, o se aumenteranno ulteriormente l’isolamento del quartiere. Alla luce di queste considerazioni, Legambiente Padova ha deciso di sostenere le scuole e le realtà locali riunite nel Tavolo di coordinamento, per contribuire a far emergere i bisogni e le proposte del territorio. Durante lo svolgimento del progetto, è stato affiancato l’Unicef nelle giornate di Diritti in Piazzetta realizzate in un parco del quartiere ed è stata avviata una collaborazione con l’Istituto Scolastico, che ha di recente costituito un Patto educativo di Comunità, a cui anche Legambiente ha scelto di aderire.
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