missioni strategiche per le imprese pubbliche italiane

MISSIONI STRATEGICHE
PER LE IMPRESE PUBBLICHE ITALIANE

Un’opportunità per guidare lo sviluppo del Paese

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Le imprese pubbliche, attore fondamentale per il rilancio del Paese

E’ urgente attivare il potenziale trasformativo delle imprese pubbliche, oggi ancora ampiamente inespresso.

 

Ne può derivare un contributo fondamentale al rilancio dello sviluppo del paese su basi più giuste dal punto di vista sociale e ambientale.

 

Le imprese pubbliche italiane costituiscono un pilastro fondamentale del nostro capitalismo. Sono un agente strategico di cambiamento e di sviluppo perché dotate di grandi capacità tecniche ed innovative.

 

Il Rapporto predisposto dalla Commissione Imprese e Sviluppo (Fabrizio Barca, Giovanni Dosi, Simone Gasperin, Federico Maria Mucciarelli, Edoardo Reviglio, Andrea Roventini, Francesco Vella, Edoardo Zanchini), costituita nell’ambito del Forum Disuguaglianze e Diversità, analizza il potenziale di queste imprese e avanza una semplice proposta per realizzare pienamente il potenziale esistente.

 

Il Rapporto è il frutto di nove mesi di lavoro e di interviste in Chatham House Rule ai vertici delle principali imprese pubbliche italiane.

Cosa va cambiato

Alle imprese pubbliche non sono assegnate missioni strategiche, coerenti con una visione-paese, e maturate nel confronto continuo fra lo stato azionista e le stesse imprese.

 

Ogni singola impresa pubblica è lasciata sola a costruire tali missioni.

 

Manca quel confronto strategico informale, quell’interazione e agire sistemico e coordinato fra le imprese di un unico gruppo – tali sono le imprese pubbliche che condividono lo stesso azionista – che consente di avere e far camminare nuove idee, nuove tecnologie e di rendere l’Italia più forte.

 

Manca una coerenza delle azioni, degli interventi, delle misure delle amministrazioni pubbliche di Regioni e Stato con le scelte e gli investimenti delle imprese pubbliche.

 

Questi tre limiti vengono affrontati e risolti dalla nostra proposta.

 

Una proposta semplice, facilmente realizzabile, e capace in tempi rapidi di assicurare il pieno dispiegamento del potenziale oggi inutilizzato.

La proposta

L’intervento che noi proponiamo raggiunge tre obiettivi:

 

  • Maturare missioni strategiche orientate a promuovere l’innovazione tecnologica e lo sviluppo inclusivo e sostenibile del Paese, chiare e tecnicamente rigorose, fissate in atti programmatori di medio-lungo termine, e maturate attraverso un confronto fra azionista pubblico e imprese.
  • Promuovere e rendere sistemico, ancorché informale, il confronto e quindi la cooperazione strategica fra le stesse imprese pubbliche.
  • Rendere coerente l’azione delle amministrazioni pubbliche statali e regionali con le strategie delle imprese pubbliche, nell’ambito di un’unica visione-paese.

 

Questi obiettivi vengono raggiunti:

 

  • Costruendo un forte ponte tecnico, un Consiglio degli Esperti, che consenta un continuo dialogo e di fare squadra fra imprese e azionista Stato.
  • Elaborando missioni strategiche condivise dal Parlamento e fissate nel medio-lungo periodo in atti europei, relative alle sfide della società nell’immediato futuro: innovazione tecnologica e digitale, cambiamento climatico, invecchiamento della popolazione.
  • Dando un nuovo più pronunciato profilo tecnico ai Consigli di Amministrazione.

 

Tra i punti della Proposta, vi è quello di essere adatta tanto all’attuale scenario di organizzazione delle partecipazioni pubbliche, che ad altri scenari oggi in discussione.

Dimensione delle imprese pubbliche in Italia

  • 6 fra le prime 10 imprese italiane sono controllate dallo Stato
  • nelle imprese pubbliche lavorano oltre 350.000 persone
  • costituiscono il 17% degli investimenti fissi delle imprese italiane
  • rappresentano circa il 17% della spesa in R&S delle imprese italiane
  • pesano per circa il 29% sulla capitalizzazione complessiva della Borsa di Milano
  • presidiano settori strategici, quali quello dell’energia (coinvolto dalla transizione ecologica), dei trasporti e della logistica sostenibili, della trasformazione digitale
  • sono legate a un sistema di fornitura di piccole e medie imprese nazionali che possono attivare un balzo competitivo della struttura produttiva

Il metodo di lavoro

Nei nove mesi precedenti alla pubblicazione del Rapporto, la Commissione Imprese e Sviluppo ha incontrato e ascoltato, in un confronto senza precedenti in Italia, e secondo le regole della Chatham House Rule gli AD o i Presidenti delle seguenti società: Leonardo, GSE, Saipem, Fincantieri, Snam, Enel, Ferrovie dello Stato, PagoPA, CDP, Terna, Poste Italiane. I colloqui con gli amministratori di Rai ed Eni non hanno avuto luogo nel primo caso per difficoltà logistiche, nel secondo per l’indisponibilità del vertice aziendale.

Cosa ne hanno pensato gli Amministratori delegati e i Presidenti incontrati

I colloqui esplorativi con gli amministratori delle imprese pubbliche hanno manifestato una pluralità di opinioni. Sono emersi punti di condivisione sulla necessità di intensificare il confronto con lo Stato azionista su basi tecniche, oltre che di instaurare dinamiche virtuose da Sistema-Paese, attorno a missioni strategiche condivise. I punti inequivocabili della Proposta – l’autonomia gestionale del management delle imprese pubbliche, la trasparenza della nomina del Consiglio degli Esperti sulla base di alte e appurate competenze tecniche, l’iscrizione delle missioni nell’ambito di impegni programmatici legislativi di lungo periodo a dimensione europea – sono stati apprezzati da molti amministratori come garanzie rispetto a improprie torsioni dirigiste e ad un non ammissibile appiattimento su obiettivi di breve respiro.

La proposta è:

  • Indispensabile: se non si interviene per utilizzare uno dei capisaldi del paese perdiamo un’occasione unica.
  • Agevole: non sconvolge nessun assetto organizzativo.
  • Urgente: in questo momento in cui la crisi farà aumentare la competitività tra paesi possiamo rafforzare quella italiana partendo da un nostro punto di forza.
  • Concreta: si può attuare con tempestività ed è compatibile sia con l’attuale assetto organizzativo sia con altri assetti ipotizzati.
  • Trasformativa: le imprese pubbliche valorizzano pienamente il loro potenziale e trasformano migliorandolo il tessuto produttivo delle PMI.

 

Cosa rende la proposta innovativa?

  • Parla di futuro: non rinunciamo all’idea che il nostro paese possa avere un ruolo importante nei settori strategici.
  • Non offre ricette nuove ma l’uso del grande potenziale esistente: stiamo proponendo di partire dalle imprese pubbliche per sbloccare la produttività e realizzare uno sviluppo orientato alla giustizia sociale e ambientale.
  • E’ all’avanguardia: un Consiglio di Esperti delle imprese pubbliche con ruoli operativi rappresenterebbe un salto di qualità che l’Italia aspetta da tempo.
  • Ribalta l’idea per cui lo Stato debba essere un’azionista passivo, come mai avviene nel capitalismo.

Avete dubbi sulla proposta?

Durante i nove mesi nel confronto intenso fra i membri della Commissione e con i vertici aziendali sono emerse molte domande che ci hanno aiutato a migliorare la proposta.

 

Abbiamo raccolto le principali con le relative risposte. Le trovate QUI.

La Commissione Imprese e Sviluppo

La Commissione Imprese e Sviluppo, nata nell’ambito del Forum Disuguaglianze Diversità, è un gruppo di lavoro multidisciplinare composto da accademici, esperti e studiosi di varia formazione, affiliati ad istituzioni italiane ed estere. Il contenuto del Rapporto rappresenta le posizioni condivise dei singoli membri della Commissione indipendentemente dalle istituzioni di appartenenza.

 

Fabrizio Barca. Statistico ed economista, è stato dirigente di ricerca in Banca d’Italia e di politica pubblica nel Ministero Economia e Finanze, presidente del Comitato OCSE politiche territoriali e Ministro per la Coesione territoriale nel Governo Monti. Ha insegnato in Università italiane e francesi. È autore di innumerevoli saggi e volumi. È membro della Fondazione Basso. Coordina il Forum Disuguaglianze e Diversità.

 

Giovanni Dosi. Professore ordinario di politica economica alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Co-Direttore delle task force “Industrial Policy“ e ”Intellectual Property Rights” del programma Initiative for Policy Dialogue, presieduto da Joseph Stiglitz (Columbia University). La sua attività di ricerca si concentra sull’economia dell’innovazione e del cambiamento tecnologico, l’organizzazione e le dinamiche industriali, la teoria dell’impresa e la corporate governance, la crescita e lo sviluppo economico. In questi ambiti è autore e curatore di numerose pubblicazioni internazionali.

 

Simone Gasperin. Economista, ricercatore in Innovation Theory and Public Policy presso lo UCL Institute for Innovation and Public Purpose di Londra. Si occupa di imprese partecipate dallo Stato, economia industriale, storia economica. Nel 2019 ha pubblicato il volume Critical Economics in Times of Crisis per la casa editrice Routledge.

 

Federico Maria Mucciarelli. È professore di diritto commerciale presso l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia. È stato ricercatore presso l’Università degli Studi di Bologna, research fellow presso NYU Law School e reader presso SOAS, University of London. In precedenza, ha lavorato per la Banca d’Italia e per il gruppo parlamentare della Camera dei Deputati dei Democratici di Sinistra.

 

Edoardo Reviglio. Economista e matematico, è stato Responsabile dell’Ufficio studi dell’IRI, consulente al Consiglio degli Esperti presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze, Capo economista dal 2007 al 2015 presso la Cassa depositi e prestiti (CDP), dove ora è Responsabile dei “Progetti Europei ed Internazionali”. Ha insegnato in varie università italiane e estere. È Presidente del International University College di Torino. Ha una vasta e riconosciuta esperienza nelle relazioni esterne rappresentando CDP presso varie istituzioni nazionali, Governi ed istituzioni internazionali (ONU, G20, G7, OCSE, UE), partecipando a convegni, seminari e gruppi di studio. È membro di Board e Comitati Scientifici di molte Fondazioni, nazionali ed internazionali. È autore di numerosi contributi scientifici e di policy.

 

Andrea Roventini. Professore di economia politica alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e research fellow all’OFCE, Sciences Po (Francia). Ha un PhD in Economia e Management conseguito presso la Scuola Superiore Sant’Anna. È il coordinatore del progetto di ricerca GROWINPRO finanziato dalla Commissione Europea. Ha pubblicato più di 40 articoli in riviste scientifiche internazionali peer-reviewed. È editor per Industrial and Corporate Chance – Macro Economics and Development e advisory editor per il Journal of Evolutionary Economics.

 

Francesco Vella. Professore ordinario di Diritto Commerciale presso l’Università di Bologna. Nella sua attività di ricerca ha prodotto quattro manuali (tutti editi dal Mulino), quattro monografie e numerose pubblicazioni in volumi collettanei e riviste in materia bancaria, finanziaria e societaria. Ha ricoperto e ricopre incarichi in organismi di controllo e di amministrazione, come amministratore indipendente, in società quotate. È socio dell’Associazione Il Mulino e tra i soci fondatori dell’Associazione Disiano Preite. È membro del Consiglio Direttivo di ACTIONAID.

 

Edoardo Zanchini. Vicepresidente nazionale di Legambiente e responsabile delle politiche climatiche e internazionali. Laurea in architettura e dottorato in urbanistica, ha insegnato nelle Università di Roma, Ferrara e Pescara (dove è stato ricercatore). Membro del board del Renewables Grid Initiative, del Consiglio Direttivo di FREE (Coordinamento associazioni delle fonti rinnovabili e efficienza energetica), Cresme, di diversi comitati scientifici. È autore di saggi in materia di energia, città e sostenibilità.

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