Come organizzare un processo partecipativo su larga scala? Quanta e quale tecnologia digitale utilizzare? Come coinvolgere l’intelligenza sociale in un effettivo patto partecipativo? Dall’analisi dell’esperienza realizzata dal M5S nel 2024 a una prima valutazione del metodo della nuova consultazione. Lo studio “Scelte metodologiche e tecnologie digitali nell’analisi di un processo partecipativo su larga scala” di Fiorella de Cindio e Ruggero Caravita è stato pubblicato dal Centro per la Riforma dello Stato.
Le dichiarazioni di tutti gli attuali partiti di opposizione sembrano convergere sulla utilità ed opportunità di intraprendere al più presto un percorso di elaborazione del programma con cui avviarsi alla campagna elettorale per le prossime elezioni politiche. Diverse sono tuttavia le modalità che vengono evocate per lo svolgimento di questo percorso.
Ogni forza politica elaborerà il proprio programma e poi si confronterà con le altre per identificare un programma comune, oppure il percorso sarà unico per l’insieme dei partiti di opposizione? E saranno chiamati alla elaborazione del programma solo gli iscritti ai partiti o anche la più ampia platea dei loro possibili elettori? E come verrà promossa e organizzata la partecipazione dei cittadini e/o degli iscritti? Realizzando solo occasioni di confronto in presenza o facendo anche ricorso a strumenti digitali di partecipazione?
Negli ultimi giorni Giuseppe Conte ha annunciato che il Movimento Cinque Stelle ha aperto un percorso “per costruire insieme a cittadine e cittadini, il programma di governo dei prossimi anni”.
Una sintetica descrizione di questo percorso è contenuta nel sito “NOVA Parola all’Italia”. Il termine NOVA fa riferimento alla precedente esperienza di partecipazione politica che il Movimento Cinque Stelle ha realizzato nel 2024 avvalendosi in modo significativo di strumenti digitali e che ha rappresentato ad oggi la più rilevante esperienza di questo tipo realizzata in Italia.
Rispetto alla precedente esperienza quella appena annunciata sembra prevedere un uso ridotto degli strumenti digitali per concentrarsi sugli incontri in presenza destinati a coinvolgere più in profondità un numero più limitato di cittadini.
In attesa di conoscere più dettagliatamente le modalità di svolgimento del nuovo percorso di partecipazione e convinti che l’utilizzo delle piattaforme digitali di partecipazione possa costituire un efficace potenziamento di più tradizionali processi partecipativi, pensiamo utile pubblicare uno studio accurato della precedente esperienza realizzata dal Movimento M5S che si conclude dando qualche primissimo elemento di valutazione del percorso appena annunciato.
Lo studio si intitola “Scelte metodologiche e tecnologie digitali nell’analisi di un processo partecipativo su larga scala” e gli autori sono Fiorella de Cindio, già professoressa associata presso il Dipartimento di Informatica dell’Università Statale di Milano, e Ruggero Caravita, ricercatore presso INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare) e CERN, Ginevra. Il documento è stato pubblicato dal Centro per la riforma dello Stato.
Foto di Omar Flores su Unplash










