Il volume, scritto da Massimo Florio ed edito da Feltrinelli, pone al centro l’idea che oggi lo scontro decisivo del nostro tempo sia tra capitalismo oligarchico e istituzioni pubbliche ed elabora una proposta radicale su Stato e comunità per pensare il futuro oltre il neoliberismo.
Dal 31 marzo è in libreria il volume “Il Capitale contro lo Stato. L’intelligenza sociale e il futuro della democrazia”, edito da Feltrinelli e scritto da Massimo Florio, professore emerito di Scienza delle finanze all’università di Milano e membro del Forum Disuguaglianze e Diversità.
L’autore, che ha anticipato alcune tesi contenute nel volume durante la tre giorni “Democrazia alla prova”, organizzata da Forum Disuguaglianze e Diversità e da Palazzo Ducale di Genova, mette l’accento sul fatto che nelle economie avanzate il settore pubblico è cresciuto molto più rapidamente del mercato, offrendo alternative. Non solo come Welfare State per la salute, la previdenza, l’istruzione: oggi lo stato è chiamato a produrre beni pubblici globali senza i quali le grandi transizioni del nostro tempo – climatica, demografica, digitale – sono semplicemente ingestibili.
Questo ha generato un conflitto: l’espansione dello stato è entrata in collisione con l’accumulazione illimitata di capitale oligopolistico, dalle Big Tech alla finanza, dall’Oil&Gas al militare che reagisce attaccando il settore pubblico.
Massimo Florio legge in questa offensiva il vero filo rosso che lega il neoliberismo di Thatcher e Reagan, le fallimentari “terze vie” e l’attuale ondata reazionaria. Dopo la fine della guerra fredda, l’idea che il mercato potesse chiudere definitivamente la partita contro l’affermarsi di un modo di produzione pubblico sembrava egemonica, ma non è andata così e oggi, dietro la retorica di Trump e delle nuove destre, riemerge una pulsione distruttiva che mira a svuotare le istituzioni pubbliche e a ridurle definitivamente a strumento delle oligarchie.
Contro questa deriva, Florio propone una prospettiva alternativa: uno Stato post-capitalista, capace di creare innovative imprese a missione pubblica, promuovere un’economia dei beni comuni e interagire con comunità di cittadini consapevoli della propria condizione di espropriati: l’intelligenza sociale come paradigma oltre quello dell’intelligenza artificiale.
“Il Capitale contro lo Stato” è una riflessione radicale ma immediatamente praticabile, che prova a rispondere a una domanda cruciale: cosa può venire dopo il capitalismo oligarchico, senza rinunciare alla democrazia e all’idea stessa di pubblico. Queste tesi, espresse in apertura della tre giorni “Democrazia alla prova”, hanno pesato sul dibattito che ne è seguito e hanno contribuito al grande successo dell’evento.










