Alleanze

In assenza di partiti che svolgano la funzione di raccogliere i contributi e dialogare con la moltitudine di pratiche esistenti, il passaggio da queste pratiche a cambiamenti sistemici richiede che le esperienze esistenti trovino altri modi di confronto, per superare gli steccati dei settori diversi di intervento (salute, scuola, ambiente, povertà, usura, anziani, migranti, etc.) e per tornare a mescolare i linguaggi che sono andati separandosi nell’assenza di un confronto politico-culturale adeguato. Si tratta di costruire alleanze fra le organizzazioni impegnate in pratiche innovative di contrasto delle disuguaglianze e fra queste e il mondo della ricerca, al fine di costruire proposte efficaci di cambiamento fondate sull’esperienza. In questo incontro, le organizzazioni di cittadinanza attiva e del lavoro possono, valutare con più rigore e sistematicità l’efficacia delle proprie azioni e trovare quindi gli argomenti e le soluzioni per proposte di sistema o per migliorare la loro stessa azione collettiva; la ricerca può sottoporre le proprie analisi alla prova di un universo di riferimento controllabile e ricco di informazioni altrimenti non disponibili.

 

La strada della costruzione di alleanze si è andata intensificando e ad oggi ne esistono molteplici, importanti e diversi esempi. In modo non esaustivo:

 

  • L’Alleanza contro la Povertà è nata alla fine del 2013 dall’unione di 35 organizzazioni con lo scopo di contribuire alla costruzione di politiche pubbliche di lotta alla povertà, ha avuto un ruolo di primo rilievo nel formulare proposte e nell’influenzare l’azione pubblica e ha in corso un progetto di valutazione del Sostegno di Inclusione Attiva (SIA) allo scopo di identificarne i punti di forza e di debolezza.
  • L’Alleanza italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASVIS) riunisce dal 2016 180 istituzioni e reti della società civile, con gli obiettivi di: favorire lo sviluppo di una cultura della sostenibilità; analizzare le implicazioni e le opportunità per l’Italia legate all’implementazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals – SDG) stabiliti nell’Agenda 2030 adottata dalle Nazioni Unite, che includono povertà e disuguaglianza; contribuire a definire una strategia italiana per il conseguimento di quegli obiettivi e a realizzare un sistema di monitoraggio dei progressi dell’Italia verso il loro raggiungimento.
  • La Rete dei numeri pari mira a contrastare la disuguaglianza sociali e a promuovere una società fondata sulla giustizia sociale e ambientale. La rete è stata inizialmente promossa da Gruppo Abele, Libera e Rete della Conoscenza e ora unisce centinaia di realtà locali che agiscono in modo autonomo sul territorio. La Rete promuove coordinamento e rafforzamento delle attività di queste realtà: sviluppa strumenti e opportunità di cooperazione nel territorio, in luoghi dove non esistono; mette a disposizione meccanismi di partecipazione; promuove attività e progetti che rafforzano la partecipazione, prendendo decisioni che siano vincolanti.
  • Coordinamento nazionale Comunità di Accoglienza ha come principale finalità quella di promuovere la costruzione di “comunità accoglienti”, capaci di accompagnare, condividere, sostenere la vita delle persone, in particolare di quelle che più faticano. La Rete elabora le posizioni che le organizzazioni aderenti esprimono in sede di dibattito nazionale e locale. Aderiscono alla rete circa 250 organizzazioni, fra cooperative sociali, associazioni di promozione sociale, associazioni di volontariato ed enti religiosi.
  • Crescere al Sud ha come finalità la tutela, la promozione e il rafforzamento dei diritti delle/i bambine/i e delle/i giovani del Sud d’Italia e raccoglie circa 55 enti e attori che condividono questo obiettivo. Si propone di essere uno spazio di sperimentazione di modelli di collaborazione, interazione, discussione tra pubblico e privato, anche al fine di elaborare proposte di policy capaci di orientare le scelte di governo a livello locale e nazionale.

 

Il fenomeno delle alleanze delle organizzazioni di cittadinanza non è limitato all’Italia. Anche a livello europeo e internazionale, le esperienze sono molteplici. Ad esempio, Flight Inequality Alliance è una vasta rete di attori – organizzazioni internazionali, movimenti sociali, sindacati e attivisti per i diritti umani (fra cui ActionAid International, Greenpeace International, Oxfam, FEMNET, International Trade Union Confederation-ITUC, the Global Alliance for Tax Justice, etc.) – che intende lottare contro le disuguaglianze e l’eccessiva concentrazione di ricchezza e di potere. Altre organizzazioni, pur non lavorando sulla disuguaglianza in modo diretto, concentrano la loro attività su temi ad essa collegati: l’Alliance of European Voluntary Service Organization, ad esempio, organizza attività in campo sociale, come l’accoglienza ai migranti; la Coalizione per il Clima, che associa una cinquantina di organizzazioni italiane (dal sindacato agli ambientalisti alle organizzazioni di cittadinanza attiva come UISP), è nata in occasione degli accordi sul clima di Parigi e oggi è impegnata sul fronte del rispetto di quegli accordi.

 

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