Ingiustizia

L’aumento delle disuguaglianze economiche, sociali e di riconoscimento calpesta l’uguale dignità (l’esser degni di uguale considerazione e rispetto) delle persone, rompe il rapporto tra possesso di mezzi e bisogni, tradisce le aspettative basate sull’uguaglianza di opportunità, ed equivale ad una compressione della libertà sostanziale di grandi masse di persone. In sostanza, ripropone con forza la questione della giustizia sociale, in termini di libertà e autonomia delle persone, imparziale distribuzione di risorse e capacità e equità nei risultati e nei destini individuali.

 

L’ingiustizia non è solo l’esito delle disuguaglianze odierne. Ne è anche la causa. All’origine delle disuguaglianze economiche, sociali e di riconoscimento con le quali oggi conviviamo, vi sono cambiamenti profondi avvenuti nel modus operandi delle principali istituzioni sociali, compresi mercato e imprese, i quali violano l’uguaglianza di considerazione e rispetto dovuta a ciascun individuo. Come ammonisce John Rawls, il disegno delle istituzioni sociali fondamentali è determinante ai fini di una distribuzione equa dei vantaggi e dei costi della cooperazione sociale. Disegni improntati all’equità sono incompatibili con disuguaglianze elevate, che altro non sancirebbero se non il peso di fattori arbitrari da un punto di vista morale quali il caso e il potere.

 

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