Alla scuola pubblica ogni giovane chiede di essere strumento per realizzare la propria persona acquisendo, indipendentemente dal contesto di nascita, competenze, senso critico e la capacità di far sentire la propria voce nel processo formativo; è anche una grande
palestra di costruzione del senso di sé e dell’essere parte di una collettività. Anni di disinvestimento nella scuola pubblica e di mortificazione del corpo insegnante, anche attraverso la precarietà che ne investe una parte significativa, hanno indebolito questa funzione fondamentale, riaprendo disuguaglianze profonde.
È urgente da tempo un intervento che risani questa situazione. Ma intanto possiamo trarre insegnamento da una moltitudine di esperienze in cui scuola e organizzazioni del territorio hanno realizzato patti educativi di comunità perseguendo importanti obiettivi: contrasto alle forme di povertà e disuguaglianza educativa, con una specifica attenzione nei confronti degli studenti e delle studentesse più fragili; innovazione didattica nella scuola; rigenerazione di spazi, servizi, territori al di fuori della scuola; risposta a situazioni emergenziali impreviste o a singole situazioni.
I patti possono consentire alla scuola di condividere le responsabilità educativa e di sviluppo dei giovani, senza vedersi caricare di compiti che sta all’intera società svolgere. E possono consentire a organizzazioni diverse della società di offrire il loro contributo di creatività, e a studentesse e studenti l’opportunità di protagonismo, facendo emergere il loro punto di vista nelle diverse fasi del processo educativo, con l’utilizzo di tutti gli strumenti che l’autonomia scolastica consente.
La proposta è allora semplice. Non serve inventare qualcosa di nuovo, ma è necessario rafforzare i patti educativi territoriali facendone una soluzione diffusa di sistema e monitorandone i risultati a livello territoriale e nazionale così da garantire che essi raggiungano i loro obiettivi e servano davvero a restituire centralità alla scuola pubblica e a rimuovere ostacoli per ragazze e ragazzi.