Equostop: un passaggio per l’ambiente

Equostop è la fiducia nelle relazioni per creare una nuova economia basata sulla condivisione dei beni. 

 

Un contributo di Gianfranco Malagola*

Sempre più i problemi dei cambiamenti climatici stanno interrogando il nostro vivere quotidiano: l’uomo, con il suo stile di vita, ha creato condizioni tali da determinare effetti catastrofici sull’ambiente. E le risposte concrete da parte dei Governi tardano ad arrivare e si limitano ad impegni formali a limitare il riscaldamento globale “ben al di sotto dei 2 °C” dai livelli preindustriali con la volontà di contenerlo entro 1,5 °C (Conferenza Mondiale per i Cambiamenti Climatici – COP21, Dicembre 2015).

Constatiamo che i cambiamenti climatici hanno già effetti rilevanti in Africa e nelle zone più povere del mondo e pensiamo che il contrasto ai cambiamenti climatici possa avvenire solamente se, agli impegni dei Governi, uniamo il cambiamento dei nostri stili di vita, poiché essi hanno un impatto notevole sull’ambiente e sulle persone; è quindi fondamentale imparare a modificare i nostri comportamenti in questo periodo di transizione energetica tra l’era del carbone e l’era delle rinnovabili, affinché questo passaggio non sia gestito ancora una volta dalla logica del profitto ad ogni costo ma sia improntato ad un’economia basata sulle relazioni, sulla condivisione, sulla partecipazione e sulla solidarietà.

Su queste basi è partito all’inizio del 2016 il progetto Equostop, che si propone di affrontare il problema della mobilità, seconda principale causa di emissione di CO2 in atmosfera, partendo da una considerazione semplicissima: le nostre strade sono percorse ogni giorno da migliaia di automobili che trasportano poco più di una persona, inquinano tantissimo, occupano spazio, costano e spesso ci fanno pure perdere tempo in code estenuanti o nella ricerca di un parcheggio. Basterebbe trovare un sistema per poter salire su questo treno quasi vuoto che ogni giorno percorre le nostre strade ed avremmo risolto o perlomeno ridotto il problema.

 

Una volta si usava l’autostop ma oggi, in una società individualista, diffidente e poco propensa all’incontro, non è più una soluzione praticabile. Equostop propone una soluzione nuova: si crea nel territorio una comunità di persone che hanno capito che il problema dell’ambiente riguarda tutti noi, nessuno escluso; si costruiscono quindi delle condizioni per migliorare la fiducia tra persone che non si conoscono e da ultimo si applica l’economia della condivisione (quella che gli anglosassoni chiamano la “sharing economy”), utilizzando un bene che tutti noi abbiamo, ovvero l’auto, e le tecnologie digitali disponibili sui nostri cellulari.

Come funziona Equostop? Essenzialmente le associazioni del territorio dell’Alto Varesotto, che hanno partecipato alla Marcia Globale per il Clima del 2015, stanno progressivamente aderendo alla “Carta dei principi sulla mobilità sostenibile” proposta da TERREdiLAGO, la Rete di Economia Solidale del Luinese; dopo questa adesione ciascuna associazione potrà distribuire ai propri associati la “card” di Equostop che servirà sia per chiedere un passaggio (mostrandola al bordo della strada come si faceva con il dito dell’autostop) sia per dare un passaggio esponendola all’interno della proprio autovettura. Quindi una persona che sul bordo della strada espone la “card” di Equostop vuole significarci questo: sono un volontario di un’associazione del territorio, ho bisogno di un passaggio e sono disposto a contribuire in modo volontario alle spese di trasporto (0,5 € per un passaggio da un paese all’altro, 1 € per un passaggio più lungo).

Con il semplice gesto di chiedere o dare un passaggio si ottengono così enormi benefici: si migliora l’ambiente riducendo il numero di auto in circolazione e quindi le emissioni di CO2, si creano proficue relazione tra le persone in quanto chi guida ha un contributo alle sue spese e chi chiede un passaggio risparmia sull’uso della macchina ed alla fine un passaggio in auto può diventare un momento piacevole di socialità e solidarietà.

A tutto questo possiamo unire anche i vantaggi di un’app scaricabile sui nostri cellulari. L’app ci consente di calcolare i kilometri percorsi con Equostop, trasformandoli in kg di CO2 non immessa in atmosfera con un intelligente sistema di “punti di NO CO2”, di informare gli altri equostoppisti che stiamo chiedendo un passaggio in un ben determinato punto della nostra zona e di rendere quindi tracciabile il nostro percorso. 

Equostop è quindi un progetto sperimentale che si sta diffondendo nella zona del Luinese (VA) ove molte Amministrazioni Comunali hanno deciso di patrocinare Equostop come forma sostenibile e distribuita di mobilità nel territorio, diffondendola nel proprio comune, e promuovendo incentivi che premiano la raccolta di “punti di NO CO2” da parte dei cittadini, diventando così dei Comuni virtuosi anche nel complesso tema della mobilità sostenibile.

Equostop vuole essere portatore di un pensiero nuovo che interroga il complesso problema della mobilità con spirito critico puntando su quattro parole chiave ovvero il territorio in cui viviamo, le relazioni che in questo territorio ci possono far condividere il tempo della mobilità, la fiducia che deve tornare come principio primario della comunità che ha il dovere della custodia del creato con l’impegno di ciascuno di noi a ribellarsi alla logica del consumismo e dello spreco, ricordando che siamo un’unica famiglia in un’unica casa comune.

Gianfranco Malagola*, nato nel 1955, si è laureato in Ingegneria Elettrotecnica presso l’Università di Pavia. Ha ricoperto l’incarico di Direttore Tecnico presso numerose industrie nel settore delle macchine utensili e della strumentazione industriale ove ha pubblicato due libri sulla metrologia dimensionale e numerose pubblicazioni scientifiche. E’ socio fondatore dell’Associazione GIM di Germignaga (VA) con la quale dal 1980 si occupa di cooperazione allo sviluppo nel settore delle energie rinnovabili; ha coordinato il progetto TERREdiLAGO per uno sviluppo sostenibile nel territorio dell’Alto Verbano, promuovendo la cultura dei prodotti locali e del consumo critico unitamente a diversi progetti per l’ambiente come “Adotta una centrale” ed “Equostop”.

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