Persistenti ed elevate disuguaglianze nella proprietà e nel controllo della ricchezza privata e nell’accesso alla ricchezza comune tendono continuamente a ridurre la libertà sostanziale sostenibile delle persone, ossia le loro opportunità e capacità di realizzazione in termini di reddito e di qualità di vita, e mettono così a repentaglio ogni politica o azione redistributiva. È infatti la disuguaglianza di ricchezza privata che divarica continuamente le prospettive di reddito, che differenzia le opportunità di difendersi dagli shocks, di studiare, di fare impresa, di partecipare alle pubbliche decisioni, che, rendendo le persone vulnerabili, ha favorito lo scivolamento verso la povertà di una parte del ceto medio di fronte a shock esterni, che ostacola le persone in condizioni di marginalità nel sollevarsi dal proprio stato e che suscita oggi forte e diffusa avversione. È la disuguaglianza di accesso alla ricchezza comune nella forma di ambienti e reti di vita urbana ospitali, gradevoli, aperte – rispetto allo “squallore” e alla ghettizzazione delle periferie urbane e all’isolamento delle aree rurali – che riduce le opportunità di vaste sezioni della popolazione e deprezza la loro ricchezza privata, spingendole verso una comunitarismi chiusi e una dinamica autoritaria.

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Infografica - ricchezza
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